UN GAROFALO APPASSITO NELLA LAGUNA ... dicono le Gau il 30 novembre 2017

 di Cristina Santoro  articolo letto 24 volte
UN GAROFALO APPASSITO NELLA LAGUNA ... dicono le Gau il 30 novembre 2017

Venezia città magica e bellissima può trasformarsi con diversi colori. Può essere variopinta, sensuale, ammiccante o fragorosa nel compiacersi del suo storico Carnevale. Oppure, come scriveva Enrico Ruggeri e cantava Loredana Bertè può diventare come il mare d'inverno: un film in bianco e nero visto alla TV...

Ecco, noi alla TV abbiamo visto soprattutto lo scontro Dickmann – Garofalo: una specie di rivisitazione 2.0 di una gag delle comiche del cinema muto americano dei primi anni del novecento. Uno tira un calcio e l'altro niente, poi l'altro si agita e strepita ma nel sottofondo si sente solo il telecronista e non si riesce a percepire gli insulti che si stavano scambiando i protagonisti.

Comunque, se togliamo l'azzurro degli occhi di Lorenzino (in perfetto pendant con i bordi della maglietta) tutto il resto è solo bianco e nero. Una simile polarizzazione scaraventa l'”all black” Garofalo (l'angelo più bello ?!) agli Inferi come novello Lucifero e proietta il biondo cherubino di bianco vestito Dickmann nelle sfere celesti.

Il “diavoletto” Agostino rifila un pestone proditorio a Lorenzo che, poco dopo, vince un paio di rimpalli e scaraventa il pallone in rete, trasformandosi in un attimo da cherubino quantomeno in...Arcangelo.

Il resto è cronaca, se non proprio storia, con il solito notevole Da Cruz, un buon Benedettini tra i pali ed un ritrovato Troest al centro della difesa. Un plauso anche al Mister che, nel momento di massima sofferenza, dirotta a sinistra Dickmann e Moscati ed inserisce Di Mariano e Macheda che, in tandem, confezionano il terzo gol.

Sabato arriva l'Empoli...coraggio, dopo aver bevuto tre spritz in Veneto, adesso non ci resta che fumarci i...Toscani !

Cristina Santoro