XY, XX, X, Y: il calcio diventa una combinazione cromosomica e il campo non conta più, tanto ci sono i tribunali (di Claudia Marrone)

08.08.2018 11:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 67 volte
Fonte: tuttoc.com
Claudia Marrone
Claudia Marrone

X, X, X, X, X: no, non è una strampalata combinazione cromosomica da me inventata, TuttoC.com non si è trasformato in TuttoGenetica.com. Questa è una certezza.
Certezza, quella che sta mancando al calcio italiano, non solo alla Serie C, che ieri ha preso ufficialmente il via con la Coppa Italia Serie C: prima giornata della fase a gironi, e quelle X sono le cinque squadre ancora in incognito che prima o poi dovranno prendere parte alla competizione. Quando, esattamente non si sa, ma il loro momento – tra corsi e ricorsi, ripescaggi ancora in bilico, tardiva giustizia – arriverà.

Si è giocato il secondo turno eliminatorio di Coppa Italia, che martedì verrà chiuso da Lecce-Feralpisalò, dopo essere stato aperto sabato dal roboante 4-0 che la Viterbese ha rifilato all'Ascoli: la Coppa, delle formazioni di C, ha premiato anche Ternana, SudTirol, Entella, Novara, Catania, Pisa. Fatale, invece, per Sambenedettese e Trapani prima, per Imolese, Monopoli, Robur Siena, Juve Stabia, Monza, Giana Erminio, Pro Vercelli, Pordenone, Casertana e L.R. Vicenza Virtus poi.

Ma una parolina magica è stata pronunciata, CAMPIONATO. Vi giuro, ci provo, come lunedì scorso, a concentrarmi solo sul rettangolo verde, ma è proprio impossibile. Se da un lato Imolese e Cavese possono festeggiare il certo ripescaggio, dall'altro ci sono Como e Prato che hanno inoltrato il ricorso dopo la bocciatura alla loro domanda, ma anche Pro Vercelli, Ternana, Robur Siena, Novara e Catania che attendono notizie dalla Serie B.

Notizie che arriveranno con una guerra in corso, le certe del ripescaggio sono le ultime due, con le prime tre che hanno però fatto ricorso per poter riscrivere la graduatoria ripescaggi esattamente come era prima dell'annullamento della delibera secondo la quale le società che avessero scontato nelle stagione 15-16, 16-17 e 17-18 delle penalizzazioni per illeciti amministrativi non avrebbero potuto prender parte alla “white list”.

Per non farci mancar niente, ecco le Squadre B...cioè, la squadra B, solo la Juventus: la grande riforma imposta dall'alto, il grande flop. Aspettare, nel pieno rispetto di tutte le federazioni, era chiedere troppo. Sensato, di fronte a tutto questo, l'aver optato per lo slittamento dei calendari di C, che, come dichiarato dal presidente della Lega Pro, potrebbe anche attuare una sorta di sciopero e rimandare il suo inizio, a ora fissato nel weekend del 25-26 agosto: se così fosse, che non si storca poi il naso. Va bene la voglia di tornare allo stadio, ma con criterio, per ritornare a vedere calcio vero e no burocratico.

Il clima che regna, quindi, è quello del completo caos: è vero, quella del 2018 sarà ricordata per sempre come l'estate di CR7 alla Juventus, l'acquisto del secolo che ha oscurato persino il ritorno in bianconero di Bonucci, il passaggio di Higuain al Milan e quello di Buffon al PSG, ma sarà anche ricordata per uno sconvolgimento quasi epocale del calcio, dove per scimmiottare l'estero si è introdotta la norma relativa all'inserimento delle Squadre B senza il “libretto per le istruzioni”, dove sono fallite contemporaneamente gloriose piazze come Reggiana, Bari e Cesena, dove il numero di ricorsi non sta più neanche su una mano: un terremoto quasi paragonabile, seppur per diverse tematiche, a quello di Calciopoli. Ma la lezione non sembra esser stata capita, quello che poteva essere come un punto di partenza per un mondo nuovo, è stato quasi archiviato come “la solita estate bollente del calcio italiano”.

Di normale, in tutto questo tran tran, continuo a non trovarci niente. Vedo solo un goffo e grottesco gioco di poltrone, dove ormai il campo non torna più: era davvero questo che volevamo ?

Claudia Marrone