Volley femminile, Nazionale - Nations League 2018: l’Italia emoziona contro le corazzate, vittorie e gioco per il futuro

Ma la Final Six…
11.06.2018 18:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 22 volte
Fonte: oasport.it
Le Azzurre
Le Azzurre

Due imprese confezionate contro Serbia e Olanda, filotto completo di successi a Rotterdam, cinque successi di fila complessivi considerando anche la precedente tappa e l’Italia prova a volare nella Nations League 2018 di volley femminile. La rincorsa verso la Final Six è sempre più complessa (dobbiamo vincere le tre partite di Eboli e sperare soprattutto in passi falsi di Turchia e Olanda) ma intanto arrivano ottime risposte sotto il profilo tecnico: il gioco delle azzurre è sempre più convincente, l’affiatamento del gruppo inizia a crescere, si è creata un’ottima amalgama tra le singole giocatrici.

Incrementato il livello offensivo, difesa in crescita, più varietà di colpi e soprattutto più continuità con meno errori al servizio. Le ragazze del CT Davide Mazzanti si sono imposte al tie-break sulle formazioni che hanno disputato la Finale degli ultimi Europei, trionfando in rimonta e mettendo sempre il cuore in campo: l’atteggiamento è quello corretto, è proprio quello che serve per essere competitive a certi livelli e cercare di fare la differenza quando conta davvero. La Nations League doveva servire per costruire una formazione solida in vista dei Mondiali di ottobre e l’obiettivo sembra essere stato raggiunto nelle prime quattro tappe, ben consapevoli che il lavoro da fare è ancora tanto e che ci sarà una lunga estate per affinare diversi meccanismi.

Paghiamo a caro prezzo le sconfitte al tie-break patite contro Polonia e Giappone nelle precedenti settimane altrimenti saremmo in piena corsa per accedere agli atti conclusivi. Paola Egonu si conferma uno degli opposti migliori al mondo dopo aver vinto gli scontri diretti con Tijana Boskovic e Lonneke Sloetjes, Cristina Chirichella e Anna Danesi hanno fatto la differenza con il muro, Elena Pietrini è esplosa in questi tre giorni ribadendo di poter essere un ottimo prospetto per il futuro, Ofelia Malinov ha steccato un po’ ma ha avuto in Carlotta Cambi un’ottima sostituta in cabina di regia, la solidità di Lucia Bosetti e l’esperienza di Monica De Gennaro hanno fatto la differenza.

Stefano Villa