La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di domenica 12.11 (TERNANA-NOVARA)

 di Sergio Guerzoni  articolo letto 29 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di domenica 12.11 (TERNANA-NOVARA)

La paura di sbagliare da parte di Ternana e Novara era così evidente da poterla quasi toccare. E infatti questa paura era ampiamente giustificata: le “Fere” sbagliano i goal, gli azzurri i controlli e i passaggi (saranno ben trentadue le palle perse), regalando il novanta per cento delle occasioni agli avversari.
Per tre minuti abbiamo pensato di averla sfangata, dopo il miracoloso vantaggio risultato l’unico tiro nello specchio della porta di Bleve per tutti i novanta minuti. Per i rosso verdi ha dovuto pensarci un difensore, Valjent, a metterla dentro, visto che anche gli attaccanti umbri, unitamente ad un Montipò sempre più attento e positivo, hanno anch’essi qualche problema con la rete avversaria.
Certo che quando sono il portiere e il difensore centrale (Mantovani) ad essere i migliori in campo, sarebbe ora di porsi qualche domanda. Alla lunga lista degli infortunati si è aggiunto Chiosa, provvidenziale a sbrogliare una situazione complicata nei primi minuti, ma ad un prezzo troppo alto. Se i vari Macheda, Casarini e Da Cruz stentano a recuperare dopo i guai fisici, se Di Mariano deve sacrificarsi in un ruolo che non gli appartiene e la sua fase difensiva è tutt’altro che perfetta, quello che risulta irriconoscibile rispetto alla colonna portante dimostratosi nella passata stagione è Calderoni, del quale si contano almeno una decina di palle regalate ingenuamente ai padroni di casa. Oltre ai due già citati possiamo salvare Moscati e Da Cruz, unicamente per l’azione della rete del vantaggio: il primo per la magia in fase di costruzione e per l’assist al bacio; il secondo per la lucidità nel colpire dopo una partita non certo entusiasmante.
Schema e formazione messi in campo da Mister Corini sono quelli ampiamente previsti alla vigilia. Con Dickmann alla corte di Di Biagio, tocca a Di Mariano occuparne il posto di quinto di centrocampo, mentre Sciaudone si riprende la maglia di titolare per un Casarini ancora lontano da una forma accettabile. Il 3-5-2
iniziale è così composto; Montipò; Golubovic, Mantovani, Chiosa; Di Mariano, Moscati, Orlandi, Sciaudone, Calderoni; Macheda, Da Cruz.
Il suo omologo Sandro Pochesci dispone i suoi con il 4-3-1-2, avente i seguenti protagonisti: Bleve a difendere la porta; Valjent, Gasparetto, Signorini e Favalli sono i difensori; Paolucci dirige la mediana e ai suoi fianchi agiscono Defendi e Angiulli; il trequartista è Tremolada, le punte Montalto e Carretta.
A dirigere l’incontro c’è Valerio Marini, della sezione AIA di Roma 1.

Pronti via e la Ternana aggredisce subito l’area azzurra e già nei primi secondi Montipò deve impegnarsi in tuffo per deviare oltre il fondo la girata al volo di Montalto trovato in area dal traversone da sinistra di Carretta, dopo un tentativo di rinvio fallito da parte di Golubovic.
I padroni di casa pressano alto e al 3° confezionano un’azione fotocopia, con gli stessi protagonisti: Carretta centra da sinistra, Chiosa si allunga in scivolata per anticipare Montalto e resta a terra infortunato. I sanitari segnalano subito alla panchina che il difensore non può continuare: dentro allora Del Fabro, che si dispone a destra con Golubovic dirottato dalla parte opposta.
Per una dozzina di minuti, a parte un’uscita alta in presa, Montipò può respirare, nonostante le già abbondanti palle perse dei suoi compagni. Gli azzurri si affacciano in avanti e conquistano un corner il cui esito non sortisce effetto alcuno.
Al 16° Golubovic svirgola clamorosamente un aggancio al limite dell’area servendo un assist a Carretta: Montipò gli esce incontro, chiude bene lo specchio della porta e riesce a deviare oltre il fondo.
Sciaudone avanza centralmente, vede Da Cruz attaccare la profondità e lo lancia in area: l’olandese controlla, poi tira addosso a Bleve, ma è tutto inutile, perché viene giudicata irregolare la sua posizione (19°).
Anche Di Mariano si scrive nell’elenco dei benefattori al 27°, quando sbaglia un  facile controllo nella propria trequarti sul rinvio di Montipò regalando il pallone a Montalto, che lancia Favalli in  profondità: cross immediato, girata al volo di Carretta e provvidenziale deviazione con il corpo di Mantovani, ancora in calcio d’angolo. Sulla battuta, toccata corta da Paolucci per Tremolada e cross di quest’ultimo, Carretta anticipa tutti sul primo palo, devia di testa, la palla attraversa tutta l’area e termina a lato.
Al 36° una buona azione in velocità potrebbe cambiare le sorti dell’incontro. Moscati lancia in verticale per Da Cruz che di testa fa sponda per un liberissimo Macheda: controllo di petto e conclusione debole e imprecisa, da oltre il dischetto del rigore.
Proteste degli umbri al 40° per quello sembrato un normale scontro di gioco tra Golubovic e Defendi a contatto in area per intercettare una palla prolungata di testa di Montalto. Sulla ripartenza Orlandi arriva come un fulmine su Macheda che protegge il possesso al limite dell’area, ma calcia in curva.
Al 44° il signor Marini non vede una trattenuta di Mantovani ai danni di Montalto che cercava di controllare un cross di Defendi: ancora proteste, di nuovo inascoltate.
Nel minuto di recupero concesso dall’arbitro, Favalli effettua un traversone sbagliato che si trasforma in un tiro in porta: Montipò vola all’indietro e alza oltre la traversa. Il primo tempo finisce qui.

Anche la ripresa inizia con l’arrembaggio degli uomini di Pochesci. Nei primi dieci minuti usufruiscono di due punizioni in zona d’attacco (fallo di Moscati su Carretta e di Da Cruz su Paolucci) e di sei calci d’angolo, tutti senza esito. Gli azzurri cercano di scuotersi e confezionano un paio di buone azioni, ma senza mai arrivare alla conclusione.
Al quarto d’ora arriva il primo cartellino giallo: lo prende Orlandi, costretto al fallo da dietro per fermare Carretta che cercava di approfittare dell’ennesimo errore difensivo, complice uno scivolone di Del Fabro.
Prima sostituzione ordinata da Pochesci, nel tentativo di dare maggior peso all’attacco: manda in campo l’attaccante esterno Finotto al posto del centrocampista Angiulli. Cambia la disposizione in campo: 4-2-3-1.
Al 28° arriva la rete del vantaggio. Di Mariano vede il taglio di Moscati e lo serve in verticale. Il livornese aggira Signorini e serve all’indietro per l’accorrente Da Cruz: piattone destro sul secondo palo, imparabile per Bleve.
Il tecnico di casa non ci sta e alla mezzora manda in campo un altro attaccante, Albadoro, per un difensore, Favalli.
La reazione dei suoi è altrettanto rabbiosa e la gioia degli azzurri dura meno di tre minuti. L’azione nasce da una punizione da destra concessa per una spinta di Mantovani ai danni di Montalto. La traiettoria di Paolucci è respinta di testa da Macheda. Riprende Carretta sul vertice sinistro dell’area e la rimette in mezzo, dove Mantovani anticipa Albadoro, ma, pressato, riesce appena a toccare: Valjent si ritrova la palla sui piedi e la scarica all’incrocio sul primo palo.
Al 34° Corini manda in campo Casarini e toglie Di Mariano.
Cartellino giallo a Moscati per intervento falloso su Carretta.
Gli ultimi cambi a disposizione sono effettuati in contemporanea dai due allenatori al 39°: escono Macheda e Signorini, entrano Chajia e Vitiello.
Al 42° Albadoro contende una palla alta a Mantovani al limite e la conquista: ignora Finotto libero alla sua destra e calcia di prepotenza, trovando la deviazione di Del Fabro per l’ennesimo calcio d’angolo: il computo finale è di 16 a 2 per i padroni di casa.
Un fallo di mano di Moscati scatena le proteste di Carretta che chiede il secondo giallo per il centrocampista: l’arbitro Marini concede la punizione, ma ammonisce l’attaccante ternano.
La lavagna luminosa dice che il recupero sarà di quattro minuti. Proprio allo scadere l’episodio che fa infuriare tutti gli azzurri, staff e Corini compresi. E’ l’ultima azione della partita che il Novara termina all’attacco. Casarini ruba palla a Defendi sulla trequarti e serve Da Cruz spostato a sinistra, il quale si accentra e serve Chajia libero in area: controllo per preparare la conclusione, ma rinviene Vitiello in scivolata e lo abbatte, senza nemmeno sfiorare il pallone. E’ un rigore grosso come una casa, ma il signor Marini si guarda bene dal concederlo, forse per compensare quello sicuramente meno evidente non decretato per i rosso verdi.

Continua la maledizione del Liberati, dove il Novara non è mai riuscito a vincere, ma per come è andata la partita la divisione della posta è tutto sommato un buon risultato. “Piutost che nient, l’è mej piutost !!!” Certamente la sconfitta nel derby non è ancora stata metabolizzata in pieno: lo testimoniano i tanti, troppi errori fatti, figli di una precaria condizione psicologica prima che fisica. FORZA CORINI: è su questo che devi lavorare. Contro il Bari la speranza è che i virus di Maniero siano debellati in tempo, per consentirgli il proverbiale goal dell’ex, ma, mai come in questo momento delicato, ancora più del centravanti serve il dodicesimo giocatore, quello sugli spalti. In settimana mangiare tante acciughe, gargarismi con il limone e ugole spiegate come le sirene della Polizia, per un unico grande grido: FORZA NOVARA !!!