La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di domenica 11.02 (CITTADELLA-NOVARA)

 di Sergio Guerzoni  articolo letto 43 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di domenica 11.02 (CITTADELLA-NOVARA)

Ad una settimana esatta dal suo insediamento Mimmo Di Carlo può stappare lo Champagne e berlo con il suo eroe di giornata: George Alexandru Pușcaș. Il rumeno si porta a casa il pallone, grazie alla sua prima tripletta da professionista. Al talento proprietà Inter sono bastate due presenze per eguagliare il bottino di Moscati, che certamente non sarà dispiaciuto!!! Anche perché entra in tutti tre i goal con due assist e un’apertura a smarcare Calderoni per il cross del primo goal.  
Non era facile sul campo della quarta forza del campionato, anche se al Tombolato, come per il Novara al Piola, le vittorie scarseggiano: con quella di oggi sono tre sconfitte consecutive interne per il Cittadella.
Non riesco ancora a capire se è la mano del nuovo allenatore, se sono le contestazioni subite alla vigilia, ma nel Novara visto oggi c’era una determinazione e una concentrazione raramente riscontrate nelle ultime gare. Il momentaneo pareggio subito ad una manciata di secondi dal riposo avrebbe, in altri momenti, scatenato il proverbiale terrore nella testa degli azzurri. Invece no. Sono rientrati in campo con la stessa verve dell’inizio del match e il bomber a lungo inseguito ha saputo capitalizzare al massimo gli assist ricevuti. Tre a uno, o meglio uno a tre, sono il miglior viatico per il prosieguo del torneo.
Con grande umiltà e professionalità Mister Di Carlo non stravolge lo schema del suo predecessore, salvo nel finale per blindare il risultato. All’inizio ripropone il collaudato e assimilato 3-5-2. Rispetto alla partita con l’Ascoli le “novità” sono Ronaldo e Mantovani al rientro dopo la squalifica, Sansone dal primo minuto e Casarini nel suo ruolo naturale di mezzala. Questi gli undici scesi in campo: Montipò; Golubovic, Mantovani, Chiosa; Dickmann, Moscati, Ronaldo, Casarini, Calderoni; Pușcaș, Sansone.
Roberto Venturato schiera i suoi con il 4-3-1-2, costituito dai seguenti interpreti: Alfonso fra i pali; Pezzi, Scaglia, Varnier e Benedetti formano la linea difensiva; in mediana il regista Iori è coadiuvato dagli interni Schenetti e Pasa; Vido occupa la posizione di trequartista alle spalle delle due punte, Strizzolo e Kouame.
Il fischietto è fra le labbra del signor Marco Piccinini da Forlì, come Eulalia Torricelli!!!

Gli azzurri approcciano la gara senza nessun timore di sorta. Prendono decisamente campo e dettano i ritmi della partita. C’è un tentativo per parte: Ronaldo dalla distanza al 5° (fuori misura) e Kouame che spedisce alto sulla sponda di Strizzolo (8°).
A undici minuti dal fischio d’inizio è già ora di esultare. Il piattone di Pușcaș risolve nel migliore dei modi l’assist perfetto di Calderoni, servito largo da Moscati.
Il Cittadella accusa il colpo. La prima vera reazione arriva al 23°, con un’azione insistita risolta da un tiro di Schenetti, deviato in angolo da Chiosa, con Montipò in tuffo alla sua destra a scanso di equivoci.
I veneti insistono e al 26° confezionano un’altra occasione. Kouame, dopo uno scatto in velocità, trova Schenetti con un cambio di campo, cross immediato e colpo di testa a lato di Strizzolo.
Azione di alleggerimento azzurra finalizzata da Pușcaș dalla distanza, centrale e facile per Alfonso (32°).
Al 34° fa capolino dal taschino del signor Piccinini il cartellino giallo. E’ per Sansone che entra fallosamente su Iori. Due minuti dopo viene sanzionato anche Strizzolo per un’entrata da dietro su Casarini.
Al 40° dialogano a destra Dickmann e Moscati. Quest’ultimo vede il taglio in area di Ronaldo e lo lancia in profondità: il brasiliano guadagna il fondo e centra basso e forte, con Anselmo, piazzato sul primo palo, che respinge di piede.
Ancora Kouame in evidenza a seminare il panico in area azzurra al 41°: da terra serve all’indietro Schenetti che spara oltre la traversa dall’altezza del dischetto.
Al 43° arriva il pareggio del Cittadella. Benedetti effettua un traversone lungo, Kouame la rimette al centro di prima intenzione, Mantovani si lancia inutilmente in avanti per intercettare: per Strizzolo è un gioco da ragazzi sospingere la palla in rete dal limite dell’area piccola. Tutto da rifare.
Galvanizzati dal pari gli uomini di Venturato cercano il colpo del KO. Al 45° Ronaldo commette fallo su Vido sulla trequarti. Calcia verso il centro area Schenetti, Strizzolo colpisce di testa in buona elevazione, ma la mira è alta.
Nei due minuti di recupero c’è ancora il tempo per l’ultimo attacco degli amaranto: cross di Pezzi, colpo di testa di Vido, a lato.

La ripresa si apre con il solito Kouame pericoloso in area al 2°. Controlla con il petto un lancio verticale di Schenetti dalla metà campo, ubriaca Golubovic con una serie di finte e calcia in diagonale sul secondo palo, mandando a lato.
Al 9° risponde il Novara. Moscati riceve da Sansone e crossa di prima intenzione. Casarini cerca la girata al volo contrastato da Vernier: la palla sta per uscire, si avventa Sansone che calcia di potenza quasi dalla linea di fondo con Scaglia che ribatte in calcio d’angolo. Al secondo tiro consecutivo dalla bandierina arriva il vantaggio. Ronaldo disegna una buona traiettoria sulla quale Moscati prolunga di testa, Pușcaș, sempre di testa, infila la porta di Alfonso.
Al 17° Mantovani viene ammonito per perdita di tempo.
Ripartenza veloce di Moscati al 20°, cross per Sansone che calcia al volo, Pușcaș è sulla traiettoria e cerca la deviazione sotto misura, ma viene giudicato in posizione irregolare.
Al 23° Venturato effettua il primo cambio: esce Vido, entra Chiaretti.
Ammonito Calderoni al 25° per fallo sul neo-entrato.
Primo cambio anche per Di Carlo al 27°: Orlandi rileva Ronaldo.
Cross di Scaglia dalla sinistra, Strizzolo colpisce di testa, ma manda fuori (28°).
Alla mezzora grosso brivido per Montipò. Iori serve Chiaretti dalla trequarti con un filtrante, che Calderoni non riesce a intercettare. Il fantasista è completamente solo in area e gli si fa incontro il portiere azzurro, che gli impedisce la conclusione. Con un colpo di tacco mette in movimento Schenetti, la cui conclusione è allontanata da Casarini. Riprende Iori che riapre per Benedetti, il cui cross è deviato di testa da Strizzolo fra le braccia di Montipò.
Di Carlo astutamente si copre: toglie Dickmann e manda in campo Troest al 31°, disponendo la difesa a quattro. Sostituzione anche per i veneti al 34°: Benedetti cede il posto a Liviero.
Al 35° Calderoni si avventa su una respinta di Pugno di Alfonso per allontanare un cross di Moscati: la conclusione è imprecisa.
Al 37° Chiosa rischia il fallo da rigore, trattenendo per la maglia lo scatenato Kouame: per sua fortuna Piccinini non fischia, anche perché l’ivoriano accentua parecchio la caduta. Di Carlo ne approfitta per l’ultimo cambio: esce uno stremato Sansone, entra Macheda.
Una testata stende Arrighini e Golubovic, che ha la peggio e deve ricorrere alle cure dello staff medico. Per fortuna non è niente di grave e il difensore può rientrare in campo (40°).
Allo scadere del tempo regolamentare Moscati si scontra con Liviero e Golubovic e resta a terra. Anche per lui entrano i sanitari che lo rimettono in sesto.
Vengono accordati cinque minuti di recupero, che si prolungheranno fino al 51° per la terza rete di Pușcaș.
E’ il 50° quando Moscati ruba palla a Scaglia al limite dell’area azzurra, salta Pasa e parte in velocità
percorrendo tutto il campo. Giunto quasi sul fondo si gira e vede l’inserimento di Pușcaș che ha seguito l’azione: pennellata perfetta, colpo di testa e palla in rete alla destra di Alfonso. Il centravanti si toglie la maglietta, restando in reggiseno, e va sotto la curva ospiti a raccogliere l’ovazione dei suoi tifosi. Ovviamente viene ammonito, ma se la ride di gusto.

Una grande boccata di ossigeno, che speriamo abbia effetto per il futuro. L’immediato si chiama Spezia: la storia recente di Mister Di Carlo. Il destino vuole che sulla panchina dei liguri sieda un altro ex: Fabio Gallo, che ha chiuso la sua carriera di calciatore vestendo la maglia azzurra. L’augurio più grande è che questa importante vittoria serva al tifo novarese per mettere da parte le delusioni fin qui patite e tornare dalla parte della squadra. Quello che serve adesso è un incessante, assordante FORZA NOVARA!!!