Dickmann dà i (suoi) numeri

B Marzio è a Novara: la rubrica che va alla scoperta dei talenti della Serie B ConTe.it
 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 25 volte
Fonte: legab.it
Lorenzo Dickmann
Lorenzo Dickmann

5, 7, 50. Terno secco sulla ruota di Novara. Vinto e giocato da Lorenzo Dickmann.

Quinto di 5 figli maschi (per la gioia di mamma Marta). “Infatti lei sperava nella femmina. Ma per fortuna sono nato io”.

Da 7 anni con la maglia del Novara tatuata addosso. “A 15 anni ho iniziato nel settore giovanile, partendo da trequartista per diventare un esterno alto e infine un quinto di centrocampo o esterno nella linea a 4. Quindi l’esordio in prima squadra”. E non è un caso se nello scorso campionato sia stato l’Under 20 con più minuti giocati in tutta la B e con più presenze tra i professionisti.

E allora arriva il 50: uno dei 50 migliori giovani italiani nati dopo il 1 gennaio 1995. A dirlo è stato il Guardian. “I 50 più pagati ? Magari ! - scherza - L’ho scoperto la mattina stessa, grazie a degli amici della mia ragazza, che mi hanno mostrato direttamente il giornale. E’ stato davvero emozionante”.

Ma oggi Lorenzo Dickmann è una realtà. Del Novara ma anche dell’Italia Under 21. “E’ sempre un orgoglio indossare la maglia azzurra. Per ora ho giocato solo un’ amichevole, ma non vedo l’ora di farlo ancora”. Nella sua vita ci sono ovviamente i fratelli che quando possono non si perdono una sola delle sue partite con il Novara, come mamma e papà che invece al Piola sono ospiti fissi.

“Anche se sono più anziani sfidano il freddo ogni settimana e sono sempre sugli spalti per sostenermi”. E poi c’è Marta. “Siamo fidanzati da 4 anni. Ci siamo conosciuti al mare e non ci siamo lasciati più”. Una coppia davvero inseparabile, o quasi. “Anche se lei prova sempre al portare al cinema ma io proprio non ce la faccio”. Per Lorenzo meglio una passeggiata in centro con gli amici o al massimo una partita alla Playstation. “Preferisco un po’ di shopping, e se guardo la tv è solo per seguire il calcio”. A tavola gusti altrettanto chiari. “Il risotto alla milanese di mia mamma non si batte. Il top è mangiarlo di domenica sera dopo la partita”.

La Sardegna è lontana da Novara, ma il mare non ha raffreddato il suo grande rapporto di amicizia con Paolo Pancrazio Faragò. “Siamo stati compagni fino dal settore giovanile e anche quando lui è stato ceduto al Cagliari lo scorso gennaio non abbiamo mai smesso di restare in contatto”.