Novara, un mercato a 4 stelle

02.02.2014 15:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 442 volte
Fonte: novaracalcio.com
© foto di AzFootball/TuttoLegaPro.com
Novara, un mercato a 4 stelle

Si è chiusa venerdì sera la sessione invernale del mercato che ha in parte rivoluzionato la rosa a disposizione di Calori. Il ds Larini ha operato fin dall'inizio per cercare di andare a colmare quelle lacune che si erano manifestate nella rosa fin dai primi impegni ufficiali, portando giocatori validi e funzionali al modulo ormai scelto dall'allenatore e che verrà portato avanti presumibilmente fino al termine del campionato. Ma quali sono, nel dettaglio, gli affari conclusi dall'entourage di Novarello? Gli arrivi in rosa sono sei, mentre sono cinque i giocatori che hanno lasciato l'azzurro. Su cosa doveva lavorare Larini? Il Novara ha manifestato grossi problemi sulle fasce in difesa, una difesa comunque non sorretta a dovere da un centrocampo troppo leggero, con i centrali difensivi spesso chiamati agli straordinari per tenere insieme la baracca. Altro problema: chi doveva buttarla dentro?

Arrivi

Ecco dunque arrivare a Novarello quattro difensori (tre di fascia e un giovane centrale), un centrocampista di quantità e un bomber vero. Sulle fasce, abbiamo già visto nella gara con l'Avellino quanto possono dare giocatori come Crescenzi e Lambrughi. Il primo, cavallo di ritorno classe '91, ha disputato 18 gare più due dei playoff, siglando una rete nella remuntada dello scorso girone di ritorno targato Aglietti e si è ripresentato come Mvp contro gli irpini; il secondo, milanese classe '87, è un mancino che può essere impiegato sia sull'out di sinistra che come centrale ed ha collezionato già quasi 150 gare in serie B. Ha militato nel Livorno nella prima metà della stagione, esordendo in A e collezionando sei gettoni di presenza. Il pacchetto difensivo è stato completato con due innesti last minute: due giovani serbi, entrambi classe '94. Le analogie si fermano qui, perché i due ragazzi hanno profili differenti: Radakovic è un centrale mancino dal fisico imponente che il Bologna ha prelevato nell'estate del 2012 dal Proleter Novi Sad, squadra della serie B serba. Arriva a Novara con la formula del riscatto e contro riscatto, preferibile al prestito secco, perché nel caso di contro riscatto è previsto un piccolo premio di valorizzazione per la società in cui il calciatore si è messo in evidenza. Golubovic, invece, è un terzino destro normolineo e arriva direttamente dalla Roma che ha girato il ragazzo al Novara dopo averlo prelevato per un milione di euro dalla società di Superliga serba (la nostra serie A) Ofk Belgrado. Anche su questo giocatore il Novara detiene il diritto di riscatto. Cambiando reparto, dopo un lungo tira e molla è arrivata la tanto attesa fumata bianca per Simon Laner, esperto jolly di centrocampo con in curriculum più di 150 gare fra A e B, ma che quest'anno a Verona ha giocato solo quattro spezzoni di gara in serie A. Arriva in prestito secco fino al termine della stagione, un giocatore che tornerà sicuramente utile al tecnico. In prestito secco anche l'ultimo (per ragioni di ruolo) degli azzurri che andiamo a presentare, anche se per questo calciatore non ce ne sarebbe bisogno: Marco Sansovini ha infatti realizzato 64 gol in serie B in 173 presenze, quindi più di un gol ogni 3 presenze. Il più recente, quello che ha steso l'Avellino, è il suo primo di speriamo molti gol in maglia azzurra, casacca che indosserà da qui al termine della stagione, quando farà ritorno a La Spezia per rispettare il suo contratto che lo lega alla compagine ligure fino al giugno 2015.

Partenze

Sono cinque invece i calciatori che lasciano il Novara: tre in maniera definitiva, bocciati e rimandati al mittente per fine prestito, due invece sono calciatori del Novara a tutti gli effetti che sono stati girati ad altre squadre fino al termine della stagione. I calciatori che il Novara ha fatto ripartire verso la società d'origine sono Iemmello, Comi e Mori. Il primo, malvisto dalla tifoseria per il recente passato a Vercelli, ha giocato quattro volte in campionato, realizzando anche una rete, ma non convincendo mai fino in fondo per l'atteggiamento un po' superficiale e senza nerbo; paradossale il ritorno proprio nella società bicciolana per concludere la stagione. Il secondo è la delusione più cocente: Gianmario Comi era arrivato come colpo dell'estate, soffiato dal Novara ad altre assetate contendenti, ma ha fatto sollevare molte sopracciglia già nel ritiro estivo, quando ha messo in mostra un piede molto grezzo e una mancanza di lucidità e cattiveria sottoporta. Per lui 14 presenze e una sola rete in campionato (al 90' contro il Siena), più un centro in Coppa Italia contro il Sassuolo; veramente troppo poco, per lui Virtus Lanciano fino al termine della stagione. Il terzo, via Udinese, è il centrale Daniele Mori: dotato di gran fisico e buonissimo nel gioco aereo, ha palesato evidenti difficoltà con giocatori veloci e tecnici, oltre che limiti caratteriali. Sconcertante la prestazione contro l'Empoli, in cui ha concesso a Tavano una serie infinita di opportunità, abboccando continuamente alle finte dell'esperto bomber campano. Si trasferisce a Brescia in comproprietà, vedremo con che risultati; a Novara lascia dopo dodici presenze. Non è andata certo male invece ai due calciatori sotto contratto col Novara, ma che sono sbarcati in altri lidi per cercare visibilità e minuti fino al termine del campionato: Simone Salviato, dopo soli sei difficili mesi, si è accasato a Pescara, società che milita con gli azzurri nel campionato di B. Gli abruzzesi si sono riservati il diritto di riscatto e non credo nessuno a Novarello abbia trovato da ridire. L'equivoco tattico che ha messo in difficoltà l'esterno veneto è parso chiaro fin dall'estate: Salviato è sì uomo di fascia, ma non è assolutamente un difensore puro; sconcertanti dunque alcune prestazioni messe in scena da terzino basso nella difesa a quattro di inizio campionato. Con la scelta di Calori di insistere sul 4-3-3, non c'era più spazio per lui a Novara; ha collezionato 17 gare firmando un assist. L'ossolano Bastrini invece andrà addirittura in serie A, a Cagliari, dove dovrà cercare di farsi spazio fra molte difficoltà o dove potrebbe cogliere l'opportunità di essere girato al Leeds, squadra inglese dal glorioso passato e ormai appartenente al presidente sardo Cellino per fare una interessantissima esperienza nel Championship. Per il Bastro contratto con gli azzurri in scadenza al giugno 2016, finora 30 gare col Novara.

Bilancio

Sono personalmente soddisfatto della campagna acquisti portata avanti da Massimo De Salvo e Fabrizio Larini, una campagna acquisti che ha dato nuova solidità ad una difesa che contro l'Avellino è sembrata molto più efficace e tranquilla. Buono l'innesto anche di un centrocampista vigoroso dal punto di vista atletico e abituato alla B e alle sue insidie come Laner. Ottimo anche l'inserimento di Sansovini, per il quale il Novara ha bruciato la concorrenza. Il bomber ha già ripagato col primo gol da tre punti nel finale di gara con l'Avellino. Il mercato in entrata è stato completato dall'arrivo di due giovani da valorizzare e da inserire potenzialmente nella rosa futura. A fronte di questi arrivi, sono partiti due attaccanti giovani, non di proprietà e oramai bruciati a Novara come Iemmello e Comi (due gol in due), un difensore che non dava sufficienti garanzie come Mori, un giocatore inadatto al modulo scelto (il 4-3-3) come Salviato e quella che è stata quasi sempre considerata una seconda scelta come Bastrini che con l'esplosione di Vicari sarebbe potuto diventare il quarto centrale: giusto per lui cambiare aria. Buonissima anche la conferma di Lazzari, per il quale il possibile salto in serie A viene rimandato di almeno sei mesi. Per il voto massimo ci si sarebbe dovuti liberare di alcuni giocatori che occupano posti preziosi per altri possibili elementi, ma se un giocatore protetto da un contratto rifiuta qualsiasi altra destinazione, c'è ben poco da fare. In ogni caso il Novara è intervenuto su tutti i punti critici della squadra, operando molto bene sulla carta. La parola ora passa al campo, anche se i tre punti conquistati sabato scorso sembrano un buon viatico per fare impallidire i miseri 21 punti messi da parte nel girone d'andata.

Stefano Calabrese