Il punto sulla Serie C (di Nicolò Schira)

17.06.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Nicolò Schira
Nicolò Schira

Chi l’ha visto nelle giovanili del Pescara racconta di aver immediatamente avuto la sensazione di assistere a un deja-vù: era dai tempi di un certo Marco Verratti che non c’era un 15enne così talentuoso nel vivaio biancazzurro. Diego Ripani può ripercorrere le orme dell’illustre predecessore. Il talento di Alba Adriatica ha già catturato l’interesse della Juventus che vorrebbe portarlo a Torino per l’Under 17. Classe 2005 e un avvenire luminoso: ecco perché la Vecchia Signora si è mossa in anticipo. Dopo la beffa Verratti finito al PSG dopo un corteggiamento di mesi dei bianconeri ormai quasi 10 anni fa, stavolta dalla Continassa hanno deciso di provare a giocare d’anticipo...

Una premessa doverosa: non ce l'abbiamo con l'Ancona, il cui popolo ha vissuto anni terribili e merita la ribalta di ritrovare il palcoscenico del calcio professionistico. Sarebbe stato meglio attraverso promozioni sul campo e non con un escamotage. Perché in un calcio che invoca il merito sportivo la fusione Ancona Matelica non è altro che una scorciatoia per riportare una piazza come quella dorica in avanti di un paio di categorie senza dover sottostare al giudice implacabile del rettangolo verde. Il tutto a scapito di una piccola favola di provincia. Un film già visto a queste latitudini con il caso Giacomense-Spal prodromo alla scalata estense dalla Seconda Divisione alla Serie A in un lustro. Almeno in quel caso la proprietà era la medesima: in questo caso si tratta di una compra vendita camuffata di un titolo sportivo come accade da decenni nel mondo del basket. Ho soldi e una tifoseria numericamente importante alle spalle? Mi prendo un posto al sole al posto di una società piccola e dal bacino d'utenza limitato spostando la squadra da una città all'altra. Altro che le favole di provincia. D'altronde tutti il mondo (e ogni categoria...) è paese. Alla faccia di chi criticava la Super Lega: anche in questo caso viene privilegiato il più forte a danno delle realtà più piccole. Tanto che dal 2022 ci sarà solo l'Ancona a livello di denominazione (il trasloco parte ad agosto con le gare casalinghe che saranno già al Del Conero) e del Matelica (forse) rimarrà un pallido ricordo. Peccato. 

B come Bari ma anche come Serie B. Quella declinata da Michele Mignani che scelto i biancorossi, rispedendo al mittente le avance del Chievo. Scelta coraggiosa ma altrettanto ragionata. I veneti hanno tanti interrogativi societari, mentre i biancorossi hanno potenzialità per puntare addirittura alla Serie A nel giro di un triennio. Per chi non ha mai allenato in B non dev’esser stato facile dire di no. Ora il salto di categoria Mignani dovrà conquistarselo sul campo. Obbligatoriamente. Sfida stimolante per chi ha sempre guidato outsider e mai la grande favorita del torneo. L’occasione giusta per vincere il campionato dopo tanti piazzamenti illustri tra Siena e Modena. Una scelta fortemente voluta dal neo direttore sportivo Ciro Polito che ha preferito Mignani a Mimmo Toscano, nome di spicco caldeggiato da Napoli. Polito ha scelto di interrompere il filo diretto con la madrepatria e ha invocato piena autonomia nelle scelte. Ora la palla passa al mercato: l’ex Ascoli e Juve Stabia dovrà pescare giocatori di categoria e funzionali al gioco di Mignani. Così che tra qualche mese la scelta di aver detto no alla B si possa rivelare vincente e non un rimpianto...

Nicolò Schira

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