Il punto sulla Serie C (di Nicolò Schira)

25.03.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Nicolò Schira
Nicolò Schira

Alzi la mano chi credeva che davvero la Sambenedettese potesse finire in mani coreane: probabilmente in pochi, forse nessuno. Scene esotiche di ordinaria amministrazione, quando si segue la terza serie del calcio italiano. Ogni anno di questi tempi ci sono 2-3 società sull'orlo del baratro e a rischio fallimento tra stipendi non pagati e presidenti insolventi... E tac! Puntualmente spuntano voci di trattative con imprenditori stranieri che alla fine finiscono in una bolla di sapone. Epico il Jerry Cala (omonimo del noto attore) transitato a Lecco e Salerno. Stesso scenario in casa Samb dove la squadra precipita in classifica e non percepisce gli stipendi da ottobre. Contratti pluriennali in serie a cifre elevate con nomi di alto livello per la categoria e dal passato illustre. Film già visto a queste latitudini: do you remember il China Pavia, il Monza di Armstrong-Emery e la Reggiana di Piazza ? Queste sono soltanto alcune delle disavventure che abbiamo, ahinoi, raccontato in questi anni. Purtroppo anche a San Benedetto del Tronto i prodromi di una brutta fine al termine della stagione c'erano tutti fin dall'estate e avevamo fatto bene a mettere solo la luce di ingrandimento ciò che accadeva al Riviera delle Palme. Scelte confuse e discutibili sia a livello tecnico che dirigenziale, il cui epilogo rischiava di essere funereo. Scenario che purtroppo in riviera si sono abituati a vivere, visto che sarebbe la terza volta nell'ultimo decennio. Troppo per una piazza e una tifoseria che meriterebbero proprietà solide ed appassionate. Non venditori di illusioni. Kim Dae Jung e il progetto Samb coreano si è squagliato come neve al sole nel giro di pochi giorni. E adesso il futuro della squadra rossoblù è un rebus con un'unica strada percorribile al momento: il fallimento pilotato. In modo da salvare la categoria. Altrimenti il prossimo 30 giugno la Samb rivivrà l'incubo di ripartire dai Dilettanti. Ancora una volta... 

Da una società sull'orlo del precipizio a un'altra a cui manca solo che stacchino la spina. La penalizzazione di tre punti rischia di essere stata la mazzata finale per il Livorno, che a questo punto viaggia dritto verso la retrocessione in Serie D. Uno sprofondo che coinciderà, con tutta probabilità, con un azzeramento totale del club. D'altronde sono mesi che i labronici vivono un profondo stato di crisi tra cambi di azionisti di maggioranza e decine di dirigenti che si sono affacciati nei cda amaranto. Senza produrre risultati e alcuna svolta societaria. Il club, infatti, cola a picco e finora tutti i pretendenti a rilevare il pacchetto azionario della formazione toscana non si sono rivelati affidabili. Difficile che le cose possano cambiare. Meglio pensare a una fusione con la Pro Livorno per mantenere il club in D e provare a risalire subito come aveva ipotizzato anche il Sindaco Luca Salvetti nei mesi scorsi. Alla larga dai venditori di fumo, che nella città portuale ne hanno visti pure troppi in questa stagione...

Chiudiamo questo editoriale con una bella storia targata Serie C. Un campionato che resta la palestra ideale dove far crescere i talenti nostrani. Come Davide Barosi, portiere classe 2000 scuola Juventus scaricato a cuor leggero dai bianconeri e ora esploso in quel di Grosseto. Ottime prestazioni e già 8 clean sheet stagionali per l’estremo difensori dei maremmani. Brava la dirigenza del club toscano a credere in lui, blindandolo con un biennale. In estate potrebbe essere un assegno circolare, visto che alcuni club di categoria superiore l’hanno già fatto visionare più volte. In particolare allo Zecchini qualche settimana fa c’era pure uno scout del Nizza. Chissà che dalla Costa Azzurra non siano rimasti anche loro stregati da Barosi...

Nicolò Schira

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