Il punto sulla Serie C (di Luca Esposito)

03.07.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Luca Esposito
Luca Esposito

Ormai da qualche anno a questa parte ci stiamo abituando a vivere estati torride non solo dal punto di vista climatico.

Se la stagione passata, nonostante la pandemia, aveva lasciato strascichi tutto sommato gestibili, stavolta si rischia di andare incontro ad un’autentica ecatombe. Il Covid, gli stadi chiusi, gli incassi zero e le sponsorizzazioni a picco hanno messo a repentaglio l’incolumità di società che hanno abdicato praticamente 24 ore dopo aver vinto il campionato di D o la lotteria dei playout. Un dato che dovrebbe far riflettere, una volta per tutte, anche quel Governo che sembra estremamente lontano dal mondo dello sport anche a causa dell’assenza di un professionista che conosca a menadito questo settore. In tema di iscrizioni possiamo dire che il quadro che si prospetta è catastrofico.

Il Catania, pur sperando di ottenere l’ok in extremis, ridimensionerà molto i propri obiettivi e non riesce a mettere alle spalle una crisi economica frutto delle gestioni precedenti e di quella retrocessione a tavolino di qualche anno fa, a Teramo c’è aria di smobilitazione mentre a San Benedetto stanno provando a ripartire pur tra mille difficoltà. In fermento anche i tifosi di Campobasso e Gozzano, piazze che stavano festeggiando il ritorno tra i professionisti e che oggi devono sperare di partecipare al torneo di terza serie. Per mister Mirko Cudini, artefice di una cavalcata splendida, sarebbe davvero una beffa, ancor di più perché ha rifiutato proposte allettanti pur di essere fedele alla causa. Cosa che non ha fatto il direttore sportivo Sandro Martone che, per una volta, va dietro la lavagna. La Casertana è ad un passo dall’esclusione e auguriamo ai falchetti di tornare nuovamente in C quanto prima, ma 48 ore dopo la drammatica notizia ecco che l’esperto dirigente si era già accasato all’Imolese. Nulla di male, per carità. Ognuno tutela i propri interessi e, assodate le difficoltà in Campania, ha fatto bene a sposare il progetto di un club ambizioso. Ma una visione più romantica del calcio avrebbe potuto portare ad una gestione diversa, almeno ad un’attesa maggiore per capire se ci fossero spiragli per un miracolo. Ha fatto bene a Caserta e questo non si discute, ma l’addio fulmineo ha fatto storcere il naso anche a diversi tifosi. Etichetta di “core ngrato”, per dirla in dialetto campano. Punto interrogativo enorme anche in casa Paganese, ma giorno dopo giorno emergono criticità che destano perplessità. Le autorità competenti controlleranno le fideiussioni e tutti i documenti presentati dai presidenti, ad ora l’organico conta cinquanta squadre iscritte ma in tanti sono tentati dall’alzare bandiera bianca e ripartire dal dilettantismo senza spese folli.

Speriamo che sia solo la tempesta prima della quiete e che, superata quest’estate di fuoco, possa essere solo il campo a parlare. Magari con stadi aperti e introiti maggiori dal Governo e dalle tv, chiamate a non snobbare un prodotto che ha offerto comunque un degno spettacolo. Nel momento in cui la Salernitana rischia di essere esclusa dal campionato di A per la querelle multiproprietà, ci chiediamo se sia davvero il caso – in un calcio totalmente povero e ricco di avventurieri – di vietare a presidenti facoltosi di gestire una società sportiva solo perché la sorella è sposata con il presidente di un’altra squadra. Una contraddizione tutta italiana, un freno a diversi imprenditori disposti a far ripartire piazze di categoria inferiore, ma con un blasone straordinario. Ci si interroghi anche su questo, anteponendo le potenzialità economiche dei personaggi alle affinità.

Si compone, infine, il mosaico delle panchine.

Zeman a Foggia vuole scrivere ancora la storia, il pensiero vola al compianto Casillo con cui ha fatto cose straordinarie in passato.

Novellino riparte dalla Juve Stabia e vorrà riscattare le recenti esperienze non brillanti con Avellino e Catania.

A Padova si è chiusa l’era Mandorlini. Altro allenatore in involuzione da tempo.

Luca Esposito

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