In ricordo di Pietro Rava, calciatore e allenatore di calcio italiano, calciatore azzurro nel biennio 1950-52 e allenatore delle giovanili azzurre nel 1951-52

Nel 2021 Tuttonovara ricorda, nel giorno anniversario della nascita, i calciatori, gli allenatori, i dirigenti e i membri dello staff del Novara Calcio che ora sono nell'Azzurro del cielo
21.01.2021 09:45 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: it.wikipedia.org
Pietro Rava
Pietro Rava

Il 21 gennaio 1916 nacque a Cassine, comune della provincia di Alessandria, in Piemonte, Pietro Rava, calciatore e allenatore di calcio italiano, che giocò come difensore nel ruolo di terzino sinistro metodista dagli anni '30 al 1952. Fu anche allenatore di calcio dal 1951 al 1964. 

Morì il 5 novembre 2006 a Torino, comune capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Piemonte, all'età di 90 anni.

Nota: Pietro Rava fu campione olimpico nel 1936 e mondiale nel 1938; è perciò con Sergio Bertoni, Alfredo Foni e Ugo Locatelli uno degli unici quattro calciatori italiani ad aver conquistato entrambi i titoli. Definito da Vittorio Pozzo, suo commissario tecnico in Nazionale, «il più potente terzino del mondo», è ricordato per aver formato con il già citato Foni una delle più celebri linee difensive espresse dalla Juventus e, più in generale, dal calcio italiano nella sua storia.

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Cenni biografici

Pietro Rava nacque a Cassine da una famiglia trasferitasi temporaneamente nel paese dell'Alessandrino per gli impegni lavorativi del padre, un funzionario delle ferrovie originario di Magliano Alfieri. Cresciuto a Torino, nel quartiere Crocetta, si diplomò geometra all'Istituto Germano Sommeiller e, dimostrato un precoce talento per il calcio, entrò adolescente nelle Giovanili della Juventus. La sua carriera decollò rapidamente: come studente appartenente ai Gruppi Universitari Fascisti (iscritto alla Facoltà di Economia, non sostenne alcun esame) fu convocato ai Giochi Olimpici del 1936, in cui l'Italia vinse la medaglia d'oro.

Militò per quasi tutta la sua carriera nella Juventus, fatta eccezione per due brevi parentesi nell'Alessandria e nel Novara; con la Nazionale vinse la Coppa del Mondo nel 1938. Dei torinesi, coi quali vinse uno scudetto e due Coppe Italia, è ricordato tra i calciatori più rappresentativi, malgrado una «convivenza calcistica tra società e giocatore non sempre agevole»: Gianni Agnelli parlò di lui come di «un simbolo della Juventus e uno degli uomini che ha fatto la storia bianconera», e nel 2010 fu tra i cinquanta giocatori scelti dai tifosi per essere inseriti nel Cammino delle stelle presente all'interno dello Juventus Stadium.

Durante la Seconda guerra mondiale partecipò volontariamente alla Campagna di Russia come ufficiale. Ricordò nel 2003, in un'intervista alla Repubblica: «avevo perso degli amici in combattimento, pensai che dovevo fare qualcosa anch'io. Ma dopo sei mesi in Ucraina approfittai di una licenza per tornare in Italia. Dalla guerra uscii rovinato». Dopo il conflitto giocò ancora per diversi anni; chiusa la carriera nel 1952, allenò varie formazioni gestendo contemporaneamente a Torino un negozio di articoli sportivi con l'amico ed ex compagno di squadra Carlo Parola. «Timido e riservato», si ritirò infine a vita privata, «con il rammarico di essere stato talvolta dimenticato», «trovando nella pesca il suo grande passatempo»; negli anni 1960 divenne titolare di una scuola guida a Rivoli. Nel 2003 fu insignito del titolo di Commendatore all'Ordine al merito della Repubblica italiana.

Colpito nel 1998 da un infarto, ebbe il fisico debilitato negli ultimi anni della sua vita dalla malattia di Alzheimer; morì all'Ospedale Martini di Torino nel 2006, a novant'anni, non essendosi ripreso da un intervento al femore che si era reso necessario dopo una caduta. Lasciò la moglie Gianna e una figlia, Carla. All'epoca della scomparsa era l'ultimo calciatore in vita tra coloro che avevano vinto il Mondiale nel 1938; nel 2015 gli furono intitolati i giardini pubblici di via Piobesi, a Torino.

Rava è stato sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

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Caratteristiche tecniche

Giocatore

Descritto da Carlo Felice Chiesa «fisicamente prestante, forte di testa, capace di colpire con entrambi i piedi, abile nell'anticipo» era un terzino «asciutto nel gesto, spiccio nelle entrate, agile nelle incursioni offensive ma sempre con la sbrigatività dell'interdittore di vocazione». Ettore Berra ha paragonato nel 1938, sul Calcio Illustrato, lo «slancio» di Rava a quello di Umberto Caligaris: le sue entrate erano spettacolari («affronta l'avversario impetuosamente con quella sua irrompente foga così bella e suggestiva»), il tiro potente («la gamba si distende nel rinvio per raggiungere la massima potenza di tiro») e frequentemente si concedeva incursioni offensive «passando in tromba i mediani e giungendo fino al settore avanzato». Lo stesso Berra ha evidenziato le differenze col compagno di reparto Foni, il cui stile di gioco era «più compassato, più controllato»: a suo giudizio, «le doti dei due giuocatori si completavano a vicenda».

Un'altra descrizione è fornita dal giornalista Alberto Fasano: «colpiva benissimo la palla ed entrava in mischia come doveva fare un terzino avanzato, con energia molto vicina alla truculenza. Saltava molto bene di testa e non aveva paura di nulla e di nessuno. La sua compostezza stilistica era addirittura superiore a quella di Caligaris e di Allemandi, suoi predecessori in azzurro». Giulio Nascimbeni ricordava le sue violente rovesciate, paragonate dai cronisti dell'epoca a «grandi cucchiaiate nell'aria».

Di se stesso Pietro Rava disse: «ero un giocatore potente, mancino, in campo non mi sono mai tirato indietro». L'aneddotica lo ricorda anche come protagonista di alcuni episodi di rissa, come quelli avvenuti in un derby del 1946 e in una gara del 1947 contro l'Internazionale, in cui colpì con un pugno indirizzato a Benito Lorenzi (reo di aver rivolto uno sputo a Boniperti) un incolpevole Quaresima.

Allenatore

Ha scritto di Rava La Stampa nel 1958: «allenatore coscienzioso e scrupolosissimo [...] non cerca innovazioni avventate per sbalordire. Ha insegnato ai calciatori che gli sono stati affidati uno dei concetti-base che egli stesso ha ricevuto da grandi allenatori del passato, al tempo dei suoi campionati in maglia juventina: quello della costante preoccupazione difensiva». Il Monza da lui guidato nella stagione 1955-1956 si distinse per «il suo contropiede» considerato «un numero di attrazione per praticità, rapidità, modernità»

Alto 1,75 per 77 kg., nel biennio 1950-52 giocò nel Novara Calcio (Associazione Calcio Novara) -

- nel 1950-51: 12º in Serie A

- nel 1951-52: 8º in Serie A.

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Ecco in sintesi la carriera di Pietro Rava. Nell'ordine sono indicate le stagioni, le squadre di club (con → sono segnati i prestiti) e le Nazionali nelle quali ha militato, il numero di presenze in campionato, il numero di gol segnati (tra parentesi) e infine il nome che le squadre avevano in quegli anni, nonché le Serie nelle quali militavano e i risultati conseguiti:

Calciatore

Giovanili

19??-?? - Juventus

Squadre di club

1935-46 - Juventus - 230 (11) - 

- nel 1936: Cambia denominazione per italianizzazione in Juventus, con perdita della ragione sociale Foot-Ball Club

- nel 1937-38:  Vince la Coppa Italia (1º titolo)

- nel 1941-42:  Vince la Coppa Italia (2º titolo)

- nel 1944: Cambia denominazione per abbinamento in Juventus Cisitalia

- nel 1945: Cambia denominazione in Juventus Football Club

1946-47 - Alessandria - 38 (5) - Alessandria Unione Sportiva - 14^ in Serie A

1947-50 - Juventus - 73 (3) - Juventus Football Club -

- nel 1949-50: Campione d'Italia (8º titolo)

1950-52 - Novara - 25 (1) - Associazione Calcio Novara -

- nel 1950-51: 12º in Serie A

- nel 1951-52: 8º in Serie A.

Nazionale

1935-46 - Italia - 30 (0)

Allenatore

1951-52 - Novara - Giovanili

1952 - Padova - Associazione Calcio Padova

1953 - Carrarese - U.S. Carrarese "Pietrino Binelli".

1953-54 - Padova - Associazione Calcio Padova - 13° in Serie B

1954-55 - Cuneo - Associazione Calcio Cuneo Sportiva -11º nel girone A della IV Serie

1955-56 - Simmenthal-Monza - Associazione Calcio Monza - 3º in Serie B

1956-57 - Sampdoria - Unione Calcio Sampdoria - 5ª in Serie A

1957 - Palermo - Unione Sportiva Palermo

1958-59 - Simmenthal-Monza - Associazione Calcio Monza - 7º in Serie B, agli Ottavi di finale di Coppa Italia

1961-63 - Alessandria - Alessandria Unione Sportiva -

- nel 1961-62: 10^ in Serie B, al Primo turno eliminatorio di Coppa Italia, Semifinalista di Coppa delle Alpi

- nel 1962-63: 14^ in Serie B, al Primo turno eliminatorio di Coppa Italia

1963-64 - Biellese - Associazione Sportiva Biellese - 15ª nel girone A della Serie C.

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Palmarès

Calciatore

Club: Campionato italiano: 1   (Juventus: 1949-50), Coppa Italia: 2   (Juventus: 1937-38, 1941-42)

Nazionale: Campionato mondiale: 1   (Francia 1938), Oro olimpico: 1   (Berlino 1936)

Individuale: All-Star Team dei Mondiali: 1   (Francia 1938)

Onorificenze: Commendatore Ordine al Merito della Repubblica italiana - 12 marzo 2003, d'iniziativa del Presidente della repubblica.

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