Dalla sala stampa dopo NOVARA-AVELLINO (23.09)

 di Sergio Guerzoni  articolo letto 31 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dalla sala stampa dopo NOVARA-AVELLINO (23.09)

Il Presidente Massimo De Salvo è come di consueto il primo ad accomodarsi sulla poltroncina in sala stampa. Il suo commento alla gara è come sempre pacato, nonostante la brutta sconfitta. Non cerca attenuanti ma, con il suo solito savoir faire, pone l’accento sul secondo goal dell’Avellino nettamente irregolare e, più in generale, sulla giornata no della terna arbitrale.

“Partiamo sempre con il freno a mano tirato, continuiamo a prendere goal nel primo quarto d’ora e questo rende le partite più complicate; il secondo goal credo fosse palesemente in fuorigioco e ha tagliato ulteriormente le gambe. Dover sempre rincorrere il risultato è alquanto complicato. Se consideriamo la rete irregolare alla fine poteva essere uno a uno. Nel secondo tempo l’Avellino ha fatto giustamente la sua partita chiudendosi dietro senza quasi mai uscire: sicuramente possiamo e dobbiamo essere più incisivi, ma l’uno-due ha cambiato la partita che, da parte nostra, doveva comunque essere più brillante.
Le partite sono fatte di episodi, tant’è vero che oltre le due segnature non è che l’Avellino abbia fatto grandi cose e gli errori in serie di arbitro, guardalinee e quarto uomo possono segnare le partite. Certo che finora gli episodi sono stati sempre a nostro svantaggio.
Detto questo non ho visto una grande prestazione della squadra, anche se la reazione e il carattere dei ragazzi nel secondo tempo ci sono stati. Penso anche sia difficile trovare la qualità in una gara che si è messa subito in salita e contro una formazione fisica: si sono messi lì e hanno fatto la loro parte per portare a casa i tre punti. Non hanno tirato molto in porta, ma, giustamente, hanno difeso il doppio vantaggio.
Se poi ci mettiamo che noi non abbiamo espresso una grande qualità, Ronaldo è andato un po’ a rilento, ma va dato atto che a causa degli infortuni a metà campo giocano sempre gli stessi e un leggero appannamento ci può anche stare. Se manca movimento e velocità quando devi recuperare non è facile.
Certo è che se c’è qualcosa da correggere bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare. Dobbiamo soprattutto aumentare l’aggressività che ci consente di recuperare più palloni ed essere sempre più attenti quando veniamo attaccati. Squadre che ci aggrediscono e ci prendono a pallonate non ne ho ancora viste, ma noi dobbiamo fare la nostra parte. D’altronde la nostra tattica, giocando con il regista, è fatta di geometrie e nel far girare palla, ma viene il momento nel quale sarebbe opportuno verticalizzare sulle punte. Io preferisco questo modo di approcciarsi alle partite e sono sicuro che alla distanza troveremo l’ottimizzazione di tutti gli automatismi.
Da Cruz è stato troppo irruento, fa parte del suo carattere focoso, ma forse l’arbitro doveva essere più ragionevole, visto l’errore clamoroso fatto in precedenza. Per l’espulsione non me la prendo più di tanto, ci sta, è tutt’altro che scandalosa: l’aveva ammonito per aver calciato la palla lontano, poi lo sappiamo che se lo mandi a quel paese con un gesto plateale il cartellino rosso è quasi automatico. Quello che mi sento di dire che ha fischiato spesso falli sbagliati, non solo in nostro sfavore, e ha ammonito un po’ a “cappella”: poteva avere maggior comprensione con un ragazzino. Ardemagni, un veterano, lo ha mandato a quel paese una decina di volte e non gli ha detto niente. Ha fatto il grande con i piccoli!!!”

E’ il momento di sentire Mister Corini. Come prima cosa cerchiamo di capire se sia più arrabbiato, deluso o preoccupato.

“Quando si perde tutti questi sentimenti sono presenti. Molto rammarico, perché eravamo molto contratti soprattutto all’inizio: lo percepivo nonostante la gara fosse in equilibrio. Abbiamo subito lo svantaggio per l’ennesima volta nel primo quarto d’ora facendo sì che la partita si mettesse sui binari che l’Avellino desiderava e comunque una reazione la squadra l’ha avuta, ci ha provato, creando le premesse per essere pericolosa. Preso il secondo goal, che non voglio nemmeno commentare, lo avete visto tutti, la gara si è messa ancora più in salita, abbiamo subito un forte contraccolpo e la parte finale del primo tempo non è stata sicuramente positiva da parte nostra. Dopo l’intervallo l’atteggiamento mi è sembrato più in linea con l’atteggiamento dell’Avellino, ma ci siamo complicati la vita rimanendo in dieci. Con le risorse che avevamo in campo ci abbiamo provato fino alla fine, con generosità, con coraggio e siamo riuscita a riaprirla al novantesimo. C’è rammarico per i sei minuti finali quando, un po’ per demerito nostro, un po’ per merito degli avversari che non ci hanno più permesso di tenere la palla e creare un po’ di confusione che poteva permetterci di creare una palla-goal. Capisco anche che con un giocatore in meno le risorse fisiche cominciavano a scarseggiare e non siamo riusciti a fare l’ultimo sforzo per provare a pareggiarla.
Non possiamo essere contenti nemmeno per la riuscita del tipo di calcio che vogliamo fare: se si perde lucidità le cose si complicano maggiormente. Sarebbe più facile fare un gioco diretto sulle punte, giocare ad una palla a rimbalzo. Resta il fatto che quella di oggi è stata la partita dove siamo stati meno lucidi, sbagliando anche parecchi rinvii e addirittura le rimesse laterali. Sono piccole cose, ma influiscono anche queste ultime: potrebbero crearci un vantaggio se gestite meglio e non metterci in difficoltà. Dobbiamo lavorare anche su questo.
Non posso esimermi dal ricordare di avere quindici giocatori di movimento disponibili. Abbiamo recuperato Mantovani e Sansone, ma hanno solo un paio di allenamenti con la squadra, mentre Casarini e Dickmann erano aggregati per stare vicino ai compagni e questo nel ciclo di tre partite ravvicinate ci ha fatto perdere qualcosa. Per questo mi sono affidato alla freschezza di Chajia e a Di Mariano che potevano dare una grossa mano a Maniero nella sua prima da titolare. Oggi abbiamo capito che ci mancava l’utilizzo di una punta fisica che sappia sfruttare al meglio i cross che arrivano dal gioco sviluppato sugli esterni e non escludo di utilizzare anche in futuro le due punte, come fatto oggi nella seconda parte di gara, per creare intensità dentro l’area e creare superiorità con l’inserimento degli interni o l’accentramento degli esterni, giocando con un 4-2-4. Bisogna capire quando affidarsi a questo schema e quando no, magari a partita in corso, perché ritengo che comunque il 4-3-3 ci dia maggior intensità in mezzo al campo.
Ronaldo è un giocatore che si mette a disposizione della squadra, a volte fa delle cose fatte bene, a volte sbaglia, ma non sempre la responsabilità è solo sua. A volte sbaglio io nel non capire come mettere in condizione la squadra di giocare al meglio.
Dispiace a noi tutti non essere riusciti a dare continuità alle due vittorie consecutive con la sconfitta di La Spezia, dove forse meritavamo qualcosa di diverso, e la sconfitta di oggi dove abbiam o fatto troppi errori per poter pensare che potesse finire in modo diverso dalla sconfitta. Dobbiamo andare oltre e far sì che questi errori e certe situazioni che ci stanno penalizzando troppo in questo inizio di stagione vadano eliminati e trasformati in punti di forza. Da parte mia rifletterò se continuare su questo tipo di percorso o cambiare qualcosa per ottenere al più presto dei miglioramenti. Per Foggia spero di avere a disposizione anche Casarini e Dickmann.”

Arriva anche il turno di Walter Alfredo Novellino in arte “Monzon”, soprannome che ancora oggi ci confessa gli venga attribuito.

“Non ricordo di essere già stato espulso a Novara, o forse sì. Sicuramente in gradinata mi hanno accolto bene. In tribuna un po’ meno …!!! Forse si ricordano del mio rifiuto di venire ad allenare a Novara !!!
Ho visto un Novara che sa chiudersi bene, stare molto stretta, difficilmente si allunga. Oggi ho cambiato il mio sistema di gioco mettendo in campo Asencio: è un ragazzo straordinario e si è inserito benissimo nonostante per lui fosse la prima partita. Mi sono piaciuti molto anche i nostri esterni. Aldilà delle valutazioni sui singoli devo dire che abbiamo vinto una partita importante in una trasferta difficile: mi era piaciuto il Novara visto con Ascoli e Cittadella, in particolare Macheda e Di Mariano. Siamo stati bravi a prepararla per chiudere le loro giocate e ripartire. Sapevamo che avremmo potuto trovare delle difficoltà visto il valore dei giocatori. Secondo me con questi uomini il Novara verrà presto fuori, visto che oltre tutto è anche molto ben allenata. Ha trovato un Avellino che non faceva risultato qui da quando io avevo vent’anni, che ce l’ha messa tutta per ribaltare questa tradizione negativa.
Adesso andiamo avanti cercando di ottenere il massimo facendo più punti possibile per raggiungere la salvezza e poi vedremo quale sarà il nostro campionato. Grazie a tutti e buon lavoro.”