Serie C - Una crisi dietro l'altra (di Tommaso Maschio)

08.03.2019 11:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 28 volte
Fonte: tuttoc.com
Tommaso Maschio
Tommaso Maschio

Come se non bastassero il caos estivo, i fallimenti di Pro Piacenza e Matera, le situazioni in bilico di Cuneo e Lucchese che stanno cercando con le unghie e con i denti di tenersi a galla e non sparire come le due di cui sopra e tante altre società degli ultimi anni, la miriade di punti di penalizzazione. Ecco, come se non bastasse tutto questo, un'altra situazione a rischio sta per presentarsi all'orizzonte, o meglio nella mattinata di ieri. 

A Trapani l'addio della famiglia Morace, al timone del club per 14 anni conditi da molti successi, rischia di essere più traumatico di quanto previsto dato che il neo proprietario Maurizio de Simone, rappresentante legale della FM Service, non sta riscuotendo alcuna fiducia sia a livello locale sia a livello nazionale. I vertici della Lega Pro si sono detti infatti preoccupati per questo passaggio di proprietà “dopo aver effettuato una sia pur sommaria verifica della visura camerale e del bilancio”, l'AIC gli ha fatto eco con il vicepresidente Umberto Calcagno che ha paragonato questo passaggio di proprietà a quello del Palermo agli inglesi, ritiratisi in fretta e furia lasciando il cerino in mano a Rino Foschi, spiegando poi che l'associazione sta monitorando la situazione con attenzione per provare a prevenire nuovi casi Parma (o Modena, o Matera o mettete voi il nome di una squadra, c'è l'imbarazzo della scelta negli ultimi anni). Anche tifosi e Sindaco si sono detti perplessi per il passaggio di proprietà allineandosi alle posizioni di Lega Pro e AIC.

Preoccupazioni che solo De Simone, che si presenterà in mattinata, potrà allontanare. Ma per farlo più che le parole serviranno i fatti e per quelli non basta certo una conferenza stampa. Troppo spesso negli ultimi anni abbiamo visto infatti presentazioni in grande stile, parole su progetti pluriennali e grandi obiettivi da raggiungere per poi, nel giro di qualche mese vedere “mandare a carte 48” tutto quanto. Nessun giudizio preventivo su De Simone – anche se, come ha ricordato il collega Ivan Cardia, a inizio anno questi garantiva sulla solidità finanziaria del Matera – ma neanche immotivata fiducia nella bontà dell'operazione e delle intenzioni dell'imprenditore. Serve massima vigilanza e attenzione, da parte degli organi preposti e di noi giornalisti, per evitare il ripetersi di situazioni odiose troppo viste nell'ultimo decennio. E se per Matera e Pro Piacenza (giusto per fare qualche esempio) erano in pochi i giornalisti – faccio a tutti loro pubblicamente i complimenti - che avanzavano dubbi, facevano domande e sollevavano il tappeto per mostrare la polvere che vi si nascondeva venendo attaccati e criticati ferocemente sia dai tifosi meno avveduti sia dalle proprietà che giuravano e spergiuravano che tutto andava bene, che i soldi sarebbero arrivati e gli stipendi pagati (parole puntualmente smentite dai fatti), adesso finalmente la musica sembra essere cambiata. Rimasti troppo volte, e troppo a lungo, scottati l'attenzione da parte di tutti è aumentata e le belle parole non possono più bastare.

Servono i fatti concreti perché l'età delle storie della buonanotte è finita ormai da un pezzo.

Tommaso Maschio