"Riportiamo i tifosi allo stadio" (???) (di Tommaso Maschio)

14.12.2018 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Tommaso Maschio
Tommaso Maschio

“Come riportare le famiglie allo stadio ? Semplice, facendo giocare un turno infrasettimanale il 12 dicembre alle 14,30”. Traggo spunto da un post di un amico ultras di una squadra di Serie D per il solito editoriale che il direttore mi costringe a scrivere settimanalmente. A parte gli scherzi quella frase ben si addice anche alla Serie C dopo un ennesimo turno infrasettimanale spalmato su tre giorni e varie fasce orarie che certo, se si escludono quelle delle 20:30 (ma solo per i tifosi di casa), non facilitano la vita dei tifosi o di quelle famiglie che tanto si vuole riportare allo stadio a parole, ma molto poco coi fatti. Fra orari impossibili come le 14:30 di un giorno infrasettimanale, costi sempre più alti dei biglietti (sì anche in Serie C c’è questo problema) e i soliti ostacoli burocratici legati a biglietti nominali e tessere del tifoso che sono lungi dall’andare in pensione.

Già la scorsa assurda estate aveva minato il rapporto fra la categoria e i tifosi delle varie squadre, che avevano dovuto anche digerire l’introduzione – poi limitata a una sola – delle squadre B. Un obbrobrio, la cui utilità è tutta da dimostrare, che andava a togliere ulteriore spazio al calcio dei campanili in favore di quello moderno che tutto stravolge e ora inizia a invadere anche campi che non gli erano propri togliendo sempre maggiore visibilità e spazio a quelle squadre, anche storiche, che cercano di non affondare in un calcio dove le differenze fra ricchi e poveri vanno sempre più allargandosi nel tentativo di far giocare le grandi con le grandi e togliere la possibilità alle cosiddette piccole di sfidare gli squadroni e magari fargli uno sgambetto.

Quello che sfugge nella frase più volte ripetuta dal presidente Ghirelli (“Dobbiamo riportare i tifosi nei campi: dopo esserci scusati con loro, ora è il tempo dei fatti”) è in che modo i turni infrasettimanali, specialmente quelli giocati nelle ore pomeridiane, possano aiutare visto che non tutti possono-vogliono prendere ferie per seguire la propria squadra e del resto non è neanche giusto che un tifoso debba perdere un giorno di lavoro o sprecare le ferie, quando le ha, per dover seguire decisioni cervellotiche come quelle di chi decide certe date e orari. E lo stesso vale per la visione via streaming o via televisione. Se proprio ai turni infrasettimanali non si può rinunciare, e allo stato delle cose è così visto il gran numero di gare da giocare in una stagione a cui quest’anno si sono sommati moltissimi turni di recupero, che almeno si provi a allungare una mano ai tifosi e li si giochi in orari serali. E non si venga a dire che giocare in contemporanea con le gare di Champions League o Europa League rischia di togliere visibilità alla Serie C poiché si tratta di categorie di tifosi molto diverse fra loro dove solo una minoranza magari simpatizza o tifa per uno squadrone che gioca in Europa.

Praticamente nessuno verrebbe danneggiato dalla contemporaneità dei due eventi e anzi si avrebbero in Serie C stati un po' meno deserti e tristi di quelli che troppo spesso si vedono. Se davvero si vuole riportare i tifosi, le famiglie negli stadi bisogna mettere mano innanzitutto agli orari ed evitare l’eccessivo spezzatino a cui assistiamo a ogni turno, garantire un costo del biglietto accessibile a tutti e senza gli ostacoli burocratici che troppo spesso vengono messi di fronte a chi vuole andare a vedersi una gara dal vivo e infine dare il via a una grande campagna di ammodernamento degli impianti che dalla Serie A alla Serie C, per restare fra i professionisti, troppo spesso presentano settori chiusi per inagibilità o aperti parzialmente solo perché il prefetto di turno si prende la responsabilità di farci affluire la gente.

Tommaso Maschio