La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di domenica 08.10 (NOVARA-FROSINONE)

 di Sergio Guerzoni  articolo letto 36 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
La cronaca e i commenti del tifoso alla partita di domenica 08.10 (NOVARA-FROSINONE)

Sulla carta l’impegno nel posticipo in notturna sembrava proibitivo: a far visita agli azzurri, relegati all’ultimo posto della classifica grazie ai risultati del pomeriggio, era la capolista Frosinone. Ma il campionato cadetto ancora una volta non si è smentito in quanto a imprevedibilità: a portare a casa i tre meritatissimi punti sono gli uomini di Corini. La graduatoria dopo l’ottava giornata dice che tutte le squadre possono ancora vincere il torneo e tutte possono retrocedere. Tra il terzetto delle prime (Empoli, Palermo e Frosinone) e quello delle ultime (Ternana, Foggia e Cesena) ci sono la miseria di sette punti.
L’undici novarese ha affrontato la sfida con il piglio giusto, andando ad aggredire gli avversari in tutte le zone del campo, ha sfiorato per varie volte il vantaggio nella prima parte di gara, lo ha trovato doppio ad inizio ripresa con un micidiale uno-due, ha subito poco o niente per tutto l’arco dei novanta minuti. La rete della riduzione delle distanze è del tutto casuale, grazie ad un capolavoro balistico direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo a una manciata di minuti dal triplice fischio.
La lista degli indisponibili si allunga con il forfait di Maniero, ma Mister Corini non si scoraggia: ridisegna la squadra, tornando al 3-5-2 e affidandosi a due cambi rispetto ai precedenti impegni: il primo vede il ritorno di Mantovani al centro della difesa, con Troest che si accomoda in panchina; il secondo è quasi un anagramma con Orlandi in cabina di regia al posto di un discontinuo Ronaldo. La scelta è azzeccata e lo ripaga ampiamente. Questo lo schieramento iniziale: Montipò; Golubovic, Mantovani, Chiosa; Di Mariano, Moscati, Orlandi, Sciaudone, Calderoni; Macheda, Sansone.
Disposizione a specchio per Moreno Longo alla prima sfida da allenatore contro l’ex compagno di squadra al Chievo Eugenio Corini. Fra i pali c’è l’ex Bardi; Terranova, Ariaudo e Krajnc formano il baluardo difensivo; gli esterni di centrocampo sono Ciofani e Beghetto, gli interni Gori e Sammarco con Maiello nel ruolo di play maker; Ciano e Dionisi le punte.
Al leccese Ivano Pezzuto l’onere della direzione arbitrale.

E’ appena iniziato il sesto minuto che dal taschino dell’arbitro esce il cartellino giallo: è per Sansone, che alza troppo il piede colpendo il viso di Ariaudo.
Ciano ricorre al fallo su Chiosa per fermare il gioco e consentire i soccorsi Dionisi, rimasto a terra per uno scontro con Orlandi. La relativa punizione sulla trequarti frusinate innesca la prima occasione per gli azzurri. Sansone batte corto per Orlandi che prolunga per Calderoni: cross immediato, colpo di testa di Mantovani respinto in tuffo da Bardi (9°).
Al 13° Orlandi recupera una palla da lui stesso persa, avanza centralmente fino al limite e cerca l’angolino alla sinistra di Bardi, il quale non si fa sorprendere e blocca a terra. Un minuto dopo il signor Pezzuto non ferma il gioco per un fallo di Ciofani su Calderoni applicando il vantaggio. A gioco fermo sanziona il giocatore mostrandogli il cartellino giallo.
Al 16° Orlandi sta per combinarla grossa: effettua un retropassaggio a Montipò con il suo piede sbagliato, il destro, e costringe il portiere all’intervento di piede in scivolata per anticipare Ciano, fiondatosi sul pallone.
Al 23° Sammarco spreca malamente un servizio di Ciano appena fuori area, calciando abbondantemente a lato e ignorando Maiello e Dionisi meglio posizionati.
Calderoni, ben lanciato in profondità da Sansone, effettua un cross sul quale Moscati si avventa e calcia di prima intenzione colpendo Krajnc sulla schiena; riprende Orlandi fuori area, avanza di un paio di metri e lascia partire un tiro violento che Bardi respinge in tuffo: la palla sta per entrare in porta, ma con un gran colpo di reni l’ex portiere azzurro la blocca prima che varchi la linea (24°).
Per una quindicina di minuti il gioco risulta molto spezzettato, per i continui falli da parte di entrambe le squadre. Al 39° Calderoni effettua un traversone dalla trequarti sinistra molto invitante per Sansone che cerca la deviazione in scivolata mancando l’impatto con la sfera. Nell’occasione accusa un infortunio e deve uscire momentaneamente per le cure. Rientra, ma non è al meglio, Corini manda Chajia a scaldarsi.
Al 42° Beghetto va sul fondo e cerca di servire Gori con un cross all’indietro: salva Sciaudone con un inter vento in scivolata. Gori ritorna sulla palla, vince un contrasto con Calderoni ed effettua il contro cross, con la palla che attraversa pericolosamente tutta l’area senza che nessuno riesca ad intervenire e termina in fallo laterale dalla parte opposta.
Vengono concessi due minuti di recupero che trascorrono senza alcun pericolo per entrambi i portieri.

Come previsto Sansone non ce la fa a rientrare e Chajia ne prende il posto.
Il Novara inizia la ripresa portandosi subito in attacco. Al 3° Sciaudone serve Macheda in area: l’attaccante si porta la palla sul mancino e scarica di potenza da posizione defilata, mandando di poco oltre la traversa.
Passano due minuti e Calderoni riceve da SCiaudone e crossa rasoterra cercando ancora Macheda, anticipato in scivolata da Ariaudo che mette in calcio d’angolo, dalla cui battuta arriva il vantaggio. Dalla bandierina calcia Orlandi, con una traiettoria lunga a uscire per il liberissimo Sciaudone. L’interno la rimette al centro al volo, Krajnc la sfiora di testa, Chajia arriva per primo sulla palla e batte Bardi a due passi dalla porta.
Gli ospiti si riversano in avanti e conquistano un calcio d’angolo grazie all’intervento in scivolata di Golubovic ad anticipare Dionisi, penetrato in area con un’iniziativa personale al 7°. Ciano si incarica della battuta, Montipò allontana con i pugni, Sammarco si trova la palla sul sinistro e calcia al volo dalla lunetta spedendo a lato.
Longo cambia assetto alla squadra al 13° togliendo un difensore, Krajnc, e inserendo un attaccante, Soddimo.
Al 20° Chajia, galvanizzato dalla sua prima rete, insegue un rilancio lunghissimo di Di Mariano: Ariaudo è nettamente in vantaggio, ma l’azzurro non demorde, gli ruba palla e costringe al fallo il difensore vicino alla linea laterale. Della battuta si incarica Moscati con una traiettoria insidiosa. Beghetto, coperto da compagni e avversari, vede la palla all’ultimo momento, cerca di abbassarsi, ma è troppo tardi: il colpo di testa involontario si infila nel sette alla destra di Bardi, trasformandosi nella più classica delle autoreti.
Sugli sviluppi di un calcio di punizione concesso per fallo di Mantovani su Dionisi, viene ignorato un intervento falloso dello stesso Dionisi su Golubovic in area novarese. Beghetto la rimette in area, Sammarco colpisce di testa, Montipò vola alla sua sinistra e blocca a terra (26°).
Altra sostituzione nelle file dei laziali: entra Volpe, esce Gori.
Alla mezzora anche Corini ordina il suo secondo cambio: toglie Di Mariano e manda in campo Del Fabro. Il neoentrato va ad occupare la posizione di Golubovic che avanza nel ruolo di esterno di centrocampo.
Dopo tentativo sballato di Beghetto da fuori, arriva un’altra occasione per il Novara. Chajia riceve da Orlandi a destra dell’attacco, si accentra, elude il controllo di Maiello e calcia verso l’angolino basso alla sinistra di Bardi, con la palla che esce di pochissimo sul fondo (34°).
Terzo e ultimo cambio per Longo al 38°: Frara prende il posto di Maiello.
Lo imita Corini due minuti più tardi inserendo Schiavi e togliendo Golubovic.
Al 41° Soddimo, direttamente da calcio d’angolo, dimezza lo svantaggio. Non esente da colpe Montipò che tenta la presa alta e si lascia sfuggire una palla sembrata non irresistibile, anche se carica di effetto.
Al 44° viene ammonito Mantovani, che calcia lontano la palla invece di consegnarla al proprio portiere per la rimessa dal fondo.
Negli ultimi secondi e nei quattro minuti di recupero Soddimo ci prova altre tre volte dalla bandierina, ma Montipò ha imparato la lezione e usa i pugni. La partita termina con una fuga a tutto campo di Sciaudone fermato fallosamente da Soddimo: appena battuta la punizione arriva il triplice fischio e il boato del Piola.

Per il prossimo appuntamento nello stadio amico dovremo aspettare il turno infrasettimanale del 24 ottobre. I prossimi due impegni, entrambi in trasferta, saranno con il Brescia di Boscaglia e il Palermo, che per allora riavrà tutti i sette nazionali oggi assenti. Ormai la strada è segnata e vogliamo vedere la stessa cattiveria agonistica vista questa sera: solo così il cammino sarà positivo e stimolerà un sempre più forte e sentito FORZA NOVARA!!!