Il punto sulla Serie C (di Luca Bargellini)

22.05.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Luca Bargellini
Luca Bargellini

C’è davvero qualcuno che reputava semplice e lineare la strada verso questo finale di stagione ? C’è davvero qualcuno tanto illuso da credere che ogni richiesta della Lega Pro sarebbe stata accolta completamente ? Mi auguro di no, perché vorrebbe dire che non si conosce il mondo del pallone. O più in generale il mondo.

Personalmente trovo ci sia molta ostentazione nel risentimento che si è alzato dalla Lega Pro a seguito del Consiglio Federale di mercoledì. Le scelte comunicate da Gabriele Gravina e dal suo entourage non sono poi state così sorprendenti: fin dal primo giorno di questa crisi il numero uno del pallone nostrano ha puntato dritto sulla ripresa delle competizioni, con la sola eccezione del calcio dilettantistico troppo complesso e multiforme per essere gestito in tempi ristretti e difficili come quelli attuali.

Sia chiaro, anche la Serie C non è che abbia una discesa davanti. I dubbi sollevati da Francesco Ghirelli, sia pubblicamente sia nella dialettica interna alla propria lega, sono assolutamente legittimi e la riprova arriva dai medici delle sessanta società del campionato, ovvero le figure più vicine a quel comitato tecnico-scientifico che oramai da settimane determina ogni singolo aspetto della vita del Belpaese e che ha dato il suo apporto nella stesura dei famigerati protocolli sanitari. Nonostante questo fattore, tutt’altro che irrilevante, era comunque facile immaginarsi che un ok totale non sarebbe arrivato. Perché alla fine quelle emerse dall’Assemblea di Lega erano indicazioni più che direttive invalicabili. Bozze sulle quali costruire un progetto condiviso con le altre realtà.

Arriva, dunque, adesso il momento decisivo. Quello della trattativa. E avrebbe davvero poco senso l’idea, circolata in queste ore, di uno sciopero dell’intera Serie C. Non perché non sia legittimo protestare per sostenere il proprio disappunto, bensì perché l’ipotesi di mettere d’accordo sessanta realtà così differenti fra loro approda quasi nella fantascienza. La regola del badare ognuno al proprio orticello la si può nascondere quanto la si vuole, ma alla fine spunta fuori. Come la polvere da sotto il tappeto.

Per questo motivo la terza via, quella del compromesso, è sempre la migliore. Sarà troppo “democristiana” per alcuni, ma porta a dei risultati. Che in questo caso potrebbero anche arrivare ad un blocco della stagione regolare e alla disputa diretta dei playoff e dei playout con magari una formula diversa da quella pensata finora.

E’ tutto in gioco. Tutto può ancora succedere.

PS
- Riprendo in calce il tema delle iscrizioni al prossimo campionato che ho trattato anche sette giorni fa. La FIGC, in merito, ha chiarito che tutto rimane come prima, con l’obbligo di una fideiussione da 350mila euro per i club di Serie C. Fideiussione che può essere sostituita da una certificazione della Lega Pro in qualità di garante. Una concessione non da poco, ma che non risolve del tutto il problema visto che senza le dovute pezze d’appoggio è difficile immaginare che la Lega si accolli il rischio di fare da garante per club tutt’altro che sani. Se si parla di un Ghirelli sulla graticola adesso immaginatevi cosa potrebbe accadere se la sua gestione spendesse il proprio nome e la propria faccia per società senza struttura, né nerbo, ma soprattuto senza futuro.

Luca Bargellini

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