Il punto sulla Serie C (di Nicolò Schira)

16.01.2020 11:00 di Roberto Krengli Twitter:    Vedi letture
Fonte: tuttoc.com
Nicolò Schira
Nicolò Schira

Da Francesco Totti a Cristian Bunino. Sono passati quasi 27 anni dal primo contratto da professionista firmato dal Pupone più famoso d'Italia all'acquisto dell'attaccante classe 1996 da parte della Viterbese. A collegare le due operazioni la regia di Franco Zavaglia, che da qualche anno ha smesso i panni di procuratore per ripartire nelle vesti di dirigente/consulente. Lo storico agente, tra i tanti, di Totti (a inizio carriera), Aquilani (portato a Liverpool, Juventus e Milan) e Amelia da ormai tre stagioni non si occupa più di rappresentare calciatori e negli ultimi mesi è diventato il consulente più ascoltato da Marco Arturo Romano, patron della Viterbese dalla scorsa estate ed erede di un certo Piero Camilli che con i laziali ha scritto pagine di storia. È stato proprio Zavaglia, in ottimi rapporti con il presidente del Pescara Daniele Sebastiani, a indirizzare Bunino verso Viterbo, anticipando la concorrenza di Ravenna e Cesena. C'è lo zampino di Zavaglia anche sull'arrivo del centrale Eros De Santis dal Siena. Una nuova carriera a 66 anni quella intrapresa da Zavaglia, anche se non capiamo come mai il club della Tuscia non abbia ufficializzato questa consulenza, magari con un incarico censito nell'organigramma. Ovviamente non sotto la dicitura di direttore sportivo del quale Zavaglia non possiede i titoli e il patentino, ma tranquillamente come Responsabile dell'Area Tecnica potrebbe tranquillamente comparire e figurare. Le competenze le possiede, i contatti pure. E allora perché non ufficializzare questo binomio?

Rivoluzione in quel di Gozzano, dove il diesse Ciccio Musumeci ha piazzato un botto da novanta: preso l'ex capitano del Catanzaro Giuseppe Figliomeni. Anticipata la concorrenza di diversi club per il centrale scuola Inter, che firmato con il club piemontese fino al 2022. Per un grande acquisto che fa sorridere i supporters del Gozzano, c'è un addio eccellente che fa da contraltare. Quello del capitano, o forse dovremmo dire ex capitano, Samuele Emiliano. Domenica scorsa la non convocazione per la gara di Como, che ha sancito lo strappo definitivo. C'è aria di separazione immediata. E pensare che solamente un mese fa il club piemontese lo celebrava per le 100 presenze in maglia rossoblù. In poche settimane è cambiato tutto...

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Dobbiamo parafrasare René Descartes, meglio noto con lo pseudonimo di Cartesio per raccontare i giorni che sta vivendo Antonio Pergreffi, da due anni per continuità di rendimento uno dei tre migliori difensori in assoluto di questa categoria. Una Serie C che inizia ad andare stretta al centrale classe 1988, idolo e simbolo del Piacenza ma meritevole di fare il salto in alto. Giocarsi le sue chance in B a 31 anni rappresenta uno di quei treni da prendere al volo: il Pisa lo corteggia di nuovo dopo l'assalto andato a vuoto dodici mesi fa. I nerazzurri devono rimpiazzare Aya diretto alla Salernitana e puntano sul ministro della difesa piacentina. Scommessa intrigante, di quelle che piacciono al diesse pisano Roberto Gemmi che in passato ha dimostrato di saper vedere lungo pescando tanti ragazzi dalle categorie inferiori. Pergreffi, però, è combattuto: a Piacenza si trova benissimo e sogna di conquistare la B da capitano dei biancorossi. Quella Serie B svanita due volte sul più bello l'anno scorso. Prima all'ultima giornata sul campo del Siena e poi a Trapani nella finale playoff. Due cocenti delusioni, che avrebbero steso chiunque ma non il centrale del Piace rimasto tra i più temibili e forti califfi difensivi della categoria. Cosa ci faccia ancora in Lega Pro resta uno dei tanti misteri del nostro calcio. L'ennesimo italiano lasciato in terza serie e al quale i club delle categorie superiori preferiscono qualche carneade straniero senza arte nè parte. E qui si torna a Cartesio: restare a Piacenza e provare in B i biancorossi (impresa dura ma possibile tramite i playoff) oppure prendere l'ultimo treno della carriera per salire di categoria? Una scelta tutt'altro che semplice da prendere. Non vorremmo essere nei panni del "Cartesio" di Piacenza..

Nicolò Schira

-