La storia del Novara Calcio (la Foot-Ball Associazione Novara nella stagione 1920-21)

Dal 4 febbraio 2024, ogni domenica, Tuttonovara pubblica la storia del Novara Calcio a partire dalle origini (dal 1881)
17.03.2024 15:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: it.wikipedia.org
La Pro Vercelli 1920-21
La Pro Vercelli 1920-21
© foto di it.wikipedia.org

Nulla è documentato del Novara calcio nella stagione 1920-21 tranne quanto qui riportato.

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Presidente: Massimo Hofer

Allenatore: ???

Stadio: Campo di via Lombroso

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Nel 1920 le società Football Associazione Studenti Novara e Unione Sportiva Novarese si fondono dando vita alla Foot-Ball Associazione Novara.

La Foot-Ball Associazione Novara nella stagione 1920-21 conquista la prima posizione del girone A della Sezione Piemontese della Prima Categoria a pai punti con il Torino, vince il conseguente spareggio e si qualifica per le Semifinali, dove si classifica al terzo posto.

Questi brillanti risultati fruttano una discreta popolarità alla squadra azzurra, che va così a formare con altre le altre tre società del Piemonte Orientale in auge in questo periodo - la Pro Vercelli, l'Alessandria e il Casale - il cosiddetto "quadrilatero piemontese".

La Prima Categoria 1920-21 è la 20ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio, viene disputata tra il 10 ottobre 1920 e il 24 luglio 1921, è organizzata da Comitati Regionali e dalla FIGC, vi partecipano 88 squadre (64 del Nord e 24 del Centro-Sud) con la Formula dei campionati regionali, semifinali, finali nazionali e finalissima e si conclude con la vittoria della Pro Vercelli, al suo sesto titolo.

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Stagione

Novità

Il campionato pletorico

Nonostante gli impegni che la Federazione ha preso nelle prime riunioni del dopoguerra per procedere a una razionalizzazione del campionato e a una riduzione delle squadre partecipanti, al contrario nel 1920 i Comitati Regionali e le piccole squadre riescono a ottenere l'ennesimo ingrandimento del torneo, che raggiunge dimensioni colossali.

Invero, nella riunione del 4 luglio 1920 che sancisce lo spostamento della sede della FIGC a Milano, si giunge alla rottura e alla costituzione dell'effimera Lega Italiana del Giuoco del Calcio a opera delle maggiori società piemontesi guidate da Juventus e Pro Vercelli forti della presentazione del Progetto Pozzo. Ma già il 25 settembre seguente, al rientro dall'insoddisfacente torneo olimpico di Anversa, le secessioniste abdicano ai loro propositi rientrando nei ranghi federali ricevendo garanzia che il campionato si sarebbe chiuso in anticipo.

Nulla può far loro pensare che dopo la fine del conflitto molte società si sarebbero attrezzate con degli impianti sportivi validi (secondo la normativa FIGC) e che dopo gli adempimenti formali (compresi gravosi adempimenti finanziari, una spesa che non tutte le società calcistiche possono sostenere) e aver disputato un solo campionato di Promozione queste sarebbero state velocemente inserite nel massimo campionato italiano di diritto oppure con degli spareggi di qualificazione e sommari ripescaggi.

Che i Comitati Regionali siano oramai divenuti arbitri insindacabili dei propri rispettivi tornei è inoppugnabile: sono le nuove forze calcistiche a eleggere i loro rappresentanti regionali e spingere perché questo gioco che ormai ha raggiunto anche tutti gli angoli remoti delle province più piccole porti alla ribalta nuovi protagonisti. Malgrado continuino ad anticipare l'inizio dei campionati la formula rimane inalterata procrastinando le finali per l'attribuzione del titolo regionale e di conseguenza ritardando la definizione delle squadre qualificate alle eliminatorie nazionali.

Se il Piemonte è l'unico a lasciare il suo torneo inalterato e la Liguria aumenta di sole due unità le sue iscritte, il Veneto e l'Emilia dividono addirittura i loro tornei in una prima fase (le eliminatorie delle eliminatorie) e in una fase finale, mentre la Lombardia dato l'alto numero delle squadre iscritte, arriva a istituire sei gironi preliminari al girone finale regionale.

Il termine di questo infinito meccanismo cade solo dopo Pasqua, e quindi la Federazione è costretta addirittura a ridurre la fase nazionale, spezzata in quattro gruppi preliminari al quadrangolare conclusivo e alla finalissima da svolgersi oramai in piena estate, mentre in passato all'inizio dell'estate con l'arrivo della "canicola" tutto era già terminato da più di un mese.

Formula

Campionati regionali suddivisi fra ciascuno dei cinque Comitati Regionali. I posti per il campionato nazionale vengono così ripartiti: 5 al Piemonte, 4 alla Lombardia, 3 all'Emilia, 2 ciascuno a Liguria e Veneto. La fase nazionale si articola su gironi di semifinale di quattro squadre ciascuno, le cui vincitrici accedono al quadrangolare finale, il cui primo classificato deve ratificare il titolo con una finalissima.

Il vincitore del torneo centro-meridionale deve uscire dalla sfida fra le vincitrici di due minitornei interregionali, composti dalle prime due classificate dei campionati regionali di Toscana, Lazio e Campania.

Avvenimenti

Torneo settentrionale

Quella che diverrà l'ultima edizione dei campionati regionali disputata dalle grandi squadre, riserva quelle sorprese che non si erano verificate negli anni precedenti. La notizia clamorosa arriva dal Piemonte dove la Juventus, finalista nel 1920, viene malamente eliminata vincendo soltanto quattro delle dieci gare disputate. Sempre nei territori sabaudi, anche gli ex-campioni del Casale vanno incontro a una triste sorte. E pure nelle altre Regioni non mancano esiti insoliti per i lunghi e stancanti tornei, con grandi nomi come il Genoa e il Milan ridotti a qualificarsi sul filo del rasoio.

Il campionato nazionale, spezzettato in quattro gironcini dato lo scarso tempo rimasto, non lesina esiti clamorosi. Salta all'occhio il pessimo comportamento delle tre milanesi, evidentemente spossate dall'interminabile percorso che hanno dovuto precedentemente affrontare (l'Inter, di fatto, dà forfait in quattro delle sei partite del girone finale). Se anche le due genovesi non brillano, come pure, ma questo non è certo una novità, le rappresentanti del Veneto, è invece splendido il comportamento delle emiliane, certificando il definitivo raggiungimento da parte del calcio cispadano dei livelli di quello originario del Triangolo Industriale. Il ruolo guida è comunque sempre quello del Piemonte, sede della Federazione e Regione di spicco del calcio italiano, che conquista due dei tre posti in finale, senza contare il Torino costretto al ritiro dopo un infinito e indecidibile pareggio contro il Legnano.

Nel girone A il Bologna non ha particolari problemi a eliminare il blasonato Genoa: una vittoria e un pareggio negli scontri diretti, a cui si aggiunge il passo falso del Grifone contro un non irresistibile Milan (pareggio 2-2), sono più che sufficienti per chiudere il girone al primo posto, con tre punti di vantaggio sui genoani.

Nel girone D, invece, la Pro Vercelli ha la meglio per un punto sulla sorpresa del torneo, la US Torinese: gli scontri diretti terminano con una vittoria a testa (2-0 vercellese all'andata e vittoria della Torinese 3-0 al ritorno), ma è la Pro Vercelli a chiudere in testa il girone a causa del passo falso della Torinese contro l'Inter (uno spettacolare 4-4 con la Torinese in vantaggio 4-3 fino a un minuto dal termine ma beffata in zona cesarini dal gol del pareggio nerazzurro) e del ritiro dei lombardi nel girone di ritorno. Inter-Pro Vercelli si dovrebbe disputare alla prima giornata, il 10 aprile, ma la partita viene sospesa a causa del gioco duro svolto dai vercellesi (Corna infortuna gravemente i giocatori interisti Da Sacco e Fossati mandandoli in ospedale, venendo perciò squalificato per sei mesi, mentre Ara viene espulso) e dei conseguenti incidenti (una rissa in campo punita gravemente dalla FIGC con squalifiche ai giocatori coinvolti) e rinviata alla fine del girone; tuttavia, i neroazzurri, dopo aver sconfitto il fanalino di coda del girone, la Bentegodi, e imposto il beffardo pari alla Torinese (4-4), decidono, all'inizio del girone di ritorno, di ritirarsi dal campionato, sembrerebbe perché la Federazione avrebbe deciso di ripetere la partita con la Pro Vercelli in campo invertito, dando forfait per tutte le quattro partite rimanenti da disputare: ne consegue che la Pro Vercelli ottiene due vittorie a tavolino contro un avversario ostico come l'Inter (campione d'Italia in carica), beffando così l'US Torinese, che ha perso un punto decisivo proprio contro i neroazzurri.

I gironi B e C, invece, sono ben più incerti e richiedono degli spareggi per deciderne le vincitrici. Nel girone B, definito da La Stampa "quello di ferro", al termine del girone di ritorno (ma con due partite ancora da recuperare), sono in testa alla classifica ben tre squadre: Alessandria, Modena e Doria; la Doria perde entrambi i recuperi contro piemontesi ed emiliani, venendo così tagliata fuori, mentre Alessandria e Modena, essendo ancora appaiati in vetta, devono disputare uno spareggio in cui trionfano i piemontesi per 4-0. Nel girone C, invece, il Legnano, dopo la vittoria nello scontro diretto all'ultima giornata, sembra in grado di avere la meglio sul Torino, essendo in testa alla classifica a pari merito con i granata torinisti ma con una partita da recuperare contro il Mantova fanalino di coda: allorché un'inaspettata sconfitta a Mantova nel suddetto recupero impedisce ai Lilla di operare il sorpasso, rendendo necessario uno spareggio tra le due compagini: esso si disputa sul neutro di Vercelli e viene sospeso sul risultato di 1-1 durante l'"oltranza", dopo ben due ore e 38 minuti di gioco. La ripetizione dello spareggio si dovrebbe disputare la settimana successiva, ma le due squadre, ormai spossate, decidono di rinunciare alle Finali ritirandosi dal campionato.

Le finali si disputano oramai in piena estate a luglio. E la Pro Vercelli, tra cui spiccano giocatori della Nazionale come Guido Ara, ha buon gioco a imporsi contro le sue inesperte avversarie. Nel primo turno delle finali travolge l'Alessandria per 4-0 in una partita caratterizzata da un gioco rude e violento: già sotto per 3-0 alla fine del primo tempo (reti di Rampini al 1º minuto, Gay e Rosetta), l'Alessandria subisce un quarto gol nella ripresa (siglato da Gay) e, come se non bastasse, il suo giocatore Moretti si infortuna dopo un violento contrasto con Rampini nel tentativo disperato di impedirgli di andare ancora a segno; a causa di questo incidente l'Alessandria decide di ritirarsi dall'incontro a 30 minuti dalla fine, e il risultato di 4-0 viene omologato dalla FIGC.

Nell'ultima e decisiva partita delle Finali, contro il Bologna (2-1), la Pro Vercelli si trova invece subito in difficoltà di fronte all'elevato tasso tecnico della squadra emiliana: al 20' del primo tempo infatti il Bologna si porta in vantaggio con Alberti su assist di Pozzi, dominando per ampi tratti del primo tempo, e il gol del pareggio vercellese, siglato da Ardissone, giunge solo nella ripresa. Poiché i tempi regolamentari terminano sul risultato di 1-1, sono necessari i tempi supplementari, nei quali però nessuna delle due squadre riesce a segnare; è quindi necessario giocare "a oltranza", ovvero disputare ulteriori tempi supplementari finché una delle due squadre non segni (un golden goal ante litteram). Nel corso dei tempi supplementari a oltranza, il Bologna predomina per ampi tratti, prendendo d'assalto la porta avversaria, ma la Pro Vercelli, seppur in difficoltà, riesce a difendersi bene e, in un'azione di contropiede, su rilancio di Rosetta, Rampini segna il gol della vittoria per i vercellesi.

Il Bologna protestaa per una presunta posizione in fuorigioco del marcatore del gol decisivo: apparentemente l'arbitro Giovanni Battista Vagge avrebbe segnalato l'offside, ma la folla invade il campo e Vagge, dopo aver tentato inutilmente di fermarla, convalida il gol, ponendo fine alla partita, quando ormai era già buio. Poco dopo l'incontro, vi è un grave incidente: mentre un tram trasporta il pubblico verso la stazione, vengono sparati contro la vettura dei colpi di rivoltella, che feriscono alcune persone; «Fascisti!», viene urlato alla vettura; «No, Footballers!», è la risposta e gli sparatori si eclissano. Il Bologna presenta ricorso chiedendo l'annullamento dell'incontro in base alla presunta irregolarità del gol della vittoria vercellese, ma la Federazione lo respinge; contestualmente Vagge spiega che non ha fischiato il fuorigioco ma la convalida della rete. Grazie a questa vittoria, i bianchi leoni accedono alla finalissima contro il campione centro-meridionale, il sorprendente e dinamico Pisa.

Torneo peninsulare

Anche quest'anno il torneo centro-meridionale è gestito direttamente dalla Federazione, dopo che la proposta di istituzione di una Lega Sud decentrata è naufragata a causa dell'esodo effimero delle società piemontesi e dell'opposizione delle compagini toscane. Nel torneo peninsulare le favorite alla vigilia della competizione sono le toscane, soprattutto Livorno e Pisa (rispettivamente campione centro-meridionale e campione toscano nella stagione precedente). Peraltro le toscane, insieme alle emiliane, avevano dimostrato l'anno precedente di poter contendere il titolo nazionale alle compagini del Triangolo Industriale (il Livorno aveva perso solo per 3-2 la finalissima contro l'Inter giocando in inferiorità numerica gran parte dell'incontro). I progressi del calcio toscano sono confermati anche dai risultati delle amichevoli natalizie (il Livorno sconfigge addirittura il Real Madrid). Anche in considerazione dell'alto livello tecnico raggiunto, nonché per risparmiare sulle spese di trasferta (per le toscane era più economica una trasferta al Nord che non in Campania), le toscane cominciano a esercitare pressioni affinché siano spostate nel più prestigioso campionato settentrionale. La FIGC tuttavia si oppone in consiglio a tale richiesta pretendendo che anche per questo anno la Toscana giochi con Lazio e Campania per rendere più competitivo il torneo centro-meridionale. Tra le possibili outsider per il titolo centromeridionale vi era la Fortitudo di Roma, che l'anno precedente aveva eliminato il Pisa e aveva perso di misura la finale contro il Livorno. I fortitudiani hanno però perso il proprio allenatore Ging, ingaggiato dal Pisa.

Le eliminatorie regionali riservano molte sorprese: il Livorno, dopo essere stato a lungo in testa alla classifica del campionato toscano, perde la partita decisiva contro il Pisa per 3-0 facendosi superare in classifica proprio dai nerazzurri, anche se il secondo posto nel torneo toscano permette loro comunque di qualificarsi alle semifinali interregionali. Nel girone campano invece la Puteolana, che lo ha vinto, viene squalificata e tolta dalla classifica per punirla degli incidenti in campo avvenuti nel corso dell'ultima partita del girone contro il Naples, sospesa a dieci minuti dal termine per invasione di campo dei tifosi puteolani quando la Puteolana stava perdendo per 3-0; al suo posto si qualifica, oltre allo stesso Naples, anche la Bagnolese. Nel girone laziale infine si qualificano Fortitudo e Lazio, mentre l'Audace, semifinalista nella stagione precedente, delude arrivando solo quinta.

Nelle semifinali interregionali si ha il dominio delle toscane che si sbarazzano delle campane e delle laziali e si qualificano entrambe alla finale. Il Pisa, in particolare, si prende la rivincita sulla Fortitudo per l'eliminazione dell'anno precedente: dopo essere stata fermata sul pari interno dai forti campioni laziali, i pisani si impongono per 2-1 nel retour match a Roma eliminando così i capitolini. La finale centro-meridionale tra Livorno e Pisa viene disputata sul neutro di Bologna il 3 luglio 1921 e vede prevalere i secondi per 1-0 (rete di Tornabuoni al 47'). Ad affrontare nella finalissima i campioni del Nord della Pro Vercelli sono dunque i nerazzurri.

La finalissima

La finalissima tra Pro Vercelli e Pisa si disputa il 24 luglio 1921 sul neutro di Torino. Non è affatto facile per la Pro Vercelli battere i toscani, nonostante questi fossero stati ridotti in dieci già dai primi minuti dal grave infortunio capitato a Gnerucci in seguito a un contrasto con Rampini (all'epoca non erano previste le sostituzioni). Le ricostruzioni di parte pisana si lamentano con l'arbitro Olivari per non aver espulso Rampini in tale circostanza, e lo stesso Gnerucci manifesta al medico che lo visita negli spogliatoi il timore di essere stato messo fuori combattimento deliberatamente, ma le cronache della partita sui giornali piemontesi La Stampa e Gazzetta del Popolo sostengono che Rampini non abbia responsabilità nell'infortunio. La Pro Vercelli, approfittando della superiorità numerica, domina l'incontro costruendo numerose occasioni da rete, ma riesce a segnare un solo gol nel primo tempo a causa dell'impeccabile prestazione del portiere pisano Gianni, considerato dai giornali dell'epoca il migliore in campo per i suoi interventi decisivi: secondo La Stampa, se ci fosse stato un portiere diverso da Gianni, la Pro Vercelli avrebbe potuto segnare chissà quante reti. La Pro Vercelli chiude così il primo tempo in vantaggio per 1-0, ma all'inizio della ripresa il Pisa riesce a pareggiare su rigore. Dopo il pareggio il Pisa, rinfrancato, ha finanche delle opportunità per andare in vantaggio ma è la Pro Vercelli a portarsi sul 2-1 al 63' con una rete contestata dai giocatori pisani, che sostengono che il gol sia irregolare per fuorigioco. Un giocatore del Pisa, Viale, viene espulso dall'arbitro Olivari per le eccessive proteste in seguito alla convalida della rete, lasciando la propria squadra in nove. Sfruttando la doppia superiorità numerica, la Pro Vercelli riesce a mantenere il vantaggio fino alla fine, rischiando anzi di incrementarlo con ulteriori occasioni sventate dal portiere avversario Gianni. La partita finisce 2-1 per la Pro Vercelli che si laurea così Campione d'Italia per la sesta volta. Il Pisa protesta sia per la scelta di Torino (molto più vicina a Vercelli che non a Pisa) come "campo neutro", sia per l'arbitraggio (ritenuto dai pisani di parte e favorevole alla Pro Vercelli) e chiede la ripetizione della finalissima in altro luogo con un arbitro diverso, ma la federazione respinge tale reclamo, anche se solo diversi mesi dopo la fine del torneo, e il titolo di "Campioni d'Italia" va alla Pro Vercelli.

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Qualificazioni pre-campionato

Liguria

Rivarolese pt. 4 e Sestrese pt. 2 ammesse in Prima Categoria.

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Torneo settentrionale

Campionati regionali di qualificazione

Sezione emiliana

Gestita dal Comitato Regionale Emiliano, sede: Bologna.

Girone A

Classifica finale

1. Modena     Finalista regionale e qualificato ai gironi di semifinale.

2. Parma     Qualificato alle finali regionali.

3. Piacenza

4. Reggiana

5. Carpi     Qualificato alle finali regionali.

Girone B

Classifica finale

1. Bologna     Finalista regionale e qualificato ai gironi di semifinale.

2. Mantova     Qualificato alle finali regionali.

3. SPAL

4. Virtus Bolognese

5. Nazionale Emilia       Retrocesso in Promozione, abbandona la FIGC per la CCI.

Il Mantova si qualifica ai gironi di semifinale dopo spareggi con la seconda dell'altro girone.

Finali regionali

Primo posto

Per il titolo di campione regionale emiliano si scontrano le prime classificate dei due gironi.

Prevale il Bologna dopo una partita di replay.

Terzo posto

Per determinare la terza squadra emiliana ad avere accesso al girone di semifinale si disputa uno spareggio tra le seconde classificate dei due gironi.

Il Mantova ha la meglio.

Nota: il confronto coi regolamenti dello speculare campionato veneto, e soprattutto della sottostante Promozione con una sola promossa, rende del tutto logico che il Carpi non sia retrocesso e ripescato ma che abbia vinto la qualificazione per il nono posto come il Treviso.

Non è stata tuttavia ancora trovata traccia di tale sfida.

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Sezione ligure

Gestita dal Comitato Regionale Ligure, sede: Genova.

Classifica finale

1. Andrea Doria     Qualificato ai gironi di semifinale.

2. Genoa     Qualificato ai gironi di semifinale.

3. Spezia

3. Savona

5. Sampierdarenese

6. Spes Genova

7. Sestrese

8. Rivarolese     Retrocesso in Promozione 1921-1922.

L'Andrea Doria è campione regionale ligure.

La Rivarolese, squalificata dal campionato in seguito agli incidenti nella partita contro il Savona, perde le rimanenti partite da disputare a tavolino e, in quanto ultima classificata, dovrebbe retrocedere, ma è poi riammessa a integrazione dei quadri F.I.G.C. 1921-1922 resasi necessaria per le dimissioni dei primi quattro club classificati.

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Sezione lombarda

Gestita dal Comitato Regionale Lombardo, sede: Milano.

Girone A

Classifica finale

1. Inter     Qualificata al girone finale regionale.

2. Casteggio

3. Legnanesi

4. Ausonia Pro Gorla     Retrocessa e sciolta a fine stagione.

Girone B

Classifica finale

1. Milan     Qualificato al girone finale regionale.

2. Pro Patria

3. Cremonese

4. Monza

Qualificazioni salvezza non più necessarie.

Girone C

Classifica finale

1. US Milanese     Qualificata al girone finale regionale.

2. Pavia

3. Varese

4. Pro Sesto     Retrocessa e sciolta a fine stagione.

Girone D

Classifica finale

1. Legnano     Qualificato al girone finale regionale.

2. Como

3. Chiasso

4. Stelvio

Qualificazioni salvezza non più necessarie.

Girone E

Classifica finale

1. Saronno     Qualificato al girone finale regionale.     

2. AC Libertas

2. Brescia

4. Atalanta

Qualificazioni salvezza non più necessarie.

Girone F

Classifica finale

1. Trevigliese     Qualificata al girone finale regionale.

2. Juventus Italia

3. Nazionale Lombardia

4. Enotria Goliardo

Qualificazioni salvezza non più necessarie.

La Nazionale Lombardia rinuncia alla Prima Categoria.

Girone finale regionale

Classifica finale

1. Legnano     Qualificato ai gironi di semifinale.

2. Inter     Qualificata ai gironi di semifinale.

3. US Milanese     Qualificata ai gironi di semifinale.

4. Milan     Qualificato ai gironi di semifinale.

5. Saronno    

6. Trevigliese

Il Legnano è campione regionale lombardo.

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Sezione piemontese

Gestita dal Comitato Regionale Piemontese, sede: Torino

Girone A

Classifica finale

1. Novara     Qualificato ai gironi di semifinale.

2. Torino     Qualificato ai gironi di semifinale.

3. US Torinese     Qualificata allo spareggio per l'accesso al girone di semifinale.

4. Juventus

5. Pastore

6. Carignano     Retrocesso e poi sciolto a fine stagione.        

Spareggio

Il primo posto nel girone, che dà diritto a disputare la finale per il titolo di campione regionale, viene deciso, visto il pari merito, da uno spareggio che si aggiudica il Novara: 

Novara - Torino   2 - 0   (Alessandria, 13 marzo 1921)

Girone B

Classifica finale

1. Alessandria     Qualificata ai gironi di semifinale.

2. Pro Vercelli     Qualificata ai gironi di semifinale.

3. Casale     Qualificato allo spareggio per l'accesso al girone di semifinale.

4. Biellese

5. Valenzana

6. Amatori Torino     Retrocesso e poi sciolto a fine stagione.

Finali regionali

Finale per il titolo regionale

Non ci sono riscontri circa la disputa di una finale per il titolo regionale: Corinti e l'almanacco Panini, nonché le ricostruzioni di parte alessandrina, non ne fanno alcuna menzione.

Lo spareggio per il primo posto nel girone A tra Torino e Novara (vinto per 2-0 dal Novara) effettivamente si disputò il 13 marzo 1921, come attesta ad esempio La Stampa. 

Tuttavia, nelle domeniche successive fino all'inizio delle semifinali (il 10 aprile) l'Alessandria disputò delle amichevoli in luogo della presunta finale regionale contro il Novara: il 20 marzo sconfisse la Juventus per 4-1, il 27 marzo pareggiò per 2-2 con gli ungheresi del MAFC, mentre il 3 aprile fu sconfitta per 2-1 dall'US Torinese. Quindi, a meno che non si fosse disputata in una data infrasettimanale, evenienza piuttosto inconsueta per un'epoca in cui anche i recuperi venivano effettuati di domenica, sembrerebbe che la finale regionale non abbia mai avuto luogo.

Finale per il quinto posto

La quinta squadra piemontese ad aver diritto di giocare il girone di semifinale viiene stabilita tramite uno spareggio tra le due squadre terze classificate nei rispettivi gironi. Ad avere la meglio, dopo una partita di replay, è l'US Torinese

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Sezione veneta

Gestita dal Comitato Regionale Veneto, sede: Venezia.

Girone A

Classifica finale

1. Petrarca     Qualificato al girone finale regionale.

2. Bentegodi Verona     Qualificato al girone finale regionale.

3. Venezia

4. Udinese

5. Treviso     Qualificato allo spareggio salvezza per non retrocedere in Promozione 1921-22.

Girone B

Classifica finale

1. Verona     Qualificato al girone finale regionale.

2. Padova     Qualificato al girone finale regionale.

3. Vicenza

4. Schio

5. Dolo     Retrocesso in Promozione 1921-1922.

Girone finale

Classifica finale

1. Padova     Qualificato ai gironi di semifinale.

2. Bentegodi Verona     Qualificato ai gironi di semifinale.

3. Verona

4. Petrarca

Il Padova è campione regionale veneto.

Semifinali nazionali

Le semifinali nazionali di Prima Categoria della stagione sportiva 1920-21 vengono disputate da 16 società.

Girone A

Classifica finale

1. Bologna     Qualificato alla semifinale.

2. Genoa

3. Novara con 6 punti frutto di 2 vittorie (entrambe con il Milan), 2 pareggi (con Bologna e Genoa) e 1 sconfitta (con il Bologna)

4. Milan

Girone B

Classifica finale

1. Alessandria     Qualificata alla semifinale.

2. Modena

3. Andrea Doria

4. US Milanese

Spareggio primo posto

Per decidere quale squadra deve accedere alle semifinali viene disputato uno spareggio tra Alessandria e Modena, che hanno terminato i rispettivi gironi a pari punti.

Ha la meglio l'Alessandria

Alessandria - Modena   2 - 1   (Milano, 26 giugno 1921)

Girone C

Classifica finale

1. Torino     Qualificato alla semifinale.

1. Legnano     Qualificato alla semifinale.

3. Padova

3. Mantova

Torino e Legnano disputano uno spareggio per il primato nel girone e la conseguente qualificazione alle semifinali. La gara di spareggio fra le due capoliste viene sospesa nel corso dell'oltranza dopo 158' di gioco.

Entrambe le squadre si ritirano dal campionato per esaurimento delle forze.

Girone D

Classifica finale

1. Pro Vercelli     Qualificata alla semifinale.

2. US Torinese

3. Inter

4. Bentegodi Verona

Semifinali nord

Il Bologna, abbinato alla vincente di Torino-Legnano, si qualifica automaticamente alla finale settentrionale stante il ritiro delle sue avversarie.

Finale nord

Pro Vercelli qualificata alla finalissima.

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Torneo peninsulare

Gironi regionali di qualificazione

Sezione campana

Girone A

Classifica finale

1. Puteolana     Qualificata al girone finale regionale.

2. Naples     Qualificato al girone finale regionale.

3. Savoia

4. Salernitana

Girone B

Classifica finale

1. Internazionale Napoli     Qualificato al girone finale regionale.

2. Bagnolese     Qualificata al girone finale regionale.

3. Pro Napoli

4. Audacia Napoli

Girone finale regionale

Classifica finale

1. Naples     Qualificato ai gironi di semifinale.

2. Bagnolese

3. Internazionale Napoli

4. Puteolana     Squalificata e tolta dalla classifica finale.

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Sezione laziale

Classifica finale

1. Fortitudo     Qualificata ai gironi di semifinale.

2. Lazio     Qualificata ai gironi di semifinale.

3. Juventus Audax

4. Pro Roma

5. Audace Roma

6. US Romana

7. Vittoria Roma

8. Roman

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Sezione toscana

Classifica finale

1. Pisa     Qualificato ai gironi di semifinale.

2. Livorno     Qualificato ai gironi di semifinale.

3. Lucchese

4. Prato

5. CS Firenze

6. Libertas Firenze

7. Viareggio

8. Gerbi Pisa

Spareggio retrocessione

Viareggio - Gerbi Pisa   3 - 1   (Lucca, 25 settembre 1921)

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Semifinali interregionali

Girone A

Classifica finale

1. Livorno     Qualificato alla finale del torneo peninsulare.

2. Naples

3. Lazio

Girone B

Classifica finale

1. Pisa     Qualificato alla finale del torneo peninsulare.

2. Fortitudo

3. Bagnolese

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Finale centro-meridionale

A Bologna il 3 luglio 1921

Pisa - Livorno   1 - 0

Pisa qualificato alla finalissima.

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Finalissima

A Torino il 24 luglio 1921, ore 17:17

Pro Vercelli - Pisa   2 - 1

Pro Vercelli campione d'Italia 1920-1921

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Squadra campione

Mario Curti

Virginio Rosetta

Piero Bossola (IV)

Guido Ara

Giuseppe Parodi

Antonio Perino

Ugo Ceria

Mario Ardissone (II)

Arturo Gay (I)

Alessandro Rampini (II)

Francesco Borello

Allenatore: Guido Ara

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La spaccatura della Federazione

La mattinata della stessa domenica in cui viene giocata la finalissima fra Pro Vercelli e Pisa, nel capoluogo piemontese si svolge un Consiglio Federale fra i dirigenti ivi intervenuti per assistere alla gara. Il futuro allenatore della Nazionale, Vittorio Pozzo, si fa interprete dell'insoddisfazione delle grandi società e presenta un suo progetto per una drastica riforma del campionato. La discussione nell'assemblea è molto accesa, e, anche questa volta, come accaduto molto spesso in passato, sono le piccole squadre che, temendo di scomparire, fanno valere il loro peso numerico, e così il Progetto Pozzo viene respinto.

Stavolta però l'esito è ben diverso. Le grandi e medie società non sono più disposte a iniziare una nuova stagione nelle condizioni di quella appena conclusa e, nel giro di poco tempo, tra il 27 e il 28 agosto, ventiquattro fra le migliori squadre del campionato secessionarono in massa dalla FIGC dando vita privatamente alla Confederazione Calcistica Italiana, che rifiuta ulteriori richieste di rientrare in seno alla FIGC e organizza un torneo strutturato sul modello presentato da colui che condurrà l'Italia alla doppia vittoria mondiale. A questo campionato, vista la genesi della scissione e al rango delle squadre del Nord, ci si riferisce spesso, già all'epoca dei fatti, come "torneo delle 24", ma, di fatto, oltre alle 24 squadre della Lega Nord, divise in due gironi, partecipano anche 32 squadre della Lega Sud, divise in cinque gironi su base regionale. Inoltre molte altre squadre minori aderiscono alla C.C.I. andando a costituire una vera e propria seconda serie della C.C.I. denominata Seconda Divisione.

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