Una sala per Dante Graziosi nel cuore di Novarello: “Era qui il suo rifugio”

A Granozzo omaggio allo scrittore di “Una topolino amaranto” e il ricordo dei familiari
17.09.2018 15:30 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: lastampa.it
Diego e Valentina Graziosi
Diego e Valentina Graziosi

Il mulino della Baraggia era il rifugio di Dante Graziosi (1915-1992). Qui il veterinario, politico e scrittore novarese aveva vissuto e ambientato alcuni dei suoi racconti più celebri. Il macinatoio di Granozzo con Monticello è oggi un richiamo alla storia unico nel mega centro sportivo dove si allenano tutte le squadre del Novara calcio.  

Il mulino ristrutturato

Negli anni scorsi è stato ristrutturato, ospita un ristorante nella sala degli ingranaggi ancora in funzione e al piano superiore gli uffici del club. In un’altra zona del complesso un auditorium da 100 posti: ieri la sala è stata intitolata a Graziosi con una cerimonia, un convegno sulla veterinaria e un corteo di Topolino. L’auto era una vera icona per il professore, che le aveva dedicato «Una Topolino amaranto», l’opera con cui vinse la targa d’oro al premio Bancarella nel 1981.  

«Il testo ha ispirato uno sceneggiato Rai e un brano di Paolo Conte - ricorda Roberto Cicala, editore di Interlinea -. È lo sguardo sul mondo del medico degli animali: lui si faceva chiamare così. Sullo sfondo c’è sempre questa terra, la sua. Non è amarcord, ma una riflessione senza tempo. Per questo il Centro novarese di studi letterari e la biblioteca Negroni a Novara hanno creato un archivio di testimonianze sul suo percorso e sulla sua pianura».

Valentina Graziosi, assessore all’Istruzione a Novara, aveva 15 anni quando perse nonno Dante. «Da piccola lo chiamavo Dente - sorride con il papà Diego e la mamma Carla Casalis -. Ho passato l’infanzia qui, lo rincorrevo come un cagnolino, quando torno mi sembra di rivederlo».  

Tra i campi di allenamento

Poi la famiglia cedette i terreni, che dal 2007 sono diventati un punto di incontro soprattutto per i giovani calciatori: ogni giorno i campi tra le risaie ospitano gli allenamenti di oltre 200 tesserati del Novara e nel fine settimana il Villaggio azzurro viene invaso dalle squadre per partecipare ai tornei.

«Mio nonno ne sarebbe orgoglioso - prosegue la nipote Valentina -. I De Salvo hanno amato questo luogo, gli hanno dato grande dignità mischiando tradizione, gioventù e sport: per questo lo riconosco».

Massimo De Salvo, presidente del Novara, raccoglie il messaggio: «I valori che ci ha trasmesso il professor Graziosi hanno reso grande questo Paese e non possiamo permetterci di perderli. Lo dobbiamo a lui e ai nostri ragazzi».  

Filippo Massara