Piscitella: "Dopo esclusione e Covid voglio riprendermi il Novara e restare"

26.02.2021 15:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Giammario Piscitella
© foto di novaracalcio.com
Giammario Piscitella

Giammario Piscitella, esterno offensivo del Novara, ha raccontato a La Stampa la sua odissea: dall'esclusione dalla lista decisa dalla società, al reintegro, al nuovo stop a causa della positività al Covid fino all’intoppo sull’idoneità sportiva a causa degli strascichi della malattia.

Tutto partì a settembre, in un test con la Juve Primavera, quando Banchieri lo sostituì già nel primo tempo:

"Ero nervoso. Sono in scadenza di contratto e allora con la società non stava filando tutto liscio. Al Piola volevo dimostrare di valere il Novara anche di fronte ai tifosi venuti allo stadio.

La mia posizione preferita è a sinistra, ma il mister mi spostò a destra perché serviva dare una mano in difesa. Non la presi bene. Colpa mia. Già un secondo dopo però ci chiarimmo.

Con l’allenatore ho sempre avuto un rapporto speciale. Ogni tanto ci scontriamo, ma finisce lì. Eppure quello screzio è stato usato per montare un caso che non esiste.

Io ho sempre voluto restare al Novara. Anzi, fosse per me rimarrei qui a vita. Ho girato tanto, ma non mi sono mai trovato bene come qui.

Anche per il club in un primo momento non ero in vendita, quindi chiesi di poter trattare il rinnovo per rischiare di non arrivare a scadenza. Cambiarono poi le cose. Arrivò un’offerta del Cesena, ma non c’erano le condizioni per partire. Nelle ultime settimane di mercato ho capito poco. Mi è stato detto che dovevo andar via per questioni contrattuali. Sono finito fuori lista e dovevo allenarmi a parte.

Ma ha ragione il mister: l’amichevole non c’entra. Adesso siamo d’accordo che sistemeremo la questione del contratto quando mi rimetterò a posto. Il mio pensiero non cambia: vorrei restare".

E a fine novembre il Covid:

"Sono stato positivo solo una decina di giorni e senza provare chissà quali sintomi. Però il virus deve avere lasciato qualche residuo stando ai risultati degli esami. Sono stato visitato da professori di Roma e Torino.

Adesso è tutto a posto. Il cuore sta benone e ringrazio tutte le persone che mi sono state vicino in questi tre mesi".

Valeria Debbia

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