Il punto sulla Serie C (di Tommaso Maschio)

27.05.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Tommaso Maschio
Tommaso Maschio

Altro giro, altra corsa, altre polemiche e altri scontenti. Come ribadiamo un po' tutti – dai protagonisti in campo agli addetti ai lavori – qualunque decisione verrà presa per concludere la stagione di Serie C sarà soggetta a critiche. Lo è stata quella di bloccare le retrocessioni in Serie D (con la LND che ha fatto muro), lo è stata quella di scegliere la quarta promossa – il Carpi – attraverso il merito sportivo (scontente più o meno tutte le squadre ancora in corsa con Reggiana, Padova e Bari fra le più combattive), lo è stata quella di non continuare a giocare. Tutte proposte che il Consiglio Federale ha bocciato nonostante fossero state votate dall'Assemblea di Lega Pro. Decisione anche questa non scevra di lamentele da più parti. Anche la nuova proposta partorita nella serata di ieri dal direttivo di Lega Pro è già al centro delle polemiche. Questa volta sono le ultime a levare gli scudi contro la decisione di farle retrocedere in Serie D e di far giocare i play out, ma solo nei gironi A e B perché nel C la distanza fra le ultime tre e le altre è troppo ampia, per decidere le altre. Ma siamo certi che anche i play off solo per chi vorrà giocarli (ergo potrà permettersi di spendere cifre importanti per rispettare il protocollo sanitario) saranno al centro di feroci polemiche . Forse solo la scelta di promuovere le prime tre in Serie B sarà esente da critiche, anche se non ci metterei la proverbiale mano sul fuoco.

Che fare quindi ? In un mondo ipotetico e perfetto si riprenderebbe a giocare regolarmente, con tutte le squadre che potranno applicare il protocollo sanitario per garantire la sicurezza dei propri tesserati, in modo che il campo sia il giudice supremo – e inattaccabile – dei verdetti. Ma sappiamo bene che non è possibile, che se per la Serie A e la Serie B c'è una speranza di tornare in campo e finire quello che si è lasciato in sospeso quasi tre mesi fa per quanto riguarda la Serie C c'è giusto un lumicino accesso su cui quasi nessuno fa affidamento. Bisogna trovare una soluzione che metta d'accordo la maggioranza e crei il minimo delle contestazioni – che ci saranno a prescindere vale la pena di ricordarlo - e non sarà un compito facile né per la Lega Pro che dovrà presentare le proprie proposte né per la FIGC che dovrà accoglierle o rifiutarle. Probabilmente la scelta cadrà su un ennesimo compromesso: play out anche con le ultime per decidere le retrocessioni, play off ridotti - ma non su base volontaria sennò chi è più ricco viene avvantaggiato andando contro ogni principio su cui si basa ancora ogni sport – per la quarta promossa in Serie B.

Comunque la si voglia vedere si nota che neanche in un momento di massima difficoltà del sistema calcio – per non parlare del Paese che conta a migliaia i morti – si riesca ad andare oltre gli interessi personali e avere una visione d'insieme e un'unità di intenti che in tanti speravano invece potesse esserci. Sia ben chiaro tutte le società hanno le loro ragioni, economiche, sportive, sociali e chi più ne ha più ne metta, ma forse di fronte a un problema epocale come quello che stiamo vivendo si potrebbe cercare di pensare meno a se stessi e più al bene di un sistema che rischia di non esserci più, di non sopravvivere affatto. Perché un'estate, ma a questo punto anche un autunno, fra tribunali e carte bollate sarebbe la peggior ripartenza di sempre del sistema e assesterebbe un colpo mortale al mondo della Serie C e servirebbe un assist invitante a chi punta ad accaparrarsi anche le, scarse, risorse economiche della terza serie e cancellare un mondo che invece andrebbe preservato e valorizzato maggiormente. E forse questo non è ben chiaro a qualcuno.

Tommaso Maschio

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