Ciao mercato, ora parola al campo (di Ivan Cardia )

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga: laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca, tutto nel cassetto, per scrivere di calcio, su TuttoMercatoWeb.com
01.02.2019 11:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 50 volte
Fonte: tuttoc.com
Ciao mercato, ora parola al campo  (di Ivan Cardia )

La grande giostra del calciomercato chiude i battenti. Almeno per ora, almeno nella maggior parte dei casi. Perché da queste parti non finisce davvero mai: rinnovi, svincolati, esoneri. Ci si divertirà ancora. Chi si è mosso meglio, chi peggio ? Di sicuro alcune società hanno messo in chiaro cosa vogliono dal resto della stagione, Monza e Reggina su tutte. Qualcuno ha corretto i propri errori, qualcuno non è riuscito a farlo. Ci divertiremo, ora, a dare giudizi. Li porterà via il vento, e il campo: il giudice ultimo di ogni trattativa è il risultato, inutile scontrarsi.

Di positivo, per ora, vi può essere il giudizio sulle decisioni del Consiglio Federale, arrivato al centesimo giorno della presidenza Gravina. Ci credevamo, ci crediamo ancora e la direzione intrapresa conforta. Lasciamo da parte il pugno duro sul razzismo: inevitabile, anche se in giro si legge tanta ipocrisia. Qui ci interessano i rimedi per il presente e soprattutto il futuro della Serie C.

Gravina aveva promesso norme più rigide e soprattutto più certe per quanto riguarda il format dei campionati. Ci siamo: la prossima estate sembra davvero improbabile immaginare che si possa ripetere quanto successo da luglio 2018 in poi. La Serie B va a 20 squadre, poi valuterà la Lega, valuterà ogni lega, come comportarsi per il futuro. Spariscono, di fatto, i ripescaggi, se non dal dilettantismo: altra mossa comprensibile. Immaginare una squadra arrivata nona promossa al posto di una seconda era e resta quel che di più lontano vi può essere dalla competizione sportiva. A proposito di promozioni, c’è ancora da fare e qui dovrà intervenire la Lega Pro di Ghirelli: come determinare la quinta promossa ?

Le soluzioni sono tante, la più credibile al momento è quella di mandare in Serie B le due squadre finaliste dei playoff. Snatura un po’ la formula, tutto sommato vincente,  ideata proprio da Gravina e dallo stesso Ghirelli. Potrebbe essere ripensata, almeno per quest’anno. La miglior seconda ? Sarebbe una scelta quantomeno discutibile, difficile mettere a paragone tre gironi così diversi, ognuno così caratterizzato anche dalla propria specificità territoriale. Bisogna fare presto, su questo non vi sono dubbi. Abbiamo iniziato il campionato senza sapere quante promosse vi sarebbero state. Ora che lo sappiamo, è il caso anche di capire quanto prima come lo saranno.

Bene il pugno duro, definizione circolata un po’ ovunque nei commenti. Bene la scelta, perché di fatto è quello che succederà, di estromettere Pro Piacenza e Matera. Vedremo come avverrà a livello regolamentare e in entrambi i casi resta la ferita al cuore per i tanti tifosi che saranno coinvolti, ma non ci può essere spazio per determinate situazioni. Azzardiamo: bene il pugno duro, ma si può andare ancora oltre.

Per fare un esempio, ieri diversi organi di stampa hanno riportato l’esistenza di una lettera anonima inviata a tutte le principali organizzazioni sportive e anche alla magistratura. Non ne abbiamo riportato il testo, né su TMW né su TC, perché ci sforziamo di attenerci ai fatti e in quel documento si lanciano accuse molto pesanti. È il caso che chi le fa se ne prenda anche una responsabilità. È un messaggio che deve cambiare: vogliamo cambiare il sistema ? Facciamolo tutti insieme, mettendoci la faccia. I giornalisti, i dirigenti, i procuratori, gli addetti ai lavori tutti. Senza paura di raccontare la verità, anche quando è sporca.

Si può andare oltre. In quel documento, appunto, ci sono accuse gravi. Vorremmo sapere dalla FIGC e dalla Lega Pro se rispondono al vero oppure no, e nel caso che provvedimenti intendono adottare. Ancora. I rapporti tra agenti e calciatori, specie giovani, sono spesso torbidi. Si sente, spesso, di operazioni poco chiare; di talenti che passano da una scuderia all’altra per motivi che esulano dall’immediato sportivo. Come prescindono da quest’ultimo, si dice, tante scelte in panchina, specie in Serie C. Tutte chiacchiere, finché qualcuno non oserà rompere il velo del silenzio. È un appello non tanto a Gravina, che poi dovrebbe (dovrà ?) farsi carico della situazione, quanto a chi vive di queste trattative segrete, spesso sottobanco: i giornalisti ci sono, ma non possono raccontare quel di cui non possono avere certezza. Numeri, soldi, denunce: è il coraggio che serve al sistema per pulirsi da solo. Lo possiamo chiedere ai vertici, che una mano l’hanno tesa e continueranno a farlo. Ma dobbiamo chiederlo a noi stessi, prima di tutto.

Ivan Cardia