Volley femminile - Leo Lo Bianco: “Inferno, Purgatorio e Paradiso: la mia vita. Le sconfitte delle Olimpiadi bruciano”

 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 22 volte
Fonte: oasport.it
Eleonora Lo Bianco
Eleonora Lo Bianco

Leo Lo Bianco è la più grande palleggiatrice della nostra storia, assoluta protagonista con la casacca dell’Italia trascinata al trionfo mondiale nel 2002 e con ben cinque Olimpiadi alle spalle. Il fenomeno azzurro ora veste la casacca di Bergamo, oggi ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Riviviamone alcuni passaggi.

INFERNO:

“Quando ero giovane e ho dovuto abbandonare la famiglia, le certezze e gli affetti per andare da sola a misurarmi con le mie possibilità e vedere quanto forte fossi. Sono quelli gli anni in cui fai il passo o rimani un atleta mediocre. È stata dura e gli allenatori che ho avuto mi hanno messo in grande difficoltà. E all’inferno ci metto anche i momenti in cui ho perso sicurezza e avrei voluto smettere. Sono stati tanti: c’è tutta una parte brutta della carriera che all’esterno non si vede”.

PURGATORIO:

“Vorrei accettare di essere un’atleta che ha sempre cercato la perfezione, ma che non può essere sempre perfetta in tutto. Vorrei riuscire a godere quelle che sono le mie possibilità adesso. Una volta restavo in palestra fino a che non raggiungevo la dannata perfezione, adesso non lo posso più fare.

Vorrei essere meno testarda e riuscire a dire: ok oggi è così. Non è che tutto si annulla perché non posso essere perfetta. Ma non ci riesco ! Credo però che questa testardaggine sia stata anche la mia forza perché non ho mai mollato per raggiungere i miei obiettivi”.

PARADISO:

“Ancora qualche successo con la pallavolo, perché la mia carriera sta andando verso la fine. Spero di poter sopravvivere senza il mio inferno e purgatorio della pallavolo. Ho vissuto 30 anni nel volley e sarà molto difficile non giocare più. Spero di poter trovare la mia pace anche senza questo sport”.

“Io esco dal campo sempre con qualcosa che non mi è piaciuto. Anche dopo la vittoria più importante della mia vita, i Mondiali del 2002, ero insoddisfatta. Ero contenta solo per la semifinale e la finale, ma del percorso no. Ma è stato un successo straordinario”.

“Le sconfitte più dolorose sono quelle dei quarti di finale delle Olimpiadi”. Leo ha un ultimo sogno, su come chiudere la prossima grande finale: “Con una murata a una russa, tipo la Goncharova, visto che mi passa un metro sopra”. E se rinascesse giocherebbe a tennis.

Stefano Villa