Il punto sulla Serie C (di Luca Esposito)

26.06.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Luca Esposito
Luca Esposito

Il Recovery Plan per salvare il calcio e consentire a questo sport meraviglioso, già in crisi da anni, di ripartire a testa altissima dopo l’emergenza pandemica. Il Covid ha dato il colpo finale ad un sistema che va rifondato a tutti i livelli e che non può prescindere da tre componenti: presidenti facoltosi, giovani di livello e tifoserie. Proprio per questo il presidente Francesco Ghirelli, artefice di un autentico miracolo in un biennio che sarebbe stato difficilissimo per tutti, ha stilato un programma che consentirà, nel tempo, di rialzare la testa e di evitare fallimenti, penalizzazioni e problemi di ogni genere. Il piano salva calcio non può prescindere dalle riforme, magari dando più spazio a quelle squadre B snobbate praticamente da tutti ma che consentirebbero di valorizzare professionisti che, altrimenti, farebbero fatica ad emergere. A maggior ragione ora che, Bari e Mantova a parte, la questione multiproprietà è stata abolita. Premesso che non bisogna far giocare gli under per i contributi ma perché sono forti è lecito auspicare che dirigenti e procuratori investano maggiormente sui ragazzi e sui settori giovanili, con la collaborazione delle amministrazioni comunali che ormai hanno l’obbligo di mettere a disposizione strutture. Coinvolgendo, magari, i tifosi non solo due volte al mese per le partite casalinghe delle squadre locali, ma 365 giorni all’anno. Si creerebbero indotti, posti di lavoro ed entusiasmo.


E in quest’ottica la riapertura, seppur tanto parziale, degli stadi nei playoff ha dato quantomeno una sensazione di normalità, un segnale di speranza e di ripresa per tutto il Paese e una risposta a chi sminuiva il ruolo sociale dello sport in piena pandemia. Ma Ghirelli non si fermerà qui: previsti tanti progetti nel sociale, con la lotta al razzismo e la valorizzazione dei territori e delle provincie che consentirà di conoscere meglio realtà splendide che, grazie al calcio, avranno una vetrina importante e meritata.

Venendo all’aspetto tecnico, è affascinante e romantico il ricongiungimento tra Pavone e Zeman a Foggia. Un angolo amarcord che consentirà ad una grande piazza di rivivere vecchie emozioni e di ritrovare quell’entusiasmo che è mancato anche dopo la promozione in C. Stiamo parlando di una città che ha subito fallimenti e retrocessioni, che la cadetteria l’ha solo assaporata negli ultimi 25 anni e che, grazie al boemo, vedrà un bel calcio. Perché di Zeman si può dire tutto, ma il suo marchio di fabbrica e la capacità di valorizzare i giovani fanno, ancora oggi, la fortuna della Nazionale di Mancini.

A proposito di esperienza, il dirigente Francesco Maglione, dopo un triennio in Federazione, torna dietro la scrivania in un club professionistico e sarà consulente del presidente Romano della Viterbese. Perché per far crescere i ragazzi c’è bisogno di figure di riferimento che abbiano curriculum, esperienza e competenza. Un bentornato e un in bocca al lupo d’obbligo, certi che farà benissimo.

E tante panchine saranno occupate da gente non più giovanissima, ma con fame di successi.

Novellino è in procinto di sposare il progetto Juve Stabia, Braglia ripartirà da Avellino per bissare, con una rosa più competitiva, l’ottima stagione appena conclusa, Auteri cerca riscatto a Pescara. E ci chiediamo ancora se Mignani sia la scelta giusta per Bari.

Quanto al mercato, tutto fermo in attesa dei colpi. Il Padova, pur cambiando guida tecnica, ha ancora voglia di investire, molte altre realtà hanno tirato il freno a mano e devono mettere a posto i bilanci per garantirsi l’iscrizione, comprese alcune neopromosse che erano già pronte a rinunciare al professionismo mentre gli atleti ancora festeggiavano negli spogliatoi. Ed anche questo è molto triste.

Luca Esposito

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