In Serie C le stagioni passano, i problemi ritornano (di Luca Bargellini)

Nato a Firenze nell'anno del Mundial spagnolo, giornalista di TuttoMercatoWeb.com, direttore di TuttoC.com
24.12.2018 11:00 di Roberto Krengli Twitter:   articolo letto 37 volte
Fonte: tuttoc.com
Luca Bargellini
Luca Bargellini

Il copione è sempre lo stesso. Le prime avvisaglie, le smentite di rito. Poi gli stipendi iniziano a non arrivare e scatta la risposta attraverso le associazioni di categoria. Di punti d’incontro neanche l’ombra. Poi lo sciopero. Questo è quanto accaduto lo scorso anno a Modena e ieri anche a Piacenza, sponda Pro. Un “ruolino di marcia” purtroppo ben noto in Serie C. Soprattutto negli ultimi anni, da quando le società scomparse sono divenute nettamente di più rispetto a quelle che hanno avuto successo nelle serie maggiori.

Difficile, dunque, aspettarsi qualcosa di diverso nel futuro dei rossoneri rispetto a quello che ha visto protagonisti i canarini poco più di un anno fa. Di nuove proprietà credibili non ve ne sono (di cialtroni invece se ne trovano ovunque) e dunque la sensazione che si vada verso una fine anticipata della stagione è sempre più forte. Ogni giorno che passa. La prima gara persa a tavolino contro la Pro Vercelli ha aperto le danze. Quelle di Santo Stefano contro la Juventus Under23 e del 30 contro la Robur Siena saranno invece il finale di una corsa che in molti si aspettavano diversa.

Dopo che lo scorso anno, oltre al Modena, con le situazioni legate ad Arezzo, Akragas, Vicenza, Fidelis Andria e Matera in molti pensavano di aver toccato il fondo. Con regole pressochè identiche, però, era difficile immaginarsi un risultato diverso nella stagione attuale e infatti eccoci nuovamente con società che prima ancora del giro di boa sono con l’acqua alla gola. Anzi, con la testa già sotto l’acqua.

Società, purtroppo, declinato al plurale perché la cronaca di Serie C non parla solo di Pro Piacenza. Da tenere sotto osservazione c’è anche la posizione del Matera (ancora tu, ma non dovevamo vederci più ?), i cui tesserati hanno minacciato lo sciopero per il turno del 26 a fronte di una posizione piuttosto netta da parte del presidente Lamberti che continua a sostenere di aver già pagato, ma anche Reggina nonostante il comunicato delle scorse ore abbia dato una decisa sterzata nella giusta direzione.

Tre società, tre situazioni diverse e un epilogo comune da scongiurare. Un epilogo che con le nuove regole d’iscrizione ai campionati portate avanti dal presidente Francesco Ghirelli non dovrebbe più concretizzarsi. Una scelta intelligente quella di dare una deadline unica e certa oltre la quale non si può andare. Giusto anche pretendere garanzie più stringenti, con l’intento dichiarato di evitare nuovi casi FinWorld che ancora fanno discutere.

La vera domanda è sempre una: perché occorre “veder scorrere il cadavere lungo il fiume” prima di agire ? Perché in questo sistema prevenire non è mai una possibilità e curare spesso non riesce a guarire la ferita, oppure a salvare il paziente ? Il copione è sempre lo stesso. Speriamo sia l’ultima volta. Perché solitamente sbagliando s’impara, ma trattandosi di calcio la realtà supera spesso la fantasia.

Luca Bargellini