In attesa del numero 60 (di Ivan Cardia)

Le squadre del prossimo campionato di C sono 59 ma potrebbero diventare 60
17.07.2019 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Ivan Cardia
Ivan Cardia

59 and counting, direbbero gli inglesi. Nel giorno in cui la Lega Pro festeggiava i suoi 60 anni, il presidente Ghirelli ha buttato lì uno spiraglio. 59 … per ora. Perché la speranza è di avere effettivamente un campionato da 60 squadre, come da format, nella prossima stagione. La normalità? Nelle ultime due annate mica tanto, sarebbe una novità in tempi recenti.

Le speranze ? Dovessimo puntare due lire (vecchio conio, e infatti chi scrive non scommette mai), le butteremmo sul Bisceglie. In generale, resta centrale la questione stadio, o meglio degli stadi. E forse qualche mese fa, quando scrivevamo che il vero e irrisolto nodo del calcio italiano resta quello legato agli impianti, non eravamo proprio fessi. Comunque, per ora le squadre in corsa sono 59, potrebbero diventare 60, l’obiettivo a quel punto sarà non scendere ancora. E insomma, tratteniamo il respiro e il giudizio.

Divise in gironi come quelli dell’ultima stagione, ma potrebbe non durare molto. La possibilità di riorganizzare in altro modo le squadre partecipanti al campionato di terza serie è balenata, per ora è stata scartata, più che altro rimandata.

Novità positiva ? Vediamo, mezza Lega Pro potrebbe protestare: organizzare una trasferta a 1000 km di distanza può essere fattibile per la Juve o il Bari, altre società potrebbero andare in crisi. Di novità ne ha difesa una pochi giorni fa lo stesso presidente Ghirelli, quando si è trovato costretto a ricordare che i playoff non cambiano. Come la notizia si fosse diffusa resta un mistero, il ritrovamento di un comunicato FIGC di fine gennaio visto come se fosse una novità. Chi lo sa. Dei playoff abbiamo scritto più volte: 28 squadre in corsa non saranno il massimo della sportività, ma alla fine i valori emergono e in ultima analisi è un’appendice divertente che evita tante storture. Vedere per credere, prendete le notizie relative a presunte combine in C negli ultimi anni e confrontatele con quelle di qualche stagione fa.

A proposito di novità, ci ritroviamo a parlare di squadre B. Progetto fallimentare per come è nato, ma pur sempre fallimentare. La sessantesima squadra non sarà una squadra B e abbiamo solo la Juventus, che un po’ si interroga sul perché e su quale direzione prendere, caso più unico che raro. Ci aspettiamo nei prossimi mesi un intervento, in un senso o nell’altro: o si portano alla luce le squadre B ombra, che ci sono, oppure si fa un passo indietro e abbiamo l'onestà di dirci che non eravamo pronti. O che abbiamo sbagliato, chi lo abbia fatto poco importa, e andare avanti così non ha alcun senso. 

Da ultimo, un pensiero ai giocatori svincolati d’autorità dalle cinque squadre di C. E permetteteci di aggiungere, ai dirigenti, ai membri dello staff, a tutti coloro che dall'oggi al domani si sono trovati senza un lavoro, perché di questo si tratta, peraltro a livelli ben lontani da quelli milionari della Serie A. Tante piccoli drammi che ne fanno uno solo, enorme. Un pensiero ai tesserati di quelle cinque società, come pure a quelli del Foggia, mentre a Palermo ci auguriamo che la situazione si sblocchi quanto prima, ma potrebbe volerci un po’ di tempo perché è oggettivamente il caso più complicato e ingarbugliato del lotto. A dirla tutta, non lo sarebbe perché tutto pare piuttosto chiaro, ma ci sono i tempi della giustizia. Tornando ai tesserati di cui sopra, in molti casi non hanno preso lo stipendio per diversi mesi, in altri non siamo a situazioni del genere. Sta di fatto che finisce un sogno e resta un piccolo esercito di professionisti che tali non sono più. Gli auguriamo di tornarlo, ma le loro vicende spiegano perché ridurre la lotta per il semi-professionismo a una battaglia fiscale possa non essere la scelta (anche mediatica) più opportuna. Forza ragazzi, ci rivediamo presto su questi campi.

Ivan Cardia

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