La storia del Novara Calcio (le origini, dal 1881 al 1912, compreso il 1908)

Dal 4 febbraio 2024, ogni domenica, Tuttonovara pubblica la storia del Novara Calcio a partire dalle origini (dal 1881)
04.02.2024 15:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: gazzetta.it
Il primo stemma del Novara
Il primo stemma del Novara

Partiamo in questo racconto, che è la storia del Novara Calcio, dal 1881 quando, in quella che allora era la provincia più estesa d’Italia, nasce la Ginnastica e Scherma, una vera polisportiva dove si praticano anche podismo, sollevamento pesi, lotta e ciclismo.

Nel 1901 si verifica una scissione nella società e viene fondata la “Forza e Speranza”, con le sezioni di ginnastica e atletica. Le due società esprimono idee politiche differenti, la “Ginnastica e Scherma” è di tendenze sì liberali, ma più vicine ai monarchici e nazionalisti, mentre la “Forza e Speranza” è più vicina al movimento radical-cavallottiano o sinistra giolittiana.

Nel 1906 vede poi la luce la prima squadra novarese di calcio di cui parla subito, in una notiziola proprio piccola piccola, La Gazzetta dello Sport che, a quei tempi, ha a sua volta solo dieci anni di vita. Ne racconta, da vero cantastorie, Fausto Guasconi, un cameriere con un passato professionale in Inghilterra dove ha conosciuto e apprezzato quel gioco chiamato football. Il seme è gettato, anche per merito dei pionieri del tempo che rispondono ai nomi di Canestrini, Omodei-Zorini, Mittino, Enrico Patti e Reynaudi.

Arrivano le prime amichevoli – si gioca prevalentemente al Prato della Fiera, la cosiddetta “pista”, corrispondente all'attuale "Parco dei Bambini" – e poi la prima partita ufficiale: si gioca alle 15 del 3 agosto 1903 a Vercelli, un lunedì, giorno di festa perché si è nella settimana dedicata al patrono Sant’Eusebio, Pro Vercelli, in maglia bianca, contro la Forza e Speranza Novara, con una fiammante maglia rossa che le è stata prestata dalla Ginnastica e Scherma. Gli ospiti novaresi sono in 10 contro 11 per una defezione dell’ultimo momento, e, dopo una trasferta effettuata in bicicletta (solo 20 km separano le due capitali italiane del riso), possono contare sul velocista Barozzi (olimpico dei 100 e 200 metri, nonché podista su diverse distanze), il lottatore Né, oltre a Pellogio, Merlo e Migliari che erano arrivati, diciamo così, in prestito dalla Ginnastica e Scherma. Due tempi di mezz’ora ciascuno e risultato di 2-0 per i vercellesi, di cui si ignorano i marcatori.

Dopo quel debutto, con il calcio che attira sempre di più l’attenzione degli studenti – il primo presidente del Novara Calcio è il professor Rinaldo Lampugnani, insegnante di disegno e validissimo pittore –, nascono nuove società, come la Voluntas o la Pro Scalon (così chiamata perché ha la propria sede, all'aperto, sulle scale che portano al tribunale vecchio), e la passione aumenta. Tanto che, il 1° novembre 1908, con tutti i crismi dell’ufficialità e resoconto giornalistico su La Gazzetta di Novara (“ben fatti e con abilità sorprendente ebbero luogo diversi passaggi del pallone e tentativi di segnare i goals”), si disputa la prima amichevole internazionale: Ginnastica e Scherma contro una formazione di tecnici e operai inglesi (sempre loro) che lavorano in città, e che si impongono per 3-0, con un gol di mister T. Williams con un tiro da 45 metri.

Il 22 dicembre 1908 otto studenti del Liceo Carlo Alberto, tutti di età compresa tra i 15 e i 16 anni – e fra essi anche Giovanni Canestrini, che sarà poi giornalista per la Gazzetta dello Sport e l'avvocato Pietro Omodei Zorini – fondano la Football Association Studenti Novara (F.A.S.), grazie anche all'appoggio della società sportiva cattolica Voluntas, i cui atleti indossano una divisa azzurra.

Tra il 1909 e il 1911 la F.A.S. seleziona i suoi migliori giocatori assieme a quelli delle altre società che già praticano lo sport del calcio nella città (la Ginnastica e Scherma, la Forza e Speranza, la Voluntas e la Pro Scalon), per fondare, il 1° dicembre 1910, il Foot Ball Club Novara (F.B.C.N.), che dà ottima prova di sé fin dalle prime amichevoli disputate.

Il calcio attira sempre di più l’attenzione degli studenti e non a caso il primo presidente del neonato sodalizio è sin dal biennio 1911-12 il professor Rinaldo Lampugnani, insegnante di disegno e validissimo pittore, che passa poi il testimone, nel 1912, a Guido Beldì.

Nel 1912 entra in scena la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio, meglio nota come Federcalcio o con l'acronimo FIGC), associazione riconosciuta, con personalità giuridica, federata al CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) e unica accreditata allo scopo di promuovere in Italia il gioco del calcio, fondata a Torino nel 1898 e oggi con sede a Roma, affiliata agli organi internazionali, alla FIFA dal 1905 e all'UEFA dal 1954, in qualità di cofondatrice.

La FIGC in quell'anno seleziona il F.B.C.N. per uno speciale concorso volto a inserire forze nuove nel campionato di Prima Categoria (la massima Serie dell'epoca, nata nel 1898), nonostante il club non abbia mai fatto attività ufficiale a livello nazionale.

E proprio dalla stagione 1912-13 inizia la storia documentata del Novara Calcio che andrò a raccontare.

La maglia

La maglia del Novara è azzurra (spesso negli anni futuri con bordini bianchi) e reca sul petto lo stemma della città di Novara (croce bianca su sfondo rosso), che oggi è riprodotto nel logo.

I calzoncini attualmente in uso sono neri; più volte in passato sono stati bianchi, e più raramente azzurri. I calzettoni sono neri, mentre in passato sono stati azzurri (spesso con risvolti bianchi). La seconda divisa è tradizionalmente bianca con bordini azzurri. Per la terza maglia, si è ciclicamente ricorso a tinte quali granata, rosso, giallo o nero.

Il logo

Il logo del Novara è lo stemma della città qui riprodotto nella sua versione primigenia (croce bianca in campo rosso).

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Il Novara nel 1908

1 - De Vecchi

2 - Bellazzo

3 - Monetti

4 - De Ambrosio

5 - Pedraglio

6 - Bressanelli T.

7 - Merlo

8 - Marforio

9 - Diana

10 - Triolio

11 - Bressanelli A.

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