IL PUNTO del 10.01.2024 di Tommaso Maschio - Dalla riammissione al dominio nel Girone A. La parabola del Mantova di Possanzini: che si ispira a De Zerbi e si prende la rivincita su Cellino

10.01.2024 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Tommaso Maschio
Tommaso Maschio
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Solo pochi mesi fa il Mantova si leccava le ferite di una retrocessione in Serie D arrivata ai play out dopo aver chiuso al 16° posto la stagione regolare nel Girone A di terza serie. Poi nel corso della convulsa estate segnata dal fallimento della Reggina e dalla mancata iscrizione del Pordenone in terza serie, per i virgiliani era arrivato l’inattesa riammissione fra i professionisti.

Un’occasione che la società lombarda ha saputo cogliere nel migliore dei modi e alzi la mano chi pensava che pochi mesi dopo si parlasse dei Virgiliani come i dominatori di un Girone che vedeva ai nastri di partenza corazzate come Padova, Triestina e Vicenza decise a conquistare la Serie B e costruire con questo obiettivo. Se le prime due stanno facendo il loro, essendo rispettivamente seconde e terze, la squadra berica è quella che ha vissuto le maggiori difficoltà con un sesto posto che dista 12 punti dal gradino più basso del podio e ben 20 punti di ritardo sulla capolista inaspettata tanto quanto meritatamente in vetta.

Il Mantova nella serata di lunedì ha messo infatti in chiaro di voler fare sul serio andando a sbancare l’Euganeo di Padova con un netto e roboante 5-0 che non ammette repliche e porta la firma di cinque calciatori diversi fra cui Wieser che diventa il 17° giocatore diverso ad andare a segno in questa stagione in Serie C con la maglia dei biancorossi. La squadra allenata da Davide Possanzini, forse bocciato troppo presto dal Brescia, infatti non ha un vero e proprio bomber principe, seppur Francesco Galuppini è quarto a quota nove reti nella classifica marcato, ma è una vera e propria cooperativa del gol dove tutti portano il proprio mattoncino alla causa.

In estate la squadra è stata ricostruita praticamente da zero con pochissimi giocatori della passata stagione rimasti (il terzino Panizzi, l’esterno offensivo Mensah e l’attaccante Monachello) e un mix fra esperienza -Salvatore Burrai e Stefano Giacomelli su tutti – e gioventù con i vari Wieser, Fiori, Bragantini, Trimboli che si stanno mettendo in mostra e sono già sotto gli occhi di alcuni club delle serie maggiori. Il tutto mixato sapientemente da Possanzini che dopo l’amara parentesi a Brescia – appena due presenze lo scorso anno a febbraio nel tritacarne di allenatori messo in campo da Cellino – ha scelto di rilanciarsi in Serie C sposando un progetto che lo ha messo nelle condizioni di lavorare come meglio credeva.

E l’ex bomber sta ripagando la fiducia avvicinando il Mantova a una promozione che manca da 14 anni (l’ultima è data 2010) con un gioco divertente, che mira a dominare l’avversario, fatto di possesso palla e ripartenze dal basso che portano a tante conclusioni verso la porta avversaria (miglior attacco con 41 reti in 20 gare) senza però far soffrire la retroguardia (13 gol subiti e miglior difesa del girone). I dettami di quel Roberto De Zerbi a cui si ispira e che furono proprio alla base del divorzio con Cellino di oltre un anno fa che non gradiva quello stile e chiedeva lanci lunghi per l’allora centravanti Ayé.

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