Hockey - I campioni che hanno fatto grande Giovinazzo

10.01.2013 20:00 di Roberto Krengli  articolo letto 2358 volte
Fonte: it.wikipedia.org
Pino Marzella
Pino Marzella

Da Giovinazzo sono usciti molti grandissimi campioni dell'hockey. Eccone una rassegna.

Francesco Frasca

Nato a Giovinazzo il 17 gennaio 1952, è stato a lungo capitano della formazione più titolata dell'A.F.P. Giovinazzo. Attaccante fecondo, giocatore potente, pattinatore elegante, leader rispettato in campo e nello spogliatoio, fra il 1976 e il 1982 è stato uno dei giocatori più temuti del campionato di hockey su pista: ha vinto 3 volte la stecca d'oro conquistando il titolo di capocannoniere della Serie A1. Non ha mai lasciato Giovinazzo, nonostante fosse il giocatore indubbiamente più di classe della scuola di Gianni Massari: ha sempre anteposto la stabilità della famiglia agli impegni sportivi e non ha mai ceduto alle lusinghe del professionismo delle squadre settentrionali. Con la maglia della nazionale italiana ha partecipato a 3 Campionati del Mondo e 2 Campionati Europei, fra i quali quello nel 1977 a Oporto, in Portogallo, dove conquistò la medaglia d'argento. Prese il posto di Gianni Massari alla guida della squadra, dopo l'addio di quest'ultimo alla panchina dell'A.F.P.. Nel 1985 si ritirò dall'hockey giocato ma proseguì per qualche anno nella carriera di allenatore, che tuttavia abbandonò presto.

Angelo Beltempo

Nato a Giovinazzo nel 1957, fu uno dei protagonisti della scalata alla Serie A1 dai primi anni '70. Giocatore versatile, si è adattato a posizioni sia di attaccante sia di difensore. Fu il primo giocatore giovinazzese a tentare l'avventura del professionismo, nell'Hockey Novara. Con la maglia del Novara ottenne la convocazione in nazionale nel 1982, per i Campionati del mondo di Barcelos, in Portogallo. Ha giocato, in modo discontinuo, fino a oltre 50 anni, nell'ultima parte della carriera ricoprendo il ruolo di allenatore, per un periodo anche nell'A.F.P. Giovinazzo.

Antonio (Nino) Caricato

Nato a Giovinazzo nel 1951, difensore. Iniziò la sua carriera nel Bari, ebbe un'esperienza a Roma. Arrivò a Giovinazzo quando la squadra era già salita in Serie A1. Difensore intelligente, dalla sua stecca partivano le impostazioni di gioco della squadra. Dotato di tiro potente, fu anche un buon realizzatore. Fu tra i protagonisti dei successi del biennio 1979-81. Con la nazionale italiana prese parte ai Campionati del Mondo di Talcahuano, in Cile, nel 1980. Al termine della carriera di giocatore, ha iniziato quella di allenatore. Ha allenato numerose squadre, con discreto successo: Matera, Lodi, Vercelli. Il suo maggiore successo è stato portare il Vercelli alla finale di Champions League. È stato commissario tecnico delle squadre nazionali giovanili. È lui l'attuale allenatore dell'A.F.P. in Serie A1.

Pino Marzella

Probabilmente il più rappresentativo giocatore dell'hockey italiano a livello internazionale. Non il più vincente: non ha mai vinto la Coppa dei Campioni. Le sue qualità di atleta sono testimoniate dalla vittoria, otto volte, della stecca d'oro come capocannoniere del campionato di Serie A1, di due Campionati del Mondo, un Campionato Europeo. E, inoltre, titoli italiani, coppe europee e attestati personali come miglior giocatore di numerose competizioni. Il classico esempio di genio e sregolatezza, dentro e fuori dal campo: le sue proteste furibonde, nei confronti di arbitri e difensori avversari, e soprattutto la verve agonistica, esibita anche in partite di scarso interesse per la classifica, ne hanno fatto il bersaglio preferito dai tifosi dell'hockey negli anni '80, la cui furia lui ricambiava con beffe plateali.

Nato a Giovinazzo il 6 settembre 1961, cominciò nell'A.F.P. Giovinazzo giovanissimo, nel 1977 trascinò la squadra Juniores alla vittoria del campionato. Prese parte ai Campionati Europei Juniores e fu eletto miglior giocatore del torneo. Giocava come ala. Le sue armi preferite erano il dribbling e il tiro a volo, ma era prima di tutto un pattinatore elegante e veloce, palleggiatore preciso, capace di giocare a testa alta, di direzionare la pallina senza mai guardarla, disorientando così l'avversario: poteva contare su un fisico asciutto e roccioso, rimasto integro negli anni.

Nelle quattro stagioni che ha trascorso a Giovinazzo ha costituito con Francesco Frasca una coppia d'attacco micidiale (facile la rima dei tifosi: "Frasca e Marzella la coppia più bella"). La potenza, la resistenza e la precisione di Frasca si combinavano con la velocità e la fantasia di Marzella in modo perfetto. Già agli esordi nella massima serie del campionato, furono numerose le ricche squadre del Nord Italia che lo riempirono di lusinghe e tentarono di portarlo via all'A.F.P.. Fu convinto dalla Corradini Reggio Emilia e dopo il miracoloso 1980, lo scudetto e gli 11 gol nella finale di Coppa delle Coppe contro il Sentmenat, lasciò Giovinazzo e il suo lavoro di operaio nell'Acciaieria per trasferirsi a Reggio Emilia, inseguendo il suo sogno di diventare un campione e il primo di una lunga serie di contratti milionari.

Tommaso Colamaria

Nato a Giovinazzo nel 1962, ha iniziato giovanissimo a pattinare, ha seguito la trafila delle giovanili nel Giovinazzo, vincendo il titolo italiano juniores nel 1977. Ha preso parte ai successi del biennio 1979-81. Difensore aggressivo e di grande lucidità, abile palleggiatore, dal tiro potentissimo. Lasciò Giovinazzo nel 1982 per approdare a Novara e da allora ha percorso una folgorante carriera, vincendo scudetti, coppe italiane, titoli europei. È stato a lungo capitano della nazionale italiana, con la quale ha vinto il titolo mondiale nel 1986. A sorpresa, nel 1988 non fu convocato da Gianni Massari per i Campionati del Mondo di La Coruña, perché il commissario tecnico della nazionale riteneva di dover svecchiare la rosa introducendo elementi più giovani. Fu giudicata una scelta quanto meno strana, per un atleta di 26 anni nel pieno della maturità. Massari tornò sui suoi passi dopo tre anni, in tempo perché Colamaria guidasse la nazionale alla vittoria nei Campionati Europei di Lodi, nel 1990. Continuò a fare parte stabilmente del giro azzurro fino al 1993. Dopo aver concluso la carriera di giocatore è diventato dirigente della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio e oggi allena il Seregno.

Pietro Turturro

Coetaneo di Pino Marzella (nato a Giovinazzo il 7 febbraio 1961), ne ricalcava anche il ruolo in campo, nonché il temperamento. Nell'anno dello scudetto non ebbe grandi chance di giocare ma la partenza di Pino Marzella liberò quel posto di titolare che ha conservato fino all'inizio degli anni '90, con la parentesi di Reggio Emilia, dove raggiunse Pino Marzella nel 1982 per una sola stagione. Non ha mai dedicato il 100% del suo tempo all'hockey: prima lo studio, poi il lavoro, hanno limitato la sua carriera. Era un pattinatore rapido e elegante, fantasioso nel gioco individuale, i suoi guizzi lasciavano immobili i difensori avversari. Per anni è stato un realizzatore implacabile. Insieme con Colamaria, Beltempo, Frasca e Marzella, fu convocato da Gianni Massari per i Campionati del Mondo di Barcelos, in Portogallo, nel 1982: cinque giocatori su dieci di quella rosa erano giovinazzesi, oltre all'allenatore. Terminò la carriera con una pesante squalifica per aver aggredito l'arbitro in campo.

Franco Amato

Nato a Giovinazzo nel 1968, era giovanissimo quando l'A.F.P. Giovinazzo dominava in Italia e in Europa: muoveva i suoi primi passi nelle squadre giovanili. Classico prodotto del vivaio giovinazzese, dotato di tecnica e di potenza, esordì in prima squadra a 15 anni. Le sue prestazioni nel massimo campionato furono folgoranti, nella stagione 1986-1987 arrivò a sfiorare il titolo di capocannoniere, preceduto di pochi gol da Pino Marzella. Aveva 18 anni quando il Novara lo strappò all'A.F.P.: nel 1987-1988 vinse il campionato italiano e la stecca d'oro come miglior realizzatore, con 85 gol.

La sua cessione fu seguita l'anno dopo da quella di Antonio Frasca, fratello di Francesco, coetaneo di Franco Amato, che finì al Monza, dopo due campionati strepitosi con la maglia biancoverde. Gli episodi destarono clamore a Giovinazzo: la squadra allevava con sacrificio campioni che poi non poteva coltivare nella fase della maturità, per goderne le prestazioni e i trionfi. Il motivo era semplice: il dilettantismo di base della società giovinazzese non poteva competere con il professionismo delle società settentrionali, sostenute da ricchi sponsor. Il controsenso non ha mai trovato soluzione: l'A.F.P. Giovinazzo rimane una società di stampo dilettantistico e ha continuato a veder partire campioni, anche in anni recenti.

Franco Amato è stato campione del mondo a 20 anni, a La Coruña, in Spagna, e nuovamente a Wuppertal, in Germania, nel 1997. Ha vinto con la maglia azzurra anche il titolo europeo a Lodi, nel 1990. Con la maglia del Novara ha vinto più volte titoli europei e il campionato italiano, nonché il titolo di capocannoniere nelle stagioni 1992-1993 e 1993-1994, quando ha stabilito il record di 101 gol segnati, tuttora imbattuto.