Il punto sulla Serie C (di Ivan Cardia)

07.06.2021 12:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Ivan Cardia
Ivan Cardia

Novanta minuti, magari qualcuno in più, alla finalissima dei playoff di Serie C.

Nessuna gara ha un esito già scritto, l’unica squadra che sembra davanti al diretto avversario (non solo per la vittoria dell’andata) è l’Alessandria, ma attenzione all’Albinoleffe. C’è tutto il bello della terza serie in questi spareggi, lunghissimi e un po’ lotteria, ma che alla fine affascinano e vedono i valori emergere. Ci sono grandi piazze e altre più piccole. C’è una società (proprio i grigi), che insegue da anni la Serie B e magari la potrebbe trovare proprio nella stagione in cui sembrava meno probabile.

Il Padova, di purgatorio, ne avrebbe fatto molto meno se riuscisse a salire: sulla carta è la grande del lotto, almeno per i valori che mette in campo. C’è l’Avellino, grande piazza del sud che al sud magari non tiferanno tutti ma porta avanti il vessillo del meridione, e ha in Braglia la dimostrazione di quanto pesino gli allenatori: di promozioni ne ha accumulate a go go, sarà un caso ?

Il contraltare è l’Albinoleffe (mica per l’allenatore, sia chiaro), ma perché più piccolo eppure così avanti, per capacità di guardare al futuro. Ha uno stadio nuovo di zecca, inaugurarlo in B sarebbe un capolavoro, ma il club seriano indica comunque la strada per il pallone del domani, anche a bassa quota come la nostra bistrattata (qui amata) C. È bella, è varia, è competitiva. Ha mille problemi, a uno ci arriviamo. Ma merita di essere valorizzata quando ci fa divertire.

I problemi, ecco. Ce ne sono. Inizia l’estate calda del balletto delle iscrizioni, delle riammissioni e dei ripescaggi. Che fine faremo ? È questa una domanda che frulla per esempio nella testa dei tifosi della Sambenedettese. La vicenda dei marchigiani è al vaglio della FIGC, nelle prossime ore sapremo se si potrà iscrivere o meno al prossimo campionato di C. C’è anche una curatela che monitora il tutto, quindi c’è da andare coi piedi di piombo, ma la sensazione è che si vada verso il no. Che più probabilmente la nuova proprietà ripartirà dalla D, salvando almeno la matricola. Vedremo. Sta di fatto che la stagione della Samb farebbe ridere se non ci fosse da piangere. E così sembra tanto un incubo. Sul Tronto pensavano d’essere in salvo con Renzi dopo aver chiuso una vicenda a tratti farsesca (vedasi l’ultima offerta del socio coreano): pare di no, e San Benedetto non merita tutto questo.

A Bari, finalmente, sono pronti ad accogliere un ds di Serie C. Sgombro il campo da ogni equivoco: è un complimento, mica una critica. I De Laurentiis negli ultimi due anni hanno sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare e per questo faranno la C per la terza stagione di fila. Resta il credito di aver salvato il Bari nel momento più nero della sua storia ma, a parte che c’era la fila, anche i crediti a un certo punto scadono. Gli errori di fondo, sinora, sono stati due. Il primo nel primo anno: pensare che bastasse spendere tanti soldi per ottenere il risultato. Andate a chiedere al Benevento o al Lecce quanto la categoria possa assomigliare alle sabbie mobili da cui più ti spendi e più fai fatica ad emergere. Il secondo, dall’inizio, aver pensato che Bari potesse vivere da succursale di Napoli ed esserne pure contenta: uno schiaffo alla storia della città, prima ancora della squadra. Così, l’esperienza di Scala è stata alla fine mortificante, mica per la professionalità del dirigente e ci mancherebbe, ma perché cosa può pensare il tifoso biancorosso che l’anno dopo l’ha visto alzare la lavagnetta luminosa al San Paolo ? Romairone rappresentava già una scelta diversa, con una certa esperienza nella categoria e anche buoni risultati, ma alla fine era pur sempre troppo vicino a Giuntoli per poter far pensare che Bari fosse davvero indipendente. A costo di ripetermi: zero da dire sulla professionalità, è la scelta a essere sbagliata per la piazza che rappresenta. Ora i De Laurentiis paiono intenzionati a esplorare una nuova direzione: un direttore sportivo di Serie C, che abbia vissuto la categoria più di recente e abbia una maggiore indipendenza. È il profilo di Ciro Polito, che nelle prossime ore dovrebbe definire il suo approdo al San Nicola (condizionale d’obbligo fino alla firma, visto che sinora, gliene va dato atto, ADL e LDL hanno portato a spasso un po’ tutti), ma sarebbe così per esempio anche con un nome molto interessante come Simone Giacchetta, artefice per quel che è di sua competenza del bellissimo Albinoleffe. Imparare dagli errori del recente passato è comunque la scelta giusta, poi sarà il campo a dare il verdetto.

Ivan Cardia

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