Il punto sulla Serie C (di Dario Lo Cascio)

15.10.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Dario Lo Cascio
Dario Lo Cascio

"Ci sono due modi di vedere il calcio: da un lato il primo, quello che prediligo, nel quale giocano i più forti, quasi tutti italiani e pochissimi stranieri, valorizzando così il settore giovanile. Poi c'è il secondo, in cui i presidenti preferiscono prendere giovani solo per il minutaggio. Ci lamentiamo che il livello della Nazionale cali di anno in anno ma non ci accorgiamo che nei settori giovanili è rarissimo trovare talenti italiani. Lo stesso campionato di Lega Pro una volta era ottimo per far crescere quei giovani che meritavano di giocare accanto ai più grandi e che poi finivano nelle serie superiori. Il problema è a monte: se in Lega Pro arrivassero più soldi, i presidenti non avrebbero sempre l'ansia di ridurre le perdite gestionali e le squadre potrebbero veramente puntare sui giovani di qualità". 

Un'analisi sicuramente attuale. Eppure a farla fu esattamente tre anni fa ai microfoni di TC Fabrizio Ferrigno. Il direttore sportivo ieri ci ha lasciato ma questo suo concetto lo riprendiamo oggi e ve lo riproponiamo. Perché soldi, perdite, minutaggi, sono argomenti all'ordine del giorno. E le criticità non sono affatto cambiate. 

La Serie C continua a vivere sul filo del rasoio e i casi Trapani e Livorno sono emblematici. Se per i granata non c'è stato nulla da fare, con il club siciliano che solo virtualmente si è presentato ai blocchi di partenza del torneo senza aver mai davvero avuto gli spiragli per poter partecipare, forse per gli amaranto ancora c'è qualche margine. 

Sebbene il caos sia ancora più accentuato rispetto alle scorse ore. C'è una fideiussione parziale, ci sono giocatori che nella giornata di giovedì potrebbero svincolarsi d'ufficio, c'è una proposta d'acquisto. Sì, si è fatto avanti Giorgio Heller, già per breve tempo presidente del Trapani e ora interessato a rilevare il club toscano insieme a Danilo Mariani col Gruppo Carrano. Lo stesso Heller però punta anche il dito su Navarra, attuale presidente: "Ha il diritto di prelazione sulle quote: noi ci aspettiamo un gesto di buon senso da parte del presidente, o prende subito il pacchetto azionario e rinuncia, anche per evitare il disastro. La burocrazia è dalla parte di Navarra, ma io non capisco il perché del suo atteggiamento: se non vuole o non può comprare le quote lo dica subito. Ora, con il solo 21%, sta tenendo in scacco una città, una tifoseria e un club". 

Ma è il sindaco Salvetti a stabilire la priorità: "Tutti si devono convincere che adesso c’è un gruppo di giocatori da far viaggiare verso Olbia e da far scendere in campo per non rischiare l’esclusione del campionato. La resa dei conti dovrà avvenire dopo. E sarà una resa dei conti dove tutti devono ben comprendere che chi fa del male alla squadra e ad una compagine dalla storia ultracentenaria non potrà più avere alcun appoggio della città, che con la sua formazione potrà anche scendere nei bassifondi del calcio italiano ma ha, e avrà sempre, una dignità che non può essere calpestata”.

Insomma il Livorno sta camminando, come detto, sul filo del rasoio. Eppure di salvataggi in extremis ce ne ricordiamo diversi negli ultimi anni, tanti quanti i fallimenti almeno. Non siamo qui per dare percentuali ma, per il calcio e per la Serie C, la speranza è ovviamente che gli amaranto riescano a far numero nella statistica giusta. 

Dario Lo Cascio

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