Rassegna stampa - tgnovara.it: "Novara Calcio, tutti lo vogliono, ma chi lo piglia ?"

12.02.2021 13:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tgnovara.it
Maurizio Rullo
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Maurizio Rullo

Stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal patron del Novara Calcio, Maurizio Rullo, la cessione della società è a un passo. Senza entrare nel merito dei motivi che hanno dato un’accelerata all’operazione, è davvero possibile che a breve il nuovo proprietario possa essere Leonardo Pavanati, immobiliarista milanese, presidente del Cda di A&G Real Estate spa e titolare di uno studio di consulenze. O magari qualcun altro, visto che Rullo sostiene che ci siano altri due gruppi interessati all’acquisizione (ad esempio ha incontrato un intermediario di San Marino che rappresenta un non meglio definito “gruppo argentino-americano che opera nel settore del food”).

Ora, che così tanti vogliano acquistare una società che ha debiti per qualche milione, fidejussioni per un altro milione e mezzo e chissà quali altri problemi è quantomeno curioso. Meno curioso è il fatto che nessun imprenditore locale si faccia avanti (come è accaduto per l’Agil Volley, per altro con cifre ben diverse): è un fatto ormai assodato. E’ dai tempi di Gianfranco Montipò e Gianpiero Armani (erano gli anni della lira e l’euro non era nemmeno nei pensieri dell’Europa…) che non ci sono proprietari del territorio.

E’ inutile fare supposizioni sul perché un immobiliarista milanese (così innamorato del Novara… da voler comprare il Pescara) voglia intestarsi la società azzurra: la risposta a una domanda come questa è sempre “perché nel calcio, se si lavora bene, si può guadagnare”. Una sciocchezza sesquipedale: forse in serie A, certamente non in Lega Pro.

Ma i tempi sono questi e allora occorre far buon viso a cattivo gioco, senza pregiudizi e valutando solo l’operato effettivo. A questo proposito, se le dichiarazioni rilasciate da Pavanati corrispondono al vero, si comincerebbe già con il piede sbagliato (un po’ come fece a suo tempo Rullo…): via tutti e dentro gli uomini del patron. Che ci sta, se ci si riferisse all’organigramma societario (Cda e direttori), un po’ meno se riguarda l’attività prettamente sportiva (ds e allenatore).

Queste soluzioni, come si vede, ci soddisfano assai poco. Chi scrive ha un sogno nel cassetto, destinato a restare tale: una polisportiva sostenuta dal meglio dell’imprenditoria del territorio. Una specie di holding all’interno della quale ci sia spazio per le società di vertice, calcio e volley in primis, ma magari anche hockey, baseball o chi ci sta. Un progetto che non vedrà mai la luce, anche per le resistenze e le miopie delle varie società sportive.

Ma lasciateci sognare, non costa niente…

Attilio Barlassina

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