Il punto sulla Serie C (di Luca Bargellini)

11.02.2021 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Luca Bargellini
Luca Bargellini

Giuro. Non volevo. Permettetemi la sorpresa, ma mai mi sarei aspettato un tale seguito al mio editoriale dello scorso venerdì. Una sorta di lettera aperta al presidente Francesco Ghirelli dopo l’intervista concessa a TuttoMercatoWeb.com. A quella mia missiva ha risposto lo stesso numero uno della Lega Pro, chiarendo meglio alcuni punti del suo programma di lavoro dei prossimi quattro anni. Da qui, poi, l’inaspettato. Alle parole del presidente della terza serie ha risposto anche Cosimo Sibilia, attuale capo della LND e candidato alla presidenziali FIGC, “infastidito” dal fatto che Ghirelli aveva dato quasi per certa la vittoria alle elezioni del prossimo 22 febbraio del numero uno uscente Gabriele Gravina.

Una presa di posizione che rientra nella dialettica tipica del periodo elettorale, ma alla quale lo stesso presidente della Serie C ha voluto controbattere. In sintesi una sorta di mini putiferio mediatico nato dalle colonne di TuttoC e arrivato alla ribalta nazionale.

Detto che della dialettica, se rimane solo tale e non viene supportata dai fatti, se ne può fare a meno ho apprezzato entrambi gli interventi. Quello del presidente Ghirelli è stato utile per chiarire alcuni dubbi sia al sottoscritto che, spero, ai lettori. In particolare quello legato a definire meglio cosa si attende la Lega dal ‘Ristori 5’ in tema di aiuti dal Governo, così come sulla posizione in merito alla riforma del sistema calcistico e la querelle sulle seconde squadre sulle quali io e chi guida la Serie C abbiamo posizioni diverse costantemente differenti. L’intervento di Sibilia, invece, dimostra a mio avviso, la voglia di confrontarsi del candidato alla presidenziali FIGC su tutti i temi in ballo, compresi quelli ben lontani dalla Serie A. Un segnale, questo, che è assolutamente apprezzabile visto che per molti l’esito delle urne appare già scritto.

Bari chiama, Napoli risponde

Riallacciandoci, adesso, all’attualità è evidente come il centro del proscenio sia tutto a favore del Bari. Non tanto per la scelta di avvicendare Gaetano Auteri con Massimo Carrera, ma per il messaggio che è arrivato a corredo di tale operazione. La decisione, infatti, è stata presa da non da Luigi De Laurentiis, presidente del club pugliese, bensì da suo padre Aurelio, capofamiglia e perno dell’impero Filmauro. In più ADL sembra non aver consultato colui che, negli ultimi anni, era stato il suo primo riferimento per quanto riguarda ogni decisione di carattere tecnico: Cristiano Giuntoli. L’attuale ds del Napoli finora è sempre stato al centro di qualsiasi scelta nell’universo calcistico della famiglia De Laurentiis a prescindere che si trattasse di Napoli o, appunto, di Bari.
L’esonero di Auteri, assieme a quello del ds dei pugliesi Giancarlo Romairone, ha dunque infranto uno schema oramai consolidato negli anni. Dando la sensazione che quanto avvenuto al San Nicola possa essere solamente una prova generale di ciò che potrà accadere al ‘Maradona’ in estate. Un messaggio che una multiproprietà dà alle grandi della Serie A.

AAA cercasi proprietà

In Serie C però non ci sono solo società che proiettano le proprie attenzioni verso l’alto. Oggi ce ne se sono almeno tre che lottano per avere un futuro quanto meno alla pari del presente. Novara, Palermo e Livorno sono tre piazze storiche arrivate al punto di svolta. Gli azzurri hanno in Leonardo Pavanati un interlocutore che al momento appare concreto e ambizioso, tanto che, per bocca del presidente Maurizio Rullo, starebbe provando ad acquisire anche il Pescara (Multiproprietà ? Ancora tu ?).

I rosanero, invece, sono da considerarsi ufficialmente in vendita. Dario Mirri, attuale numero uno del club, si è attivato per reperire sul mercato degli imprenditori che possano rilevare non solo la quota di Tony Di Piazza (in uscita il prossimo 30 giugno), ma anche l’intero pacchetto azionario. Un’impresa non certamente semplice, non per l’attuale situazione economica del club, ma per le ambizioni che un blasone come quello di Palermo porta con se. Base d’asta: 15 milioni di euro. Avanti il prossimo…

Infine ecco il Livorno. Mentre la società si è spaccata sul tema del futuro della panchina, le trattative per l’acquisto del club non decollano. Nè con Franco Favilla né con l’indiano Yogesh Maurya. Finora, infatti, di dati oggettivi per ambo le ipotesi non ce ne sono. E la città toscana attendere ancora di sapere quale sarà il futuro a medio termine. Con Aldo Spinelli che continua a rivestire il ruolo dell’alternativa più credibile. Per tutti.

Luca Bargellini

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