Tutti i giorni, al lavoro come a scuola ... l'Editoriale di Simone Balocco del 12 aprile 2017

 di Simone Balocco  articolo letto 20 volte
"Gufo", amico del tifo Azzurro
"Gufo", amico del tifo Azzurro

Tutti i giorni, al lavoro come a scuola, dobbiamo seguire un dress code preciso: dall'abito alle sneakers, dal tailleur alle semplici ballerine. Posto che vai, vestito che...si deve indossare. 

Anche lo stadio ha un proprio dress code: sciarpa, bandiera, giubbotto, cuscino e cuffia con i colori della propria squadra rappresentano l'abbigliamento-tipo del tifoso-tipo.

A Novara c'è un tifoso che chiamiamo affettuosamente “Gufo” non perché porti sfortuna ma perché con sé porta sempre un gufetto di stoffa avvolto in uno scaldacollo bianco-azzurro a mo' di...divisa. Ed in casa come in trasferta, il dress code di questo tifoso vede il peluche (oramai un feticcio) fare sempre capolino tra la sua sciarpa, il suo giubbotto del Novara e la sua pipa. Il gufetto decise di portarlo allo stadio dopo un periodo negativo della nostra storia recente: dopo di allora inanellammo una serie di vittorie consecutive e da quel momento quel peluche è il suo compagno di viaggio mentre per noi tifosi è una sorta di mascotte.

Ma “Gufo” va oltre: ogni volta che il Novara segna lui cosa fa ? Lancia i coriandoli, una marea di coriandoli. Ogni rete azzurra è una festa e tutti i suoi vicini di posto tornano a casa carichi di coriandoli ma contenti perché significa che il Novara ha segnato. Durante l'ultimo Pavia-Novara di Lega Pro, capitato in pieno periodo carnevalesco tre anni fa, “Gufo” era entrato allo stadio con ben diversi sacchi pieni di coriandoli. La partita terminò 3 a 3: possiamo immaginare cosa non c'era per terra sulle gradinate. Anche in tv si sono viste nuvole di coriandoli ad ogni rete azzurra.

“Gufo” è entrato nel cuore di tutti noi tifosi, non perde una partita in casa e quando può va anche in trasferta. E il leit motif è sempre uguale: sciarpa, gufetto e coriandoli. 

E pensare che “Gufo” si è avvicinato al Novara solo pochi anni fa: un sabato passò nei pressi dello stadio in moto e vide tanta gente, chiese cosa stesse succedendo e gli dissero che avrebbe giocato il Novara da lì a pochi minuti. Lui posò il mezzo, fece il biglietto e assistette al match. Fu amore a prima vista per i colori, il calore del pubblico e l'amore per la maglia.

La vita è uno “sliding door” continuo: pensate se quel sabato non si fosse fermato e avesse tirato dritto. Non avremmo il gufetto, i coriandoli e, sopratutto, non avremmo il “Gufo”.

Capite perché il calcio è lo sport più bello del Mondo ? Perché permette di raccontare, e vivere, storie di questo tipo. Come quella del “Gufo”, un compagnone sempre con il sorriso sulle labbra ed espressione genuina del #tifosano.

A cura di Simone Balocco, Social Media Official Supporter - #SMOS Lega B del Novara Calcio 1908. #CalcioVero
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