La storia di Chajia Moutir, che ha esordito in B contro la SPAL

07.04.2017 11:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 371 volte
Fonte: novaracalcio.com
Chajia Moutir
Chajia Moutir

Questa è la storia di Chajia Moutir, attaccante della Primavera azzurra di origine belga. Il classe 1998 è reduce dall’esordio tra i professionisti, martedì sera in casa della SPAL.

L’amore verso il pallone per Moutir è scoccato molto presto “all’età di 5 anni. In una squadra dilettantistica vicina al mio paese ho iniziato a imparare i primi dettami di questo difficile sport. Le mie qualità mi hanno permesso di approdare in una prestigiosa Accademy belga dove sono rimasto per molti anni. Li sono maturato moltissimo sia sotto l’aspetto tecnico che comportamentale. Questa parentesi mi ha permesso di approdare nell’Ostende, squadra nella quale sono stato visionato dagli osservatori stranieri, tra i quali quelli azzurri. All’inizio dell’estate scorsa il mio procuratore mi ha proposto due possibili destinazioni italiane: il Chievo Verona e per l’appunto il Novara. Nonostante la categoria inferiore rispetto ai veneti ho scelto la maglia azzurra perché è una società che lavora benissimo con i giovani, li valorizza e li fa crescere. Una Società che possiede un magnifico centro sportivo. Ho fatto la scelta giusta”.

Giocatore di temperamento, che fa della grinta la sua arma principale “sono un’ala sinistra e all’occorrenza posso fare il trequartista. Mi piace molto correre palla al piede e dialogare con i compagni. Non mi piace molto parlare delle mie qualità. Lascio ai tifosi che vedono la partita capire il modo di giocare e di vedere il calcio”.

Come detto in precedenza, Chajia è giunto sotto la Cupola di San Gaudenzio durante lo scorso mercato estivo “non avevo mai visto Novara prima di quest’anno. L’impatto è stato buonissimo grazie alle persone che lavorano a Novarello e grazie a mister Gattuso e al suo staff. Nonostante le difficoltà derivanti dalla lingua mi sono ambientato in fretta. Per me è stato facile perché già in Belgio, nell’Accademy, vivevo lontano da casa (dal lunedì e venerdì, ndr). L’unica difficoltà rispetto alla precedente avventura è che ora mi trovo in un Paese diverso dal mio. Sono però sicuro che appena avrò imparato la lingua italiana tutto diventerà più semplice.

In Italia gli allenamenti sono più pesanti, più decisi. Si lavora molto sulla crescita individuale. Qui il livello d’apprendimento rispetto al Belgio è più elevato. Ho imparato di più in questi 8 mesi italiani rispetto che agli anni passati nel mio Paese”.

Momento felice per Moutir, autore non solo di gol importanti ma di uno stato di forma invidiabile “sono molto felice perché i miei compagni e il mister mi danno fiducia. Non mi aspettavo d’integrarmi così velocemente. Con la Primavera dobbiamo continuare su questa strada, giocare sempre con grande grinta. Siamo un gruppo forte e coeso e possiamo toglierci altre soddisfazioni”.

Come ogni ragazzo della sua età anche Chjaia ha dei sogni nel cassetto “cerco di rimanere sempre con i piedi ben piantati per terra. Lavoro sodo quotidianamente per farmi trovare pronto”.

La quotidianità per il diciottenne belga è tutta “calcio/Novarello. Ho concluso gli studi in Belgio e qui in Italia oltre che ad allenarmi e a disputare le partite vado tre volte a settimana a scuola d’Italiano. Quando posso, dopo la scuola, cerco di “vivere” un po’ la città di Novara che reputo molto carina”.