Il punto sulla Serie C (di Tommaso Maschio)

16.09.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Tommaso Maschio
Tommaso Maschio

Nella giornata di ieri la Lega Pro ha annunciato quali saranno i Gironi di Serie C della prossima stagione. Gironi quasi senza sorprese, giusto il Piacenza nel Girone A e l'Arezzo in quello B separate da tutte le corregionali per questioni geografiche essendo la prima più vicina al nord-ovest e la seconda al nord-est (o meglio al centro-est della penisola), e due incognite nel Girone C che dovranno essere sostituite nei prossimi 10 giorni da due fra Bisceglie, Foggia e Rende (senza dimenticare Pianese e Arzignano come scritto nell'editoriale di ieri). Le prime due hanno infatti fino al 25 settembre (la vigilia del via del campionato in pratica) per finalizzare le procedure di ammissione e superare l'esame di Covisoc e della Commissione criteri infrastrutturali sportivi-organizzativi. La terza invece è pronta ad andare al CONI per avere giustizia e accedere alla prossima Serie C al posto del Bisceglie.

Nonostante queste incognite questo pomeriggio andrà in scena la stesura dei calendari perché il tempo stringe e fra meno di due settimane si dovrebbe partire (salvo ulteriori slittamenti dovuti ai ricorsi delle altre tre contendenti ai posti vacanti in Serie C) per una stagione che già si preannunciava difficile sotto tanti punti di vista e che proprio non sentiva bisogno di ulteriori complicazioni. L'assenza del pubblico (chissà fino a quando), la crisi economica prodotta dalla pandemia, un calendario intenso e compresso come poche volte nella storia. Del resto a voler salvare la scorsa stagione era inevitabile che si compromettesse anche lo svolgimento di questa soprattutto in assenza di quelle riforme strutturali che nei mesi scorsi riempivano la bocca di tutti, a tutti i livelli sia ben chiaro, ma che ancora una volta sono rimaste in gran parte in soffitta – a partire dalla riforma dei campionati – perché gli interessi personali o di bottega alla fine prevalgono sempre su quelli comunitari e globali. Ma qui la colpa non è certo da addebitare alla sola Lega Pro, che anzi è stata fra le più attive nel cercare di migliorare la situazione in ottica futura (perché allo stato attuale 60 squadre sono impossibili da sostenere ed è inutile nascondersi dietro un dito).

L'unica speranza è che non vi siano ulteriori ritardi o slittamenti, che la giustizia sportiva e non riesca a decidere prima del fischio d'inizio della nuova stagione e che alcune situazioni precarie – come quella legata al Trapani (che dovrebbe passare di mano nella giornata di oggi come annunciato ieri dal presidente Petroni a TMW) – si risolvano per il meglio per non far sprofondare la stagione prima ancora che inizi. E sarebbe davvero un peccato perché leggendo i nomi ai nastri di partenza ci sarebbe di esserne contenti (da spettatori neutrali quali siamo) per le tante piazze importanti che impreziosiscono i tre gironi: dall'Alessandria alla Pro Vercelli passando per Como, Livorno, Piacenza e Novara nell'A, dal Cesena alla Triestina passando per Mantova, Modena, Padova, Perugia e Sambenedettese nel B, e poi Avellino, Bari, Catania, Catanzaro, Palermo, Ternana, Trapani e probabilmente Foggia nel C. Squadre che non sfigurerebbero – per calore e importanza storica – neanche nei campionati superiori.

Tommaso Maschio

-