Il punto sulla Serie C (di Tommaso Maschio)

13.01.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Tommaso Maschio
Tommaso Maschio

La vittoria di Francesco Ghirelli appariva piuttosto scontata e le elezioni tenutesi ieri non hanno regalato alcuna sorpresa con la conferma del numero uno uscente a larga maggioranza (49 voti contro i 3 dello sfidante Andrea Borghini).

Se le elezioni erano poco più che una formalità i prossimi passaggi lo saranno molto meno, a partire dai prossimi dieci giorni che porteranno all'elezione del numero uno della FIGC con il numero uno della Lega Pro che punta forte sulla riconferma di <b>Gabriele Gravina</b> (contro cui è sceso in campo il presidente della LND Cosimo Sibilia) per poter lavorare nei prossimi quattro anni in sinergia portando avanti quelle riforme comuni che da tempo sono sul tavolo e che prima o poi dovranno tramutarsi in realtà.

Del resto le parole chiavi del secondo mandato di Ghirelli sono due in particolare, e legate strettamente fra loro: riforme e sostenibilità. È chiaro a tutti infatti, già prima che la pandemia colpisse duramente un sistema traballante, che senza riforme il calcio italiano rischia di naufragare e a pagarne il prezzo più alto sarebbero le squadre più in basso nella 'catena alimentare'. Per farlo serve, come ormai da mesi viene ricordato, la collaborazione fra le varie leghe che superino gli interessi personali e guardino con un orizzonte meno limitato per il bene non solo della propria categoria, ma di tutto il sistema senza il quale nessuno ne uscirà vincitore. Tutto facile a parole, molto meno quando i nodi verranno al pettine e ognuno cercherà di massimizzare i propri benefici. Non sarà facile trovare la quadra, come abbiamo visto nei mesi – ma diciamo pure negli anni – dove tutto è rimasto bloccato nonostante l'emergenza mettesse in crisi non solo le piccole, ma anche le big della Serie A.

Ghirelli sembra avere le idee chiare sul tipo di riforma da portare avanti per massimizzare i benefici della terza lega rendendola, si spera anche grazie all'intervento del Governo, più sostenibile rispetto agli ultimi anni. Non sarà un compito facile, anzi tutt'altro, ma di alternative non ce ne sono e bisogna anche fare in fretta. Perché fra dieci giorni appena ci sarà il primo nodo cruciale per il futuro del calcio italiano e si avranno le prime risposte sui progetti che la Lega Pro e il suo presidente hanno pronti da mettere sul tavolo delle trattative.

Tommaso Maschio

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