In ricordo di Dionisio Arce, calciatore paraguaiano e azzurro, da allenatore 1 Campionato di Promozione Lazio (Tuscania)

Nel 2019 Tuttonovara ricorda, nel giorno anniversario della nascita, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti e i membri dello staff del Novara Calcio che ora sono nell'Azzurro del cielo
14.06.2019 09:50 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: it.wikipedia.org-enciclopediadelcalcio.it
Dionisio Arce
Dionisio Arce

Il 14 giugno 1927 nacque a San Juan Bautista de las Misiones, in Paraguay, Dionisio Arce, calciatore e allenatore di calcio paraguaiano, che morì il 5 novembre 2000 a Bracciano, comune della provincia di Roma, nel Lazio, all'età di 73 anni.

Alto 1,78 per 79 kg., giocò a calcio come attaccante nel ruolo di ala dal 1946 al 1961. Fu poi allenatore di calcio dagli anni '60 al 1975. 

Tuttonovara gli rivolge un caro ricordo.

 

Caratteristiche tecniche

Dionisio Arce era un attaccante veloce ed abile nel dribbling, di corporatura minuta, con la capacità di calciare il pallone violentemente.

 

Carriera

Calciatore

Dionisio Arce iniziò la carriera in patria con lo Sportivo Luqueño, dal 1946 al 1949.

In quegli anni esordì anche nella Nazionale paraguaiana, con cui nel 1949 realizzò una tripletta contro il Cile. 

In patria fu subito molto amato tant'è che i tifosi bucarono le gomme del pullman che lo stava portando ad Asunciòn per prendere l'aereo, volendo impedirgli di partire per l'Italia. Nel dicembre del 1949, a campionato iniziato, venne infatti acquistato dalla Lazio​, pur non avendosi di lui molte notizie, se non che era soprannominato la Perla di Asuncion. Per acquistarlo, la società biancoceleste sborsò 15.000 dollari, una bella cifra all'epoca. Fece il suo esordio in biancoceleste il 12 febbraio 1950 nella gara vinta per 4-0 contro il Padova. Fu immediatamente chiaro che si trattava di un giocatore fortissimo. Dotato di straordinarie doti tecniche, quando partiva palla al piede era difficile levargliela. Il suo grande problema era però il carattere. Non riusciva proprio a resistere alle provocazioni e quando l'arbitro sbagliava perdeva spesso la testa. Le squalifiche si accumulavano una dietro l'altra e rendevano vane o quasi le sue prodezze in campo. La piazza biancoceleste si divise presto in due partiti, fieramente contrapposti. Un giornale dell'epoca riportò addirittura la notizia di una clamorosa rissa scoppiata nel pieno centro di Roma proprio a proposito della sua persona. E i suoi sostenitori arrivarono incredibilmente a vociferare di un rapporto tra il tecnico Sperone e la moglie di Norberto Höfling, suo diretto rivale per uno dei ruoli di attacco, che sarebbe stata alla base delle sue ricorrenti esclusioni. A questo si aggiungevano i suoi sempre più difficili rapporti con gli arbitri. Il 22 ottobre 1950, durante Lazio-Sampdoria, tirò una pallonata sul volto dell'arbitro Massai di Pisa, dopo che la sua squadra aveva subito su autorete il gol che avrebbe sancito il 2-2 finale, in una gara in cui, secondo il Corriere dello Sport, si era dimostrato il migliore della sua squadra ed in cui aveva segnato il gol del momentaneo 2-0; venne di conseguenza squalificato per cinque giornate. Scoppiò una bufera e praticamente tutto l'ambiente decise di dividere i suoi destini da quelli di Arce. In queste condizioni, divenne difficile gestirlo e, dopo sole due stagioni, la Lazio decise di separarsi da lui, con grave malcontento dei suoi supporters. Con la maglia della Lazio aveva collezionato 28 presenze con 9 reti.

Nel 1951 andò così in prestito al Napoli, ove però non riuscì a rendere molto. Con gli azzurri collezionò solo 11 presenze segnando 2 reti in un campionato concluso dalla squadra al sesto posto in Serie A.

Nel 1952-53 passò alla Sampdoria, dove andò ancora peggio, tanto che si trattò in sostanza di una annata buttata via. 

A questo punto, si presentò il Novara ad offrirgli una ultima possibilità, che lui decise finalmente di non sciupare. Negli anni a Novara (dal 1953 al 1956), riprese a giocare da par suo e sembrò mettere la testa a posto, sino a diventare un punto di forza della squadra. Con Silvio Piola come compagno, giocò per tre stagioni scendendo in campo 71 volte e realizzando 23 reti.

Passò quindi al Torino, che retrocesse per la prima volta in Serie B nel 1958-1959. Con i granata restò per tre anni, giocò 69 partite, segnandovi 19 reti; rimase anche coinvolto, come gli altri compagni di squadra, in polemiche che lo portarono all'essere multato e messo per un certo tempo fuori rosa, eccellendo comunque anche in maglia granata.

L'anno successivo retrocesse nuovamente con il Palermo dove giocò 27 partite segnando 3 reti negli anni dal 1959 al 1961.

In carriera totalizzò complessivamente 200 presenze e 56 reti in Serie A e 5 presenze in Serie B.

Allenatore

Dopo il ritiro da calciatore Dionisio Arce negli anni '60 e '70 intraprese la carriera di allenatore di squadre dilettanti a Cerveteri, Montespaccato, Avezzano, Spoleto

Nella stagione 1975-76 allenò il Tuscania vincendo il campionato di Promozione Lazio 1975-1976 portando la squadra per la prima volta in Serie D; ritornò poi a sedere nella panchina del Tuscania anche nella stagione 1977-1978 e nella stagione 1984-1985.

In seguito aprì un'attività commerciale a Bracciano ed al tempo stesso rimase nel mondo del calcio aiutando il presidente della squadra dilettanti locale nella forma di allenatore-giocatore.

 

Ecco in sintesi la carriera di Dionisio Arce. Nell'ordine sono indicate le stagioni, le squadre di club (con → sono segnati gli eventuali prestiti) e le Nazionali nelle quali militò e che allenò, il numero di presenze in campionato da calciatore e, tra parentesi, il numero di gol segnati:

Calciatore

Squadre di club

1946-49 - Sp. Luqueño - ? (?)

1949-51 - Lazio - 28 (9)

1951-52→  Napoli - 11 (2)

1952-53 - Sampdoria - 5 (0)

1953-56 - Novara - 71 (23)

1956-59 - Torino - 78 (22)

1959-61 - Palermo - 27 (3)

Nazionale

1949 - Paraguay - 7 (7)

Allenatore

19?? - Città di Cerveteri

19?? - Montespaccato

1972-73 - Avezzano

1974-75 - Spoleto

1975-76 - Tuscania

1978 - Tuscania

1984-85 - Tuscania

 

Palmarès

Allenatore

Club

Competizioni nazionali

Campionato di Promozione Lazio: 1   (Tuscania: 1975-76)