Il punto sulla Serie C (di Luca Esposito)

19.06.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Luca Esposito
Luca Esposito

La serie B conosce finalmente il nome della quarta partecipante. Al termine di una doppia sfida tra le più belle della storia recente, l’Alessandria batte il Padova e torna in cadetteria a distanza di diversi decenni. Una soddisfazione enorme per una città che, anche quando le cose non andavano bene, non ha mai smesso di incitare i propri beniamini costituendo quel valore aggiunto che ha fatto la differenza. Molte volte la società piemontese ha allestito autentiche corazzate per la categoria, ma la svolta tardava ad arrivare. Mai, però, è mancata la voglia di coronare questo sogno e di riaffacciarsi al calcio dei grandi con rinnovate ambizioni e con la consapevolezza che al Moccagatta sarà difficile per tutti. Ad ogni modo via il cappello a cospetto di due realtà di spessore, che sono state davvero ad un passo dal salto diretto. Aver perso le partite decisive rispettivamente contro Como e Perugia ha pregiudicato il grande lavoro svolto nelle settimane precedenti, ma sono stati bravissimi i calciatori a non abbattersi e a ripartire immediatamente. Un esempio di professionalità e di carattere, un autentico spot per il calcio. L’uomo copertina è Moreno Longo, subentrato all’esonerato Gregucci e indicato da tutti i tesserati come l’artefice principale dell’impresa sportiva. A Frosinone, Torino e Vercelli ha sempre, o quasi, centrato l’obiettivo. E’ ancora molto giovane e, mantenendo umiltà e concentrazione massima, riuscirà presto a tornare in massima serie.

Delusione, invece, per Andrea Mandorlini, cui lacrime a fine gara potrebbero sancire la fine di una esperienza da archiviare con amarezza. Sarà pur vero che un primo posto a pari merito e una finale playoff sfumata ai rigori non possono essere emblema di fallimento, ci mancherebbe, ma da troppi anni notiamo una involuzione che offusca il periodo d’oro di Verona.

Tornando alle cose belle, complimenti d’obbligo al designatore Antonio Damato, presidente della CAN C bravo a individuare i fischietti giusti per le gare più delicate. Evidentemente nel cilindro ci sono ancora professionisti di un certo livello, pronti per il grande salto e per essere il futuro della classe arbitrale italiana. Un segnale positivo dal quale ripartire.

Onore anche al presidente Francesco Ghirelli che, andando contro tutto e tutti, si è fatto scivolare addosso critiche eccessive proponendo una formula playoff ricca di contenuti e anche di qualità. In piena pandemia non ha mai perso entusiasmo, ambizione ed equilibrio, mettendoci la faccia anche quando sarebbe stato più semplice scendere dalla nave e passare la patata bollente a qualcun altro.

E’ la vittoria della Lega Pro, di quei tifosi che sono tornati allo stadio e che, dopo i brutti episodi di Padova-Avellino, hanno finalmente pensato esclusivamente a sostenere i propri beniamini senza eccedere in comportamenti antisportivi. Ora è tempo di mercato, immaginiamo che il Padova sarà una delle protagoniste anche grazie alla possibilità di avere un’ossatura di spessore assoluto. Occhio, naturalmente, alle retrocesse: Reggiana, Pescara (con Auteri e la sua voglia di riscatto dopo il flop pugliese), Entella e Cosenza non staranno certo a guardare e proveranno immediatamente a risalire.

Vedremo se saprà ripetersi il Matelica e come i tifosi vivranno la scelta di fondersi con l’Ancona che ha diviso opinione pubblica e piazza: da un lato chi si dice pronto a sostenere un progetto serio e lungimirante, dall’altro chi rivendica autonomia e identità. E’ palese che la crisi post Covid metterà a repentaglio alcune società che, in queste ore, stanno facendo riflessioni approfondite.

A Teramo si naviga in cattive acque, il presidente si vuole disimpegnare e c’è il rischio concreto di un’altra ripartenza dai dilettanti dopo tutti i sacrifici fatti in passato. Un dramma sportivo non di poco conto, si spera che in extremis si possa trovare una soluzione anche nel rispetto di tanti tesserati che si ritroverebbero disoccupati.

Chiudiamo con il Bari che, come noto, ha scelto Ciro Polito come direttore sportivo. Ragazzo ambizioso, protagonista a Castellammare (promozione ma anche retrocessione), non confermato dall’Ascoli dopo la salvezza raggiunta e ora in una piazza ambiziosissima e prestigiosa. Puntare su Mignani per un club di questo livello sembra però un azzardo. Nulla contro il tecnico, ci mancherebbe: persona perbene, professionista serio, reduce da qualche buon campionato. Ma è l’uomo giusto per Bari ? Saprà reggere le pressioni nei momenti di difficoltà ? Al campo l’ardua sentenza, ma la torcida biancorossa è ormai pronta a contestare la famiglia De Laurentiis. Segnale evidente che le multiproprietà non sempre sono la soluzione ai problemi.

Luca Esposito

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