Il punto sulla Serie C (di Ivan Cardia)

04.01.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Ivan Cardia
Ivan Cardia

E pur si muove. Inizia ufficialmente la sessione invernale di calciomercato 2020/21. Una delle più difficili che si ricordi, perché di solito per comprare e anche per vendere serve l’anima del commercio: i soldi. Quest’anno non li ha nessuno, o quasi: il quadro dei conti delle società è desolante, dopo una stagione vissuta senza tifosi sugli spalti e con le sponsorizzazioni inevitabilmente crollate. Vincerà chi saprà arrangiarsi meglio, e fin qui qualcosa si è già mosso. Quindi magari non sarà una sessione così triste come la immaginiamo tutti. Vinceranno le idee, e in questo senso sarà uno spartiacque non da poco: il mercato migliore lo farà chi ha riserve o magnati, ma soprattutto vinceranno i più bravi nel cercare i talenti e quel che serve alle rispettive squadre.

Chi si deve muovere di più ? Facile. Le deluse, che poi non è detto siano ultime in classifica, ma semplicemente indietro rispetto alle aspettative. Alessandria, Modena, Catanzaro, Bari: nomino solo quelle da cui mi aspetto di più, per ambizioni e potenzialità. A proposito, piccolo inciso sui biancorossi, che sono la più grande piazza del torneo. Bari merita altro, Bari non merita la B ma la A. La trattativa Cianci è paradossale: in estate il Bari lo ha cercato ma lo voleva chiudere all’ultimo giorno. E se poi fosse cambiato qualcosa ? Logico andare a Potenza, dove ha trovato una società seria e l’ambiente giusto per esplodere. Ora il Bari è tornato a bussare a quella porta, ma dice di no anche perché nel frattempo probabilmente chiuderà per Pandolfi (altro ottimo attaccante, per la cronaca). Il giochino non funziona: servono idee chiare per rimediare agli errori sparsi degli ultimi tre mercato. 

Arriviamo alle prossime elezioni presidenziali. Alla fine, il presidente uscente Ghirelli non correrà da solo. Le candidature di Vulpis e Barbiero non ci sono: il primo corre come vicepresidente con lo stesso Ghirelli. Il secondo, tra i numeri che hanno portato all’approvazione del bilancio e le difficoltà recenti del capofila Sibilia, ha valutato probabilmente che i tempi non sono maturi per un cambio di governance. Alle 23,35 dell’ultimo giorno disponibile, è però arrivata la candidatura di Andrea Borghini, si vocifera con un programma non proprio entusiasmante. E di sicuro senza il supporto, almeno per ora, di alcuna società. Mai sottovalutare nessuno, ma oggettivamente le possibilità di dare fastidio a Ghirelli sembrano ridotte all’osso (per quanto questa candidatura last minute potrebbe, almeno parzialmente, convogliare un dissenso che sugli altri due nomi sarebbe stato più probante per l'attuale governance). I numeri, però, non saranno quelli di un plebiscito: verosimilmente i voti favorevoli saranno 40/45. Non pochi come qualcuno si sarebbe immaginato, ma neanche tantissimi e in ogni caso meno rispetto a due anni fa. La fotografia di un consenso che complessivamente resiste, a certificare che il tanto lavoro svolto in questi mesi complicati è stato apprezzato; ma che è anche bene o male scemato, complice un’annata terribile per tante ragioni, il Covid in primis. Incassata la conferma, sarà il caso di lavorare per riconquistarlo. Mica per sognare un qualche happy ending: poco importa essere belli e simpatici a tutti. Ma servirà nel processo di riforme che, si spera, ci attende finalmente nei prossimi anni. La strada più faticosa, in fin dei conti, è sempre quella che si ha davanti. 

Ivan Cardia

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