Rassegna stampa - lavocedinovara.com: "«Il calcio non è sempre bello, o meglio lo è se soffri in campo o sugli spalti»"

In “Con il pallone fra i piedi e la musica a cannone” Nicolò Rondinelli e Andrea Vecchio raccontano Novara negli ultimi 30 anni vista attraverso gli occhi di due adolescenti cresciuti a pane e calcio fra stadi, campetti e differenze sociali
25.01.2021 19:30 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: lavocedinovara.com
Vefcchio e Rondinelli
© foto di lavocedinovara.com
Vefcchio e Rondinelli

Novara negli ultimi 30 anni, vista attraverso gli occhi di due adolescenti cresciuti a pane e calcio, quello degli stadi e dei campetti di periferia.

Questo l’esperimento letterario racchiuso in “Con il pallone fra i piedi e la musica a cannone” (Red Star edizioni): una raccolta di racconti, scritti da Nicolò Rondinelli e Andrea Vecchio. Il primo è un educatore professionale, autore di “Ribelli, sociali e romantici” dedicato all’FC St. Pauli, il secondo è consulente assicurativo, nonché ideatore del blog “Ufficio sinistri” in cui si parla solo di calciatori mancini. Amici dai tempi del liceo e attuali compagni di squadra nell’Outsiders FC, hanno deciso di intraprendere questo percorso di scrittura a quattro mani.

«Il progetto è nato poco prima dell’estate 2018 – spiegano Rondinelli e Vecchio. L’idea era quella di raccontare Novara e in generale la vita in provincia attraverso il calcio e le nostre esperienze personali ad esso collegate. Così è nata una serie di racconti: una chiave di lettura estremamente soggettiva, ma in cui possono riconoscersi tutti quelli che hanno vissuto l’adolescenza in una città di provincia. E a ogni racconto è associato un brano musicale dell’anno di cui si sta parlando, che aiuta a puntualizzare i nostri vari stati d’animo».

Il risultato è uno sguardo disincantato sulla città, allungato sull’arco temporale che va dal 1991 al 2018.

«Il punto è che il calcio non è sempre bello, o meglio lo è se soffri, che tua sia in campo a giocare o spettatore sugli spalti. Entrambi abbiamo avuto esperienza nei club e in partitelle organizzate dopo la scuola, dove abbiamo toccato i problemi di rango sociale – continuano –. Ecco perché nei racconti si trovano situazioni grottesche e di amara autoironia, perché il fatto di non poter accedere ai servizi creava la necessità di inventarsi momenti di aggregazione. Che ad altri davano anche fastidio».

- I vostri racconti parlano di momenti, luoghi o situazioni emblematici per la città ?

«Uno dei racconti si svolge il giorno in cui il Novara andò in serie A, il 12 giugno 2011. Ma più che altro si parla di posti e situazioni che non ci sono più – rispondono –. Come la partita centro sociale Cavalcavia contro Rifondazione comunista, quelle giocate in cortile o per strada. Oggi non si fanno più. E poi ci sono citazioni storiche, che rimandano ai luoghi della Resistenza. Ma tutto senza alcun romanticismo né giudizio, lasciato alla libertà del lettore; che può essere un tifoso di calcio o un appassionato di sottocultura o di musica… o chiunque».

“Con il pallone fra i piedi e la musica a cannone” è disponibile sul sito di Red Star e dal 27 gennaio anche nelle librerie.

Elena Ferrara

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