Il punto sulla Serie C (di Marco Pieracci)

11.08.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Marco Pieracci
Marco Pieracci

La Serie C 2020/21 prenderà il via il 27 settembre e la notizia che non ti aspetti è che nonostante i chiari di luna post lockdown ai nastri di partenza del nuovo campionato si presenteranno la bellezza di 52 dei 55 club aventi diritto che hanno regolarmente depositato la domanda di iscrizione nei termini previsti. Un risultato eccezionale considerando che fino a poche settimane fa, in piena emergenza Covid19, era in dubbio la sopravvivenza stessa della categoria.

Fa rumore la scomparsa della piazza di Siena dalla geografia del calcio professionistico, così come la rinuncia della Sicula Leonzio, divenuta in questi ultimi anni una piacevole realtà. Ce l’ha fatta invece in extremis il Catania.

La Lega Pro supera dunque indenne il primo temutissimo scoglio del 5 agosto ma come ha evidenziato il presidente Ghirelli ai nostri microfoni è presto per cantare vittoria visto che i prossimi mesi saranno quelli più delicati. Continuare a giocare a porte chiuse priverà i club dei ricavi del botteghino, fonte quasi unica di sostentamento. Per fortuna in soccorso delle casse dei club arriverà come auspicato l’introduzione del credito d’imposta con la riduzione della tassazione, fondamentale per attirare sponsorizzazioni. Messi nel cassetto almeno per il momento i progetti di riforma radicale la novità principale riguarderà le liste bloccate di 22 giocatori.

Un brusco dietrofront rispetto alla strada intrapresa giusto un anno fa, quando fu eliminata ogni restrizione relativa all’età premiando la meritocrazia a discapito della valorizzazione a ogni costo. La speranza è che tutto questo non si traduca in un ricorso selvaggio al minutaggio, come accaduto peraltro in passato, creando un nuovo esercito di disoccupati tra gli over e che il livello qualitativo resti alto come lo è stato nel campionato appena concluso, uno dei più competitivi di sempre. Probabilmente nei fatti non cambierà granchè per le big, come il Bari, con proprietà solide e ambiziose alle spalle che non lesineranno investimenti per continuare a inseguire la promozione in B. La conseguenza però potrebbe essere un aumento del divario tecnico con le piccole che, in tempi di vacche magre, avranno meno margine di manovra sul mercato e dovranno usare di più la calcolatrice.

E allora chissà che il prossimo non sia davvero l’anno buono per la Juventus U23. Dopo due tornei di apprendistato e il primo trofeo messo in bacheca, la formazione bianconera andrà a caccia della Serie B, lo farà però senza Andrea Pirlo. Il Maestro doveva essere uno dei volti copertina della nuova Serie C, che sarebbe stata la sua palestra verso l'approdo sulla panchina della Vecchia Signora ed invece, complice il fallimento in Champions League, a pochi giorni dalla presentazione come tecnico della seconda squadra è stato catapultato fin da subito alla guida di CR7 e compagni. Una scelta forte, coraggiosa, ma con una sua logica ben precisa.

Marco Pieracci

-