Il punto sulla Serie C (di Sebastian Donzella)

22.10.2019 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Sebastian Donzella 
Sebastian Donzella 

C'era una volta la Sicilia felice. Con Messina, Catania e Palermo in Serie A e B, insieme al Trapani, che in cadetteria ci è tornato giusto l'anno scorso. Adesso, invece, il momento è tra i peggiori di sempre. Giallorossi e rosanero sono tra i dilettanti, i granata annaspano in fondo alla cadetteria e gli etnei ne prendono cinque dalla Vibonese. Non in una giornata no estemporanea ma nell'ennesima trasferta negativa del campionato. Ben cinque ko fuori dal "Massimino" che sono costati la panchina a mister Camplone. Il problema rossazzurro, però, non è solo in campo. Non è un mistero che la situazione economica dei catanesi non sia tra le più floride in Serie C. Le scadenze, come sempre, sono state rispettate ma non di slancio, con la stessa società che ha ammesso di aver fatto fronte a oltre mezzo milione di debiti pregressi nelle ultime settimane. E la piazza, intanto, continua a mormorare. Lo Monaco, da AD abituato a vendere carissima la pelle, ricorda a spron battuto che i debiti ci sono. Sono diminuiti rispetto al passato, e questo è un innegabile merito del nuovo corso etneo, ma in parte sono sempre lì. E i 4 milioni circa di stipendi (e contributi) da pagare all'anno non aiutano certo la contabilità.

Il problema vero del Catania, ed è il segreto di Pulcinella, è che tanti anni in Lega Pro cominciano a pesare. Contributi pochi, anzi pochissimi visto il mancato utilizzo di under (e non potrebbe essere altrimenti, in una delle piazze più blasonate d'Italia). Spese tante, anzi tantissime, visto che ogni anno la squadra viene costruita per arrivare nelle primissime posizioni. Di conseguenza la situazione del Liotru non è tra le più semplici sia in campo che fuori. Prova ne è la richiesta di dimissioni di mister Camplone ma anche la ricerca della risoluzione con uno dei suoi predecessori, Sottil. Soluzioni che avrebbero alleggerito una voce in bilancio, quella relativa al costo degli allenatori, che pesa inutilmente sulle casse societarie. Scommettiamo, perché ne siamo sicuri, che Lo Monaco, con o senza i tifosi al suo fianco, farà di tutto per continuare nella sua opera di riduzione del debito, per preservare la preziosa matricola.

A pochi chilometri, circa una trentina, c'è però una società che potrebbe diventare fondamentale per i destini del Catania. Parliamo, ovviamente, della Sicula Leonzio. E di patron Leonardi, uno dei più giovani dell'intero calcio italiano. Uno che, in pochi anni, non solo ha riportato Lentini tra i professionisti facendo più punti in D del Bari ma ha anche reso lo stadio un gioiellino, costruito una squadra femminile tra le più interessanti del Sud Italia e, soprattutto, pagato tutto sempre puntualmente. Al punto che, nell'ultima conferenza stampa, ha ironizzato sui comunicati pubblicati da altri team sull'avvenuto rispetto delle scadenze. Perché per il numero uno bianconero pagare il dovuto nei tempi dovuti è semplicemente un atto...dovuto. Non una notizia ma l'ordinaria routine.

Ma anche la Sicula, così come il Catania, ha un suo bel problema. Anzi un paio, anche qui sia dentro che fuori dal campo. All'interno del rettangolo di gioco c'è una classifica pessima, con sei punti raccolti in dieci giornate. Finora mister Grieco ha avuto credito illimitato, avendo praticamente stregato tutti al suo arrivo a Lentini. Al punto che la sola vittoria nelle prime nove gare non è stata causa di esonero, considerando anche il calendario impossibile che ha messo contro tutte, o quasi, le big, ai siciliani. Ma il tonfo interno col derelitto Rieti è stata una mazzata tremenda. Una sconfitta che ha, giustamente, fatto infuriare patron Leonardi con i suoi sottoposti. E così la sfida salvezza col Rende risulterà decisiva per le sorti di Grieco. Il tutto mentre il pubblico bianconero rimane freddo o, comunque, non si è riscaldato come la società avrebbe voluto.

Tante delusioni di fila, insomma, per un presidente appassionato. Che, particolare non indifferente, è tifoso del Catania. Normale, quindi, accostarlo a più riprese ai rossazzurri. E anche qui, scommettiamo, l'accostamento continuerà a più riprese, nonostante le continue smentite del diretto interessato (che invitiamo volentieri su queste colonne, vista la sua grande disponibilità). Un accostamento favorito da un precedente niente male: la Giacomense della famiglia Colombarini che si trasferisce alla SPAL. E dalla salvezza in C2 dei grigiorossi si è arrivati, ai giorni nostri, a quella degli estensi in Serie A. Lì, ovviamente, la fusione fu consentita dalle NOIF mentre qui sarebbe impossibile a priori. Ma un trasloco nessuno potrebbe vietarlo... 

Chiusura, come ormai capita spesso negli editoriali di TuttoC.com, sul Rieti. Il club amarantoceleste oggi ha conosciuto ufficialmente la sua nuova dirigenza ma non la sua nuova proprietà. Il tutto mentre gli stipendi sono ancora da pagare e c'è una fideiussione, come rivelato da Ghirelli ai nostri microfoni, da inviare in Lega.

A tal proposito, sembra che nel contratto di cessione della società da parte dell'ex patron Curci, vi sarebbe una clausola che obbligherebbe i nuovi proprietari a sostituire entro fine mese la fideiussione allegata a inizio campionato. Una nuova garanzia che, ovviamente, dovrebbe essere accettabile in FIGC in base agli stringenti standard della nuova normativa.Per questo, secondo voci che si rincorrono sempre più impazzite nel mondo amarantoceleste, patron Curci starebbe pensando a un clamoroso rientro, spinto anche da qualche nuovo socio proveniente da un altro mondo pallonaro. Realtà o boutade ? Se avrà voglia di dircelo ospiteremo anche lui più che volentieri su questo portale.

In tutto ciò resta il mistero sugli stipendi non pagati: chi avrebbe dovuto presentare i bonifici ? E non parliamo di cifre dell'altro mondo, visto che a luglio pochissimi calciatori erano sotto contratto e in tanti sono arrivati nella seconda parte di agosto. Le due campane intanto suonano musiche diverse ma la realtà, purtroppo, è una sola: niente bonifici in tempo e quattro punti di penalizzazione in arrivo. Di sicuro, entro una ventina di giorni, tutto dovrà essere pagato. Altrimenti i giocatori del Rieti si svincoleranno. E alcuni di loro potranno diventare pezzi pregiati del prossimo mercato di riparazione. I misteri in salsa laziale sono tanti, sicuramente troppi. E il tempo stringe.

Sebastian Donzella 

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