Rassegna stampa - LA STAMPA: "Lorenzo Montipò, il novarese che ha fermato l’attacco della Juventus: “Adesso voglio la salvezza del Benevento”"

29.03.2021 17:30 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: lastampa.it
Lorenzo Montipò
© foto di lavocedinovara.com
Lorenzo Montipò

La salvezza del Benevento in Serie A è nelle mani di un novarese. Lorenzo Montipò difende i pali della squadra campana, che ha 7 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. L’ex azzurro, 25 anni, arriva da un’impresa. Solo nove portieri al mondo sono usciti imbattuti dall’Allianz Stadium nelle ultime cinque stagioni. Lui è uno di questi. Con i compagni ha superato 1-0 la Juventus completando sette parate.

- Montipò, ha fermato Cristiano Ronaldo. CR7. Ci crede ?

«Ho iniziato a realizzarlo soltanto la sera. Quando sono tornato a casa e i miei erano commossi. In famiglia sono tutti juventini tranne me, milanista, ma questa volta hanno fatto un eccezione. È un peccato solo non avere potuto celebrare il risultato con i nostri fantastici tifosi, però l’emergenza viene prima di tutto».

- Qual è stato l’intervento più difficile ?

«Proprio uno su Ronaldo, nell’ultimo quarto d’ora. Si è infilato in area e ha mirato sotto la traversa. Sono stato reattivo».

- Ha vinto sotto gli occhi di Buffon, il suo punto di riferimento. L’ha incrociato ?

«Sì, mi ha anche regalato la sua maglia a fine partita. Ora è appesa in camera mia, qui a Benevento. Pensi che nel 2012 quando la Juve venne a giocare al Piola in serie A con il Novara io facevo il raccattapalle. Chiesi a Buffon i suoi pantaloncini e me li consegnò. Domenica gli ho ricordato l’episodio. Lui ha risposto: “Ah, eri tu ? Incredibile”. E mi ha fatto i complimenti. Mi sembrava di sognare».

- Alberto «Jimmy» Fontana come l’ha presa ? L’ex portiere del Novara è suo agente, la segue da inizio carriera e tifa Torino.

«Anche lui è impazzito di gioia. Eravamo d’accordo che dopo la gara mi avrebbe accompagnato in auto a Novara perché sarei passato da casa prima di tornare a Benevento. Ha seguito il secondo tempo in diretta sul tablet collegato dal parcheggio dello stadio. Quando l’ho raggiunto, ci siamo abbracciati».

- Da portiere, il primo anno in serie A è come se l’aspettava ?

«Molto peggio (ride, ndr). Salendo di categoria bisogna aumentare la velocità di pensiero» .

- Cosa intende dire ?

«Mentre ricevi il pallone tra i piedi, un avversario ti sta già piombando addosso. Prima di controllare, devi già sapere cosa fare. In allenamento ci lavoriamo molto, e vale anche per le parate. Gli attaccanti hanno una rapidità di esecuzione incredibile. In serie B nella maggior parte dei casi stoppano e calciano. Qui no. Tirano di prima con potenza e precisione. Devi intuire dove indirizzeranno la palla, altrimenti sei spacciato».

- Chi l’ha impressionata di più ?

«Romelu Lukaku, per forza fisica e velocità, e Ciro Immobile, per il gol che mi ha segnato all’andata».

- Da cosa dipenderà la salvezza della sua squadra ?

«Dall’atteggiamento, dal coraggio. Contro la Juventus abbiamo dimostrato quanto valiamo, però prestazioni del genere vanno ripetute. La vittoria ci ha dato grande consapevolezza, ma la strada è ancora lunga. In calendario ci aspettano sia scontri diretti, che partite con avversarie che puntano alla qualificazione in Europa».

- Il suo capitano è un altro ex azzurro, Nicolas Viola. Cosa rappresenta per il Benevento ?

«Qui è un idolo. Ha raggiunto due promozioni, è il nostro leader. Con la sua qualità si preso centrocampo e fascia. Vedendo quello che fa in campo, capisci quanto se lo merita».

- Segue ancora il Novara ?

«Sì, sullo smartphone ho un’app che mi invia le notifiche in tempo reale sull’andamento delle partite degli azzurri. Ce l’ho da quando nel 2019 sono passato al Benevento».

- È una stagione di grande sofferenza per gli azzurri.

«Vero, ma è un anno particolare per tutti. Centriamo la salvezza, e festeggiamola assieme. Nel modo in cui si potrà».

Filippo Massara

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