Volley femminile, Nazionale - L'Italia è 'solo' argento, ma il futuro è suo, verso Tokio 2020

22.10.2018 14:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: oasport.it
Le Azzurre
Le Azzurre

Un argento che fa male perché il sogno iridato era lì a un passo, abbiamo accarezzato il tripudio iridato, ci abbiamo sperato quando siamo passati in vantaggio sul 2-1, abbiamo avvicinato l’impresa di battere la fortissima Serbia senza però riuscirci. Ma è anche un argento che lancia dei segnali importanti, è un’ottima base su cui costruire il futuro non soltanto imminente ma anche molto in là nel tempo: oggi l’Italia non ha vinto, ma vincerà domani perché ne ha tutte le capacità tecniche, individuali, gestionali e mentali.

Nel giro di due anni siamo passati da un misero nono posto alle Olimpiadi di Rio 2016 alla seconda piazza ai Mondiali, una crescita notevole per questa Nazionale che ha generato tanto affetto attorno a sé e che ha portato una nuova volley mania in tutto il Paese dopo la debacle dei ragazzi nella rassegna casalinga. Il lavoro del CT Davide Mazzanti è stato evidente: ha amalgamato una formazione a sua immagine, ha esaltato le singole individualità inserendole in un contesto costruito ad arte, è riuscito a sfruttare le capacità di tutte le ragazze rendendole utili per la collettività, ha plasmato uno spogliatoio particolarmente coeso che ha saputo farsi strada in Giappone, arrendendosi soltanto al cospetto di un avversario semplicemente più cinico ed esperto, non di certo più forte e soprattutto non inarrivabile.

L’Italia è tornata su un podio iridato dopo 16 anni di digiuno, era dall’apoteosi di Berlino 2002 che non salivamo su questi gradini e proprio per questo motivo va apprezzato il risultato conseguito anche se l’amarezza è davvero tanta perché l’occasione avuta era davvero ghiotta. Alle azzurre è mancata la lucidità nei momenti caldi, la capacità di gestire i palloni più scottanti, la freddezza e l’incisività di amministrare una situazione in cui non si erano mai trovate prima. Sono aspetti su cui si può lavorare nei prossimi due anni perché questa squadra ha davvero le doti per poter puntare con convinzione alle Olimpiadi di Tokyo 2020: non abbiamo vinto oggi, ma (probabilmente) lo faremo in un domani.

Ripartiamo da qui, la crescita è evidente ed è sotto gli occhi di tutti. Puntiamo su un fenomeno assoluto come Paola Egonu che può già essere considerata tra le migliori due-tre giocatrici del Pianeta (la battaglia con Tijana Boskovic non si è risolta di certo oggi pomeriggio), ci possiamo ancora affidare a due veterane come Lucia Bosetti e Monica De Gennaro, oggi Ofelia Malinov ha deluso con alcune scelte ma la sua regia può crescere ancora molto, Miriam Sylla ha purtroppo sbagliato la partita più importante ma può ancora avere fiducia, Cristina Chirichella e Anna Danesi possono perfezionarsi ulteriormente. Perché questa Italia ha solo 23 anni di media considerando anche la panchina dove figura un’altra potenziale fuoriclasse come Elena Pietrini (classe 2000): il futuro può davvero essere tutto azzurro.

Stefano Villa