La conferenza stampa di Mister Viali prima di PONTEDERA - NOVARA

William Viali in conferenza stampa per l'esordio in campionato
14.09.2018 17:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 74 volte
Fonte: novaracalcio.com
William Viali
William Viali

Sta per cominciare il campionato e a Novarello è tempo di conferenza stampa di presentazione della gara fra Pontedera e Novara, esordio e nuovo ritorno per gli auguri nel campionato di terza serie.

Parola al tecnico azzurro William Viali che parla dell'esordio e dell'avversario, la formazione pisana del Pontedera:

"Questo è un primo banco di prova che ci farà capire cosa significa giocare in Serie C. Il precampionato è stato un allenamento per arrivare pronti a questo appuntamento contro una squadra che conosce la categoria, un club che fa le cose per bene. 

Che partita mi aspetto ? L'allenatore è stato confermato, sanno quello che vogliono e non avremo quel vantaggio che si può avere quando trovi un gruppo di lavoro nuovo, ancora in formazione. Si tratta di una squadra aggressiva, sicura di sé e che nella scorsa stagione ha determinato la classifica facendo tanti punti contro le grandi. Ci servirà una grande prestazione. Troveremo una squadra prontissima, quindi dovremo regalare zero".

Tribunali, estate d'attesa & lavoro 

Sul lavoro svolto in estate e sulle discusse sentenze:

"Sicuramente è stata un'estate lunga e noiosa, anche per questo abbiamo chiesto di anticipare a domenica la gara, vogliamo giocare. Ho cercato di far concentrare i calciatori sul lavoro quotidiano e devo dire che ho avuto un gruppo di lavoro positivo. In Coppa Italia abbiamo dimostrato cosa possiamo fare se abbiamo applicazione. Chi è venuto a Novara a luglio conosceva già la situazione ed era pronto a disputare un campionato di C, poi un po' ce lo aspettavamo data la situazione che si era creata.

Se i fatti di questa estate possono minare la passione dei tifosi ? Beh, se i soggetti preposti a prender decisioni escono dopo una discussione e danno un verdetto dove non sono nemmeno d'accordo fra loro, minano la credibilità e portano gli appassionati ad allontanarsi perché non si hanno certezze. Dal lato nostro, quello interno, si cerca di credere in quello che facciamo, nel nostro mondo, nella buona fede. Se smettiamo di crederci è dura andare avanti..".

Obiettivi e Serie C 

Sul tipo di campionato che il Novara incontrerà e sugli obiettivi della società azzurra:

"Mi aspetto una C complicata, all'interno della stessa gara nessuno domina mai 90 minuti, questa è la categoria dove non hai mai una gara in mano dall'inizio alla fine. Questa squadra ha l'obbligo di essere sempre presente come atteggiamento e voglia. Chi viene a Novara in questa categoria certamente ha delle responsabilità per il tipo di maglia che indossa; io ho la stessa responsabilità, anzi maggiore, perché sono la guida di questo gruppo. Non sarà un percorso netto ma fatto da tante tappe diverse, dovremo saper gestire sia i momenti felici che quelli più complicati. Se lo faremo al meglio si formerà quel gruppo e quell'ambiente ideale per raccogliere risultati.

Obiettivi ? Come ho già detto l'obiettivo  è la credibilità di questo gruppo in ogni gara che disputeremo. Dobbiamo essere tutti focalizzati al bene del Novara per cercare di fare una grande stagione, vogliamo essere protagonisti. Parlare oggi di quello che sarà a maggio non ha senso, è un momento lontano". 

La nascita di un gruppo 

Prosegue il tecnico azzurro:

"Ogni stagione fa storia a sé e io non tengo conto di quanto successo l'anno scorso. Appena arrivato facevo fatica ad orientarmi perché tanti giocatori sarebbero partiti, altri rientravano... il gruppo si è formato strada facendo, le prime settimane sono stato alla finestra, guardavo anche chi era sul mercato, come si poneva nei confronti del gruppo. Si è formato in maniera automatica una gerarchia di gruppo, fondamentale per la nascita di un gruppo sano.

Capitano ? Avevo scelto Schiavi all'inizio perché non sapevo chi sarebbe rimasto. L'ho scelto per la voglia, l'abnegazione, il modo di lavorare, la permanenza a Novara. Sciaudone è un leader per come parla agli altri in allenamento, come si pone. Ho scelto Chiosa, è un leader naturale che può essere ancora più responsabilizzato dalla fascia.

Gente come Eusepi e Cacia ? Sono giocatori trascinanti, cui non serve la fascia per sentirsi capitani".

Sulla formazione e i 5 cambi  

"Se avessi 11 giocatori in testa sarebbe un problema, vorrebbe dire che il gruppo non mi sta dando alternative. Devo avere dei ballottaggi in testa se ho un gruppo che segue e che mi mette in difficoltà. La difesa è abbastanza ben definita, da centrocampo in su ho l'imbarazzo della scelta.

Dobbiamo essere in grado di normalizzare le partita, a non farci spezzare la squadra a livello tattico dagli avversari, perché se non consentiamo questo allora la differenza tecnica ha più possibilità di emergere. In questa categoria ci sono 5 cambi, io penso che sono 16 i giocatori che possono farmi vincere una partita. 5 cambi sono importanti, possono essere decisivi se uno ha una rosa più competitiva di un'altra. Può essere un elemento decisivo".

Stefano Calabrese