IL PUNTO del 17.11.2022 di Nicolò Schira - Foggia, il canto del Gallo. A Pontedera il problema era il timoniere...

18.11.2022 18:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Nicolò Schira
Nicolò Schira
© foto di tuttoc.com

Quando cambiare allenatore serve. Eccome se serve. A Foggia nell’ultimo mese e mezzo è tutta un’altra musica.

Eppure i giocatori sono gli stessi. Evidentemente la squadra costruita in estate era così malvagia come era stata dipinta da molti. Non da chi scrive, visto che avevamo dato un bel 7,5 al mercato condotto dai rossoneri. Bastava il timoniere giusto. Quel Fabio Gallo sbarcato al capezzale dei Satanelli, quando il Foggia si barcamenava malamente in zona Playout. Adesso invece veleggia brillantemente in zona playoff e sogna un posto al sole nella post season per la B. D’altronde i numeri parlano chiaro e non mentono mai.

Con Gallo in panchina il Foggia ha totalizzato 4 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 6 gare. Numeri e ruolino di marcia da primissimi posti. Per intenderci: solo la capolista Catanzaro ha fatto meglio. Il paragone con il predecessore Boscaglia (1 vittoria e 1 pareggio in 6 gare) appare quasi blasfemo.

Cosa è cambiato nella Capitanata in poche settimane ? Il modulo innanzitutto. Gallo ha optato per un più solido e compatto 3-5-2 con cui ha registrato la squadra rispetto al 4-3-3 o 4-2-3-1 usati da chi conduceva la squadra prima del suo avvento. E se la gestione Boscaglia è stata avara di soddisfazioni, quella targata Gallo ha riacceso l’entusiasmo di una piazza passionale come poche. E ora i rossoneri vogliono vivere una stagione da mina vagante del girone C, provando ad arrampicarsi sempre più alto. Il canto del Gallo ha risvegliato Foggia...

A proposito di rinascite caratterizzate da ribaltoni in panchina. Il Potendera continua a stupire: 4 vittorie e il pareggio sul campo di una big come la Reggiana nelle ultime 5 giornate.

Il lavoro di Max Canzi ha rivitalizzato una squadra che sembrava a fine ciclo dopo l’addio in estate del deus ex machina Paolo Giovannini, ripartito da Arezzo in D (lo rivedremo in C con gli amaranto tra qualche mese, scommettiamo?). Invece un diesse scafato e capace come Moreno Zocchi aveva lavorato bene. D’altronde in provincia aveva sempre realizzato opere certosine. Soprattutto quando c’era da aguzzare l’ingegno e scovare talenti a ingaggi contenuti. Da Legnago a Pavia passando per il Vicenza sull’orlo del baratro pre-Rosso fino alla salvezza di Imola. Ecco perché eravamo certi che non avesse smarrito l’intuito sui giocatori.

L’unico errore fatto dal dirigente varesino è stato di insistere con Catalano in panchina. Ci aveva già provato a Imola e la scommessa non aveva affatto pagato (servì Cevoli per salvare la squadra). A Pontedera lo stesso film horror. Cambiando guida tecnica però i valori della squadra sono emersi. A testimonianza di come Zocchi non avesse sbagliato in sede di mercato. Semplicemente non aveva trovato l’allenatore ideale. Con Canzi è stato cancellato l’avvio deludente di stagione e ora il Pontedera può continuare a vestire i panni di guastafeste del torneo del girone B come fa ormai da anni...

Nicolò Schira

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