Antonio Cabrini, ex allenatore di calcio azzurro, da calciatore 6 Scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa Campioni, 1 Coppa Intercontinentale (Juventus), 1 Oro Mondiale !

Nel 2019 Tuttonovara fa gli auguri di buon compleanno agli allenatori e ai dirigenti del Novara Calcio attuali e del passato
08.10.2019 09:15 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: it.wikipedia.org
Antonio Cabrini
Antonio Cabrini

L'8 ottobre 1957 nasce a Cremona, comune capoluogo della provincia omonima in Lombardia, Antonio Cabrini, ex calciatore e allenatore di calcio italiano, che oggi dunque compie 62 anni.

Alto 1,78 per 72 kg., ha giocato a calcio come difensore nel ruolo di terzino sinistro dagli anni '60 al 1991. E' stato poi allenatore di calcio dal 2000 al 2017.

E' stato campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982.

Tuttonovara gli fa i migliori auguri di buon compleanno !

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Nota

Antonio Cabrini ha legato il suo nome principalmente alla Juventus, squadra in cui ha militato durante circa un quindicennio a cavallo degli anni 1970 e 1980, diventandone uno degli uomini-simbolo al punto di essere nominato capitano dal 1988 al 1989. Ritenuto uno dei primi terzini moderni, nonché uno dei maggiori interpreti del ruolo al mondo, Cabrini ha formato, assieme al portiere Dino Zoff, lo stopper Claudio Gentile e il libero Gaetano Scirea, tutti e tre compagni di squadra e nazionale, una delle migliori linee difensive della storia dello sport.

Coi bianconeri ha totalizzato 440 partite e 52 reti, vincendo sei scudetti, due Coppe Italia e tutte le maggiori competizioni UEFA per club: primo giocatore (assieme al già citato Scirea) a raggiungere tale traguardo. In Nazionale ha disputato 73 gare realizzando 9 gol, che lo rendono il difensore più prolifico nella storia degli Azzurri.

Più volte candidato al Pallone d'oro, si è classificato 13º nel 1978.

E' stato soprannominato 'Bell'Antonio' e 'Fidanzato d'Italia' in virtù della grande popolarità di cui godeva presso il pubblico femminile.

Il 15 settembre 2008 ha partecipato come concorrente alla sesta edizione del programma televisivo L'isola dei famosi, ritirandosi tuttavia dopo tre settimane a causa di un'ernia. Nello stesso anno si è cimentato come scrittore pubblicando il suo primo romanzo, Ricatto perfetto. Sempre in televisione, nel 2010 è stato telecronista per Dahlia TV.

Nell'estate 2009 è entrato a far parte dell'Italia dei Valori, divenendo responsabile dello sport per il Lazio del movimento politico guidato da Antonio Di Pietro.

Così come Gianni Rivera e Antonio Di Natale, nel 2012 non ha condiviso l'appello al coming out per i calciatori gay lanciato dall'allora commissario tecnico degli azzurri nonché ex compagno di squadra, Cesare Prandelli, affermando che: «è a discrezione personale, ma è chiaro che il mondo del calcio non è proprio quello ideale per dichiararsi, porterebbe di sicuro dei problemi. Negli stadi c'è molta ignoranza sul tema della diversità, basta vedere come vengono trattati i calciatori stranieri, si immagini che cosa accadrebbe se un giocatore in attività si dichiarasse, quale sarebbe la pressione mediatica sulla squadra, i compagni, l'ambiente».

È stato ambassador per Expo Milano 2015.

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Caratteristiche tecniche

Calciatore

Antonio Cabrini è nato come ala sinistra, ma, durante la militanza nelle Giovanili della Cremonese, il tecnico Nolli («È stato il mio vero scopritore, lui mi ha creato come giocatore») lo ha arretrato con successo in difesa: «quel giorno fu chiaro che il calcio cremonese aveva perso una discreta ala e guadagnato un promettente terzino sinistro», ricorderà Carlo Felice Chiesa.

Dai suoi precedenti trascorsi sulla fascia ha ereditato caratteristiche come «potenza e velocità» attraverso le quali ha reinventato il ruolo, emergendo come un «terzino-attaccante» dal rendimento costante e molto prolifico sotto rete grazie a frequenti sganciamenti in avanti, dove ha messo a frutto la sua notevole elevazione e il suo tiro da lontano, nonché a una buona tecnica che lo ha reso un valido esecutore di punizioni e rigori. Abile anche in fase difensiva, è riconosciuto tra i migliori terzini al mondo della sua generazione.

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Carriera

Calciatore

Club

Antonio Cabrini, ha tirato i primi calci ad un pallone nel San Giorgio, squadra di Casalbuttano, comune della provincia di Cremona, in Lombardia.

Negli anni '60 è entato ed è cresciuto nel Settore giovanile della Cremonese. Ha esordito sedicenne nella prima squadra della stessa Cremonese agli ordini di Battista Rota, collezionando 3 presenze nel campionato di Serie C 1973-74 (debuttando sul campo dell'Empoli) e diventando titolare la stagione seguente.

Nel 1975 è passato all'Atalanta, club che lo aveva nel frattempo acquistato in compartecipazione con la Juventus. Nell'unica annata trascorsa a Bergamo ha disputato un positivo campionato di Serie B, con 35 presenze e 1 gol, al termine del quale è stato riscattato dal club torinese.

​​​​E' quindi arrivato alla Juventus. Con la maglia bianconera ha debuttato il 13 febbraio 1977, all'età di diciannove anni, nella gara casalinga contro la Lazio terminata con la vittoria dei piemontesi per 2-0. Nella sua prima stagione a Torino ha collezionato 7 presenze e 1 rete, conquistando da comprimario il suo primo scudetto. Ha bissato il successo tricolore nell'annata seguente: partito da rincalzo, sul finire del campionato è stato promosso titolare dall'allenatore Giovanni Trapattoni, affermandosi come «rivelazione» del torneo e divenendo in breve tra gli inamovibili della squadra juventina per il decennio a venire. Ha avuto una sola flessione all'inizio del campionato 1978-79 quando, all'indomani del mundial argentino, quasi stordito dall'improvvisa fama, alcune sue prestazioni sottotono hanno fatto sì che sia Trapattoni in bianconero, sia Enzo Bearzot in azzurro lo hanno rispedito temporaneamente in panchina. Presto ritrovata la titolarità, dopo la Coppa Italia vinta nel 1979 sono arrivati per Cabrini altri due scudetti con la Vecchia Signora, nei campionati 1980-81 e 1981-82. In questi due campionati il terzino ha mostrato sempre maggior confidenza con la rete, realizzando 12 gol complessivi. Negli anni seguenti ha conquistato con la maglia della Juventus, oltre ad altri due scudetti che hanno portato a sei il suo bottino personale, la seconda Coppa Italia nel 1983, la Coppa delle Coppe nel 1984 e, l'anno successivo, Supercoppa UEFA e Coppa dei Campioni, il che lo ha fatto diventare uno dei primi giocatori (con alcuni compagni di squadra) a vincere le tre maggiori Coppe europee (già nella stagione 1976-77 aveva sollevato la Coppa UEFA); nello stesso anno è arrivato inoltre a conquistare tutte le competizioni internazionali per club grazie al trionfo nella Coppa Intercontinentale, divenendo il primo, assieme al compagno di squadra Gaetano Scirea, a raggiungere tale traguardo sportivo. Cabrini ha continuato a giocare nella Juventus fino alla stagione 1988-89, diventando in quest'ultima anche capitano dopo il ritiro di Scirea.

L'avanzare dell'età, i primi problemi fisici, nonché divergenze tattiche con Dino Zoff circa un suo possibile impiego da mediano, ruolo ambito da Cabrini ma in cui l'ex compagno di squadra, nel frattempo divenuto allenatore bianconero, gli preferì il giovane Marocchi, lo hanno indotto nell'estate 1989 a lasciare Torino dopo tredici anni, 297 partite in Serie A e 33 reti, per accasarsi al Bologna. In Emilia ha disputato altre due stagioni nella massima Serie, raggiungendo inoltre nel 1991 i quarti di finale della Coppa UEFA, prima di chiudere la carriera agonistica nello stesso anno.

Nazionale

Nazionali giovanili

In ambito giovanile, nella seconda metà degli anni 1970 ha fatto parte delle Nazionali Under-18 e Under-21 italiane, oltreché della Nazionale militare e della Nazionale cadetta.

Nazionale maggiore

Senza aver ancora esordito nella Nazionale A e addirittura senza vantare un posto di rilievo nella sua squadra di club, sul promettente Cabrini scommise il commissario tecnico degli Azzurri, Enzo Bearzot, il quale lo convocò per il campionato del mondo 1978 in Argentina, preferendolo al fin lì titolare Aldo Maldera. Fece il suo esordio il 2 giugno 1978, a vent'anni, nella partita Italia-Francia (2-1) disputata a Mar del Plata; conquistato il posto di titolare, giocò tutte le partite della rassegna iridata, chiusa dagli Azzurri al quarto posto, venendo inoltre premiato dalla FIFA come miglior giovane dell'edizione.

Il 20 settembre di quello stesso anno ha realizzato anche il suo primo gol in maglia azzurra, nella partita amichevole contro la Bulgaria (1-0) disputata a Torino. Ha superato poi nel biennio 1978-79 il breve periodo di appannamento all'indomani del mundial sudamericano, in cui ha rischiato di perdere il posto in azzurro (patendo la concorrenza del succitato Maldera e del più giovane Franco Baresi, oltreché di un Oriali non ancora dirottato a centrocampo). E' tornato ben presto titolare inamovibile, partecipando al campionato d'Europa 1980 dove l'Italia, padrona di casa, si è classificata ancora quarta.

Nella prima metà degli anni 1980, vinta anche la concorrenza di nuovi rivali nel frattempo emersi nella Serie A del tempo (Luciano Marangon, ma soprattutto Nela), è stato poi tra i protagonisti del campionato del mondo 1982 in Spagna dove gli Azzurri hanno conquistato il loro terzo titolo mondiale. Nel secondo turno Cabrini ha realizzato un gol nella partita vinta contro i campioni in carica dell'Argentina (2-1), mentre ha sbagliato un calcio di rigore nella finale di Madrid contro la Germania Ovest (3-1), quando il punteggio era ancora a reti bianche; rimane l'unico giocatore ad aver fallito un penalty in una finale di Coppa del mondo nei tempi regolamentari.

Con altri nove compagni già campioni del mondo, ha continuato a far parte del gruppo storico della Nazionale nella prima metà degli anni 1980, senza tuttavia più raggiungere risultati di rilievo. La fallita qualificazione al campionato d'Europa 1984 è stato un primo campanello d'allarme circa il declino della generazione mundial, poi esploso al campionato del mondo 1986 in Messico, torneo in cui l'Italia fu eliminata negli ottavi di finale dalla Francia e in cui lo stesso Cabrini fu suo malgrado tra i peggiori della spedizione italiana.

Ciò nonostante, all'indomani della rassegna iridata nordamericana ha ereditato da Scirea la fascia di capitano della Nazionale e, con l'avvio del nuovo ciclo di Azeglio Vicini è stato inizialmente «tra i pochi vecchi a rimanere» nel giro azzurro. Tuttavia di lì a breve, sia per sempre più frequenti problemi fisici, sia per una sopravvenuta concorrenza nel ruolo (nell'immediato con il più giovane De Agostini, ma soprattutto con l'astro nascente Paolo Maldini a cui lascerà di fatto il testimone) ha deciso di svestire la maglia azzurra non accettando più convocazioni: «una scelta che fece scalpore, perché non erano ancora i tempi in cui ci si poteva chiamare fuori dalla causa azzurra: magari si faceva in modo di non farsi convocare [...], ma di certo nessuno aveva prima di lui mai annunciato l'addio all'Italia con un comunicato all'ANSA».

Ha disputato la sua ultima partita in Nazionale il 17 ottobre 1987 a Berna, all'età di trent'anni, in una sfida contro la Svizzera valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 1988.

Con l'Italia ha totalizzato 73 presenze (9 delle quali da capitano) e 9 reti, record di marcature tra i difensori azzurri.

Allenatore

Il 10 giugno 2000 ha iniziato a lavorare come allenatore, debuttando alla guida dell'Arezzo, in Serie C1. 

Il 20 giugno 2001 ha assunto la guida tecnica del Crotone, in Serie B, venendo esonerato il successivo 18 ottobre per via degli scarsi risultati.

In seguito, dal febbraio al novembre del 2004, ha allenato il Pisa in C1.

Nella stagione 2005-2006 è arrivato poi sulla panchina del Novara, ancora in C1.

Fra il 2007 e il 2008 è commissario tecnico della Siria, lasciando l'incarico dopo sei mesi a causa della scarsa programmazione della nazionale asiatica.

Il 14 maggio 2012 è stato scelto come CT della Nazionale italiana femminile. Con le Azzurre ha iniziato con l'Europeo 2013: l'Italia ha passato il primo turno assieme a Svezia e Danimarca, ma l'avventura è terminata ai quarti di finale contro la Germania. Alle qualificazioni al Mondiale 2015 l'Italia ha terminato il girone al secondo posto, alle spalle della Spagna, risultando poi tra le migliori seconde qualificate; alla semifinale play-off le italiane hanno superato l'Ucraina, tuttavia nella finale che metteva in palio l'ultimo pass mondiale, sono uscite sconfitte contro i Paesi Bassi. Sotto la guida di Cabrini, le Azzurre si sono poi qualificate per l'Europeo 2017, chiudendo alle spalle della Svizzera il proprio gruppo eliminatorio. Nella fase finale, inserita in un "girone di ferro" con Germania, Svezia e Russia, le sconfitte contro russe e tedesche hanno precluso ulteriori ambizioni alle italiane, che solo nell'ultima e ininfluente giornata hanno ottenuto la loro unica vittoria nella competizione, superando le scandinave. Al termine di tale match, Cabrini ha lasciato la panchina dell'Italia femminile dopo cinque anni.

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Ecco in sintesi la carriera di Antonio Cabrini. Nell'ordine sono indicate le stagioni, le squadre di club (con → sono segnati gli eventuali prestiti) e le Nazionali nelle quali  ha militato e che ha allenato, il numero di presenze in campionato da calciatore e, tra parentesi, il numero di gol segnati:

Carriera

Calciatore

Giovanili

196?-70 - San Giorgio

1970-73 - Cremonese

Squadre di club

1973-75 - Cremonese - 29 (2)

1975-76 - Atalanta - 31 (1)

1976-89 - Juventus - 297 (33)

1989-91 - Bologna - 55 (2)

Nazionale

1975-76 - Italia U-18 - 8 (0)

1976-78 - Italia U-21 - 13 (0)

1977-78 - Italia militare - 6 (0)

1978-79 - Italia B - 2 (0)

1978-87 - Italia - 73 (9)

Allenatore

2000-01 - Arezzo

2001 - Crotone

2004 - Pisa

2005-06 - Novara

2007-08 - Siria

2012-17 - Italia Femminile

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Palmarès

Calciatore

Club

Competizioni nazionali

Campionato italiano: 6   (Juventus: 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82, 1983-84, 1985-86)

Coppa Italia: 2   (Juventus: 1978-79, 1982-83)

Competizioni internazionali

Coppa UEFA: 1   (Juventus: 1976-77)

Coppa delle Coppe: 1   (Juventus: 1983-84)

Supercoppa UEFA: 1   (Juventus: 1984)

Coppa dei Campioni: 1   (Juventus: 1984-85)

Coppa Intercontinentale: 1   (Juventus: 1985)

Nazionale

Mondiali di calcio: Oro-Spagna 1982

Individuale

Miglior giovane del campionato mondiale: 1   (Argentina 1978)

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