La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di sabato 09.09 (ASCOLI-NOVARA)

 di Sergio Guerzoni  articolo letto 43 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di sabato 09.09 (ASCOLI-NOVARA)

Il sottotitolo della cronaca odierna potrebbe essere: “Vale la regola del tre”. E’ la terza giornata di campionato; arrivano i primi tre punti; è la terza vittoria consecutiva degli azzurri al Del Duca; tre vittorie su tre incontri diretti dall’Arbitro Marini. Manca solo il quinto tre: Da Cruz avrebbe potuto portarsi a casa il pallone se non si fosse fatto ipnotizzare dal portiere avversario. Deve accontentarsi della doppietta, comunque sufficiente per mettere la freccia e sorpassare l’Ascoli Picchio, andato in vantaggio alla prima azione offensiva.
Una vittoria per niente facile, sofferta, ma portata a casa con le unghie e coi denti dai ragazzi di Corini. Questo è il calcio e questa è la Serie B: dopo due prestazioni ad alto livello senza alcun bottino, basta una mezzoretta di gioco offensivo a cavallo dei due tempi per aver ragione dei bianconeri. Poi il cambio di modulo, le barricate (Carpi e Parma docet!!!) davanti a Montipò (strepitoso in almeno tre occasioni) e l’en plein è cosa fatta.
Mister Corini torna alle origini schierando gli azzurri con il 4-3-3, complice anche l’assenza per infortunio di Mantovani. Gli undici a scendere in campo sono: Montipò; Golubovic, Troest, Chiosa, Calderoni; Moscati, Ronaldo, Sciaudone; Sansone, Da Cruz, Di Mariano.
Agli ordini del tecnico Fulvio Fiorin i bianconeri marchigiani sono schierati con il 4-2-3-1 così composto: Lanni fra i pali; i quattro della retroguardia, citati da destra a sinistra, sono Cinaglia, Padella, l’Ex Gigliotti e Mignanelli; in mezzo al campo agiscono Carpani e l’indimenticato “Buba” Buzzegoli; alle spalle dell’unica punta Favilli c’è Varela con Clemenza largo a destra e Baldini sul fronte opposto.
L’arbitro “amuleto” è il già citato e quasi omonimo della fatalona bionda: Valerio Marini, della sezione di Roma.

L’incontro inizia al rallentatore, con le due squadre che si studiano. Poi, al 6° minuto, L’Ascoli colpisce al primo affondo decisivo. Favilli si accentra e apre per Clemenza: dribbling vincente su Calderoni e conclusione di potenza che il palo alla sinistra di Montipò respinge. Il più veloce ad arrivare sulla palla è Varela che insacca a porta vuota.
Negli occhi di Corini, nella penna dello scrivente e nelle gambe dei giocatori riaffiora inevitabilmente lo spettro di Carpi: sotto nei primi minuti della gara e la rete del pareggio che non arriva.
Sansone è costretto al fallo per fermare Baldini, allo 8°, due-tre metri fuori area. Della battuta si incarica Buzzegoli che centra in pieno la barriera.
Al 13° Ronaldo è sulla palla per battere una punizione dall’estrema sinistra (fallo di Carpani su Di Mariano) e serve all’indietro per Calderoni che crossa di prima verso il palo lontano, dove c’è Moscati: la conclusione al volo è stoppata con un braccio da Magnanelli, ma l’arto è aderente al corpo e il signor Marini lascia giustamente proseguire.
Cinaglia scende sulla sua fascia di competenza, si accentra e scarica di mancino verso la porta: Montipò respinge in tuffo, si avventa Favilli e Montipò si ripete, ma l’attaccante era finito[sg1] [sg2]  in fuori gioco.
Il primo giallo della partita è per Cinaglia, che stende da dietro Da Cruz lanciato in contropiede solitario (17°).
Altra azione personale di Da Cruz al 22°. Raccoglie dalla propria metà campo un disimpegno di Chiosa, parte in velocità, si accentra e calcia, ma la conclusione è strozzata e si perde sul fondo.
Cross dalla sinistra di Da Cruz al 28°: Sansone, ben appostato in area, colpisce male di testa, ingannato da una deviazione impercettibile ma decisiva di Padella.
Punizione da destra per fallo di Carpani su Moscati al 29°. La battuta di Ronaldo è deviata dalla barriera, Di Mariano controlla e viene spinto alle spalle da Favilli: per l’arbitro è tutto regolare.
Conclusione dalla lunga distanza di Sciaudone un minuto dopo la mezzora che si perde sul fondo.
Al 36° Di Mariano si accentra da destra e serve Calderoni sulla corsa: tiro al volo e centrale, facile per Lanni.
Favilli spinge alle spalle Chiosa, sulla trequarti ascolana. Del calcio piazzato si incarica Sansone, che effettua un traversone in area. Lanni in uscita in tuffo respinge con i pugni, proprio sui piedi di Moscati. La conclusione sbilenca di prima intenzione della mezzala si trasforma in un assist involontario per Da Cruz il quale, di testa, mette alle spalle del portiere. Primo goal novarese in campionato e primo sigillo per il capoverdiano con passaporto olandese. Il minuto è il 39°.
C’è subito una buona opportunità per Sansone dopo la palla al centro. E’ lo stesso Da Cruz a intercettare in scivolata un disimpegno di Gigliotti, ma l’attaccante viene chiuso in area dallo stesso Gigliotti con la collaborazione di Mignanelli.
Palla persa in attacco da Sciaudone e ripartenza veloce dei marchigiani al 41°: Clemenza spreca dalla distanza con un tiro telefonato verso Montipò.
Cartellino giallo per Moscati, costretto a fermare Favilli con le cattive per impedirgli lo sfondamento centrale. Si incarica della battuta Gigliotti che cerca la porta nonostante la distanza ragguardevole: Montipò vola alla sua sinistra per togliere la sfera dall’incrocio dei pali e spedirla in calcio d’angolo.
Nel minuto di recupero concesso dal direttore di gara c’è un’occasione per parte. Dialogano in area Clemenza e Favilli, il quale restituisce al compagno con un tocco all’indietro: sulla conclusione si immola Chiosa che devia oltre il fondo. Sugli sviluppi del corner Da Cruz prende palla al limite dell’area azzurra e parte in velocità, saltando gli avversari come birilli. Giunto davanti all’area vede Lanni fuori dai pali e cerca il pallonetto: la sfera sorvola di pochissimo la traversa.
Si va al riposo.

La ripresa è cominciata da cinque minuti e Da Cruz si regala la gioia della doppietta. Ronaldo riceve il tocco ravvicinato di Sansone su punizione nella trequarti d’attacco (fallo di Favilli su Chiosa). Il regista avanza di qualche metro e lascia partire un tiro velenoso che Lanni non riesce a trattenere: Da Cruz è rapido a intervenire e a insaccare il raddoppio.
Al secondo fallo consecutivo di Favilli su Chiosa l’arbitro gli sventola il giallo (8°).
Due minuti dopo finisce sul taccuino anche Da Cruz, dopo l’ennesima azione personale devastante. L’attaccante entra in ritardo su Padelli e viene ammonito.
Conclusione di potenza di Di Mariano, servito da una buona apertura di Sansone, a lato (11°).
Al 14° resta a terra Sansone: mentre contende palla a Cinaglia sul rinvio lungo di Montipò, l’azzurro appoggia male la gamba di appoggio e accusa una distorsione al ginocchio destro. L’Ascoli mette sportivamente in fallo laterale per consentire i soccorsi che si concludono con la sostituzione: entra Macheda. Contemporaneamente Bianchi rileva Baldini.
Conclusione velenosa di Carpani, servito in verticale da Cinaglia, da posizione defilata al 24°: Montipò chiude bene sul primo palo e devia in calcio d’angolo. Corini, per non correre troppi rischi, toglie Di Mariano e inserisce Del Fabro, passando così alla difesa a tre, due punte (Macheda e Da Cruz), con i terzini che restano bassi: in pratica si passa al 3-5-2 o, se preferite, al 5-3-2.
Traversone da sinistra di Mignanelli al 26°. Bianchi prolunga per Favilli che si coordina e calcia in mezza rovesciata acrobatica: Montipò vola a negargli una rete strepitosa alzando oltre la traversa.
Al 28° esce Clemenza sostituito da De Feo.
Ancora Da Cruz protagonista al 29°. Controlla un rilancio lungo di Calderoni e si presenta davanti a Lanni. La conclusione è centrale, ma bravo il portiere a uscirgli incontro per restringere lo specchio della porta.
Alla mezzora già scoccata Moscati effettua un traversone verso il palo lontano, con Calderoni che arriva con un attimo di ritardo per la deviazione sotto misura.
Cross di Buzzegoli da destra, Favilli appostato sul secondo palo colpisce di testa, ma non inquadra la porta (32°).
Entra in  campo il secondo attaccante nelle file dell’Ascoli: Rosseti rileva Carpani e schema più offensivo (4-3-1-2).
Su azione da palla inattiva (fallo di Calderoni su Cinaglia al 36°) Varela riprende la respinta di Moscati, cerca la conclusione al volo, ma non inquadra il bersaglio.
Al 38° viene ammonito Ronaldo per perdita di tempo. In verità stava sistemando una grossa zolla nella lunetta del calcio d’angolo che gli impediva di sistemare la palla.
Terzo e ultimo cambio per Corini al 41°: richiama in panchina Da Cruz, senza dubbio il migliore in campo insieme a Montipò, e manda nella mischia Chajia, il quale ci mette meno di quattro minuti per finire nella lista dei cattivi: impedisce l’esecuzione di una punizione dalle retrovie dei padroni di casa.
Il recupero concesso ammonta a quattro minuti.
Al 47° ripartenza veloce del Novara in superiorità numerica, vanificata da un fallo in attacco di Macheda, che non era in possesso di palla, su Gigliotti.
L’ultimo brivido arriva al 48° con un calcio d’angolo di Buzzegoli per la testa di Bianchi, la cui deviazione termina a lato di pochissimo.
Arriva il triplice fischio e gli azzurri corrono sotto la curva ospiti tenendosi per mano, a ricevere l’ovazione del proprio pubblico.

Il ghiaccio è stato rotto e il pesantissimo zero in classifica cancellato. Comincia così la rincorsa verso zone più tranquille. Il compito maggiore spetta allo staff medico: recuperare i tanti infortunati, oltre a Maniero in ritardo di preparazione, per fornire a Mister Corini altre frecce per il suo arco.
Appuntamento al Piola tra sette giorni per l’impegno contro i veneti del Cittadella.
Una sola raccomandazione: fiato ai polmoni e ugole spiegate per un nuovo FORZA NOVARA !!!