Il punto sulla Serie C (di Nicolò Schira)

16.07.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Nicolò Schira
Nicolò Schira

Sempre loro. Restano i bomber i principali oggetti del desiderio di tifosi e operatori di mercato. Elementi da 15-20 gol a stagione in grado di cambiare il destino di un campionato.

Chi ambisce a vivere un'annata da protagonista è già in azione e non vuole perdere tempo.

Il Padova ha messo le mani su Daniele Paponi, tra gli artefici l'anno scorso del decollo in B della Juve Stabia. Non che in casa patavina mancassero i califfi offensivi (Litteri, Pesenti, Nicastro, Soleri, Mokulu...), ma la sensazione è che assisteremo a una nuova rivoluzione. Andrea Mandorlini la certezza da cui ripartire in panchina, mentre l'organico verrà profondamente rivisitato dal diesse Sogliano. D'altronde il Padova targato 2019/20 è stato una delle principali delusioni della stagione. Inutile negarlo e lo sanno bene anche i vertici biancoscudati.

Stati d'animi differenti a Modena ed Avellino dove la prossima stagione dev'essere quella della consacrazione dopo un campionato di transizione. In tal senso si leggono gli arrivi di Matteassi come diesse in Emilia è quello di Pierino Braglia (come vi avevamo anticipato domenica mattinata proprio su TC) sulla panchina irpina. Per vincere servono i cannonieri: il Modena resta in pressing su Simone Corazza (offerto un triennale al Joker della Reggina), mentre i biancoverdi pensano a una vecchia conoscenza di Braglia come Baclet (Reggina). I due insieme pilotarono il Cosenza al trionfo Playoff. Chissà che non possa esserci aria di deja-vù all'ombra del Partenio-Lombardi.

Infine uno sguardo al Nord: sarà addio tra l'Airone Caracciolo e la FeralpiSalò, che ha scelto Massimo Pavanel per la panchina: una decisione presa da tempo da parte del patron Pasini, fermamente deciso a sostituire Sottili al quale non sarebbe bastato neppure arrivare in finale playoff.

Il Como corteggia Brighenti (Monza), Lupoli verso il rinnovo con la Virtus Vecomp Verona, Scotto blindato dal Mantova dove resta da sciogliere il nodo allenatore (piace Modesto corteggiato anche dal Napoli per la Primavera, che avrà come diesse l'ex AlbinoLeffe Aladino Valoti), infine la Pro Sesto rinnova capitan Scapuzzi e chiude per De Respiniis. Il giro delle punte è appena incominciato...

In chiusura voglio dedicare qualche riga a un grande presidente che ci ha lasciato per sempre 48 ore fa: Giuseppe Cosentino. Un patron serio e appassionato, di quelli che fanno bene al movimento. Ricordo le tante interviste e i pedinamenti milanesi per scovare qualche anno fa i colpi del suo Catanzaro. Grandi investimenti non sempre ripagati sul campo. Non bastavano il lungo cappotto e gli occhiali scuri per passare inosservato all'Hotel Michelangelo, dove con l'allora diesse Armando Ortoli dava vita a summit-fiume. La promozione in Prima Divisione e il quarto posto (in quella squadra c'erano Vacca, Rigione, Bindi e Germinale) con Brevi in panchina i punti più alti della sua presidenza giallorossa. Mai una parola fuori posto, una di quelle persone per cui una stretta di mano valeva ancora più di un contratto firmato. Come quando si accaparrò mister 30 gol Giordano Fioretti dal Gavorrano. Non amava svelare i nomi dei colpi di mercato che stava progettando, però non dava mai storte. Se eri sulla strada giusta non ti depistava. E fidatevi che non è poco per chi come noi deve destreggiarsi tra decine di indiscrezioni al giorno. Meglio un no comment che una bugia. Spesso progettava i colpi al mattino: capitava di chiamarlo in Cina (dove si recava una volta al mese per gli impegni di lavoro legati all'azienda GiCos) ad orari improbabili per chi stava in Oriente, eppure non lesinava risposte nè si tirava indietro al confronto con i media. Con rispetto per chi lavora e la passione per lo stesso. Ci mancherai. Ciao Pres, che la terra ti sia lieve...

Nicolò Schira

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